Costi economici e sociali dei cambiamenti climatici: cause e terapie

costi economici e sociali dei cambiamenti climatici

Analisi delle cause e possibili terapie

Ciliegi in fiore a Dresda - Germania

Ciliegi in fiore a Dresda – Germania

Ciliegi in fiore in Germania, gemme degli alberi da frutto che si stanno ingrossando, fiori che sbocciano due mesi prima, alluvioni estreme , siccità estrema. Eventi strani a cui gradualmente ci stiamo abituando, per i quali ancora non siamo riusciti a trovare una spiegazione soddisfacente, ma soprattutto non abbiamo idee chiare sul dove ci porteranno.

Le ricerche scientifiche sul cambiamento climatico e i suoi impatti, pubblicate dopo il più recente Rapporto del Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC), rivelano che il cambiamento climatico sta accelerando a un ritmo molto più veloce rispetto alle previsioni IPCC 2007. Che sta succedendo?

Guardiamo al volume e agli ambiti di ‘anomalie’ se così vogliamo chiamarle, che si sono succedute negli ultimi anni, e troveremo che non c’è settore che non ne sia interessato. Per P.R. Sarkar questi eventi sono solo dei cambiamenti naturali, che appaiono nel corso dell’evoluzione naturale del pianeta e non solo di questo pianeta, non delle catastrofi.

La domanda che ci facciamo è se questi cambiamenti siano temporanei e poi si ritornerà alla normalità, oppure diventereanno la norma e cambieranno definitivamente gli equilibri che conosciamo?

P.R. Sarkar è dell’opinione che grossi cambiamenti sono in corso, poiché siamo entrati in una nuova era geologica. Siamo abituati a pensare alle ere storiche, al Pliocene, Mesocene, Oligocene, come eventi traumatici e di grandi sconvolgimenti del passato remoto, ma mai avremmo potuto pensare che saremmo stati oggi protagonisti di un cambiamento epocale di era anche noi. (L’analisi di Sarkar di seguito alla descrizione degli effetti  più attuali di questi eventi).

 alcuni effetti e costi dei cambiamenti climatici in corso 

“Il cambiamento climatico oggi: piu’ forte e piu’ vicino del previsto”. Così esordisce la Dr.sa Tina Tin, nel suo rapporto sui cambiamenti climatici in corso[1], e ne descrive gli effetti attuali a livello globale ed europeo:

“L’Oceano Artico sta perdendo i suoi ghiacci 30 anni prima o anche più rispetto alle proiezioni presentate nel Quarto Rapporto dell’IPCC (Stroeve et al. 2007).

I ghiacciai costieri nella Penisola Antartica stanno perdendo ghiaccio più velocemente e stanno contribuendo in misura maggiore all’innalzamento del livello del mare rispetto a quanto riportato nel Quarto Rapporto IPCC (Pritchard e Vaughan 2007).

Dal 1990, il livello globale del mare si sta innalzando di una volta e mezzo più velocemente di quanto previsto nel Terzo Rapporto dell’IPCC (pubblicato nel 2001) (Rahmstorf et al 2007).

Le emissioni globali di CO2 rilasciate come conseguenza dell’attività umana hanno subito un’accelerazione da una percentuale di crescita dal 1,1% all’anno tra il 1990 e il 1999, a più del 3% l’anno tra il 2000 e il 2004.

 le previsioni sugli effetti dei cambiamenti climatici 

 cibo, agricoltura e pesca  

Il benessere della società dipende dalla disponibilità e dalla distribuzione del cibo. Lobell e Field (2007) hanno dimostrato che il trend di aumento delle temperature mondiali dal 1981 ha già portato una riduzione dei raccolti globali di mais, frumento e orzo. La perdita annuale dei raccolti si può quantificare in circa 40 milioni di tonnellate o 5 miliardi di dollari (3,2 miliardi di euro).

 salute  

I cambiamenti climatici impatteranno anche sulla salute umana; i primi a essere colpiti saranno quelli che per vari motivi sono già a rischio. Shea e al (2007) hanno concluso che molto probabilmente saranno i bambini a soffrire di più gli effetti dei cambiamenti climatici.

 ecosistemi  

Gli impatti dei cambiamenti climatici vanno al di là delle società umane, e coinvolgono anche gli ecosistemi di tutto il mondo. Rosenzweig et al (2008) hanno confermato che i cambiamenti climatici stanno impattando in maniera significativa sulla biofisica di tutti gli ecosistemi mondiali… La scomparsa così rapida di questi climi fa aumentare la probabilità che le specie non riescano ad adattarsi; … oltre il 30% delle specie sarà a rischio estinzione con un aumento della temperatura di 1,5-2,5 gradi rispetto alle temperature attuali.

 prospettive europee 

 salute  

L’eccezionale ondata di caldo e siccità che ha colpito l’Europa nell’estate del 2003 ha causato circa 35.000 morti: caldo, inquinamento e alte concentrazioni di ozono tra le principali cause. … Uno studio della Commissione Europea ha stimato che ogni anno circa 369.000 persone muoiono prematuramente in Europa a causa dell’inquinamento e che queste morti premature con le cure mediche a esse connesse costano tra il 3 e il 9% del PIL europeo.

 acqua  

A causa del riscaldamento globale, le precipitazioni annuali aumenteranno nella maggior parte d’Europa, tranne in Spagna e in qualche regione di altri Stati. Quindi, aumenteranno i danni causati da inondazioni. Solo nel bacino del Danubio e in quello della Mosa le stime dei danni futuri causate da inondazioni nei prossimi 100 anni sono dell’ordine di 60-73 miliardi di dollari. … Al contrario, nella regione mediterraneo aumenteranno la frequenza e la durata dei periodi di siccità. Entro la fine del secolo i suoli di queste zone saranno completamente asciutti. (Sheffield e Wood, 2008)

Studiando il sistema di produzione di energia idroelettrica delle Alpi svizzere, è possibile prevedere che nel periodo 2070-2099 la produzione di energia idroelettrica calerà del 36% rispetto al periodo 1961-1990, sempre a causa del riscaldamento globale (Schaefli et al., 2007) .

 tempeste  

A causa del riscaldamento globale, si prevede che l’intensità dei cicloni sulle isole britanniche e nel mare del nord aumenterà, mentre gli effetti collaterali di queste tempeste verranno sentiti in tutta l’Europa centrale (Pinto et al., 2007). …Alcuni modelli matematici ci dicono che a causa del riscaldamento globale la velocità dei venti aumenterà nella Svezia meridionale con conseguenze sull’industria del legno svedese (Blennow e Olofson, 2008).

 ecosistemi  

L’analisi di 542 specie di piante e di 19 specie animali in 19 paesi europei ha dimostrato senza ombra di dubbio che le attività di queste specie, soprattutto in autunno e primavera (ad esempio, la fioritura e la maturazione dei frutti nelle piante e la migrazione negli uccelli), sono cambiate a causa dei trend di riscaldamento globale che stiamo osservando (Menzel et al., 2006). … Il riscaldamento è troppo veloce perché le specie riescano ad adattarsi in tempo e questo provoca profondi cambiamenti degli ecosistemi (MacKenzie e Schiedek, 2007)”.

 

 ultime notizie 

A causa del surriscaldamento sono arrivate in Italia le prime coltivazioni di banane e avocado ma sono a rischio le piante di cacao dell’Africa occidentale dove il clima sta diventando più secco. L’effetto serra taglia la resa delle colture di orzo e luppolo per la birra in Belgio e Repubblica Ceca ed anche i produttori di champagne francesi sono in allarme per l’aumento delle temperature di quasi 1,2 °C negli ultimi 30 anni nella zona di coltivazione tanto che autorevoli studiosi hanno ipotizzato lo spostamento fino in Inghilterra delle zone di coltivazione più idonee[2].

Il riscaldamento del pianeta ha effetti anche sui prodotti tipici perché provoca il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini.

Si è verificato nel tempo – continua Coldiretti – anche un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l’olivo che è arrivato alle Alpi. E’ infatti in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l’ultima frontiera nord dell’olio d’oliva italiano

Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee.

 qualche risposta nell’analisi di P.R. Sarkar 

i poli terrestri cambiano le loro rispettive posizioni

Possibile spostamento delle rispettive posizioni dei Poli terrestri.

Possibile spostamento delle rispettive posizioni dei Poli terrestri, secondo Sarkar.

Scrive Sarkar: Se i poli cambiano le loro posizioni, il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al proprio asse certamente potrà essere minore o maggiore. E similmente il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al sole aumenterà o diminuirà. Questo è il motivo per cui qualche volta vediamo che l’ordine stagionale non mantiene un adeguato parallelismo con i mesi: questo dimostra che il cambiamento sta avvenendo velocemente. Come risultato di questo cambiamento, non solo si perderà il parallelismo tra i mesi e le stagioni, ma sarà disturbato anche l’ordine ambientale e l’equilibrio ecologico della Terra. Di conseguenza a questa disgregazione avverranno dei cambiamenti fisici e biologici nelle strutture di tutti i corpi viventi, di tutte le creature viventi, incluse le piante (Vedi effetti sulle produzioni agricole).

Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici: la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo è costituita da attività umane. … il rapporto (AR4) dell’IPCC e ne rafforza la validità con nuove evidenze scientifiche, prodotte da una più vasta serie di osservazioni e di modelli climatici di nuova generazione, nonché da una miglior comprensione dei processi climatici e dei feedback.

Tra i contenuti del Rapporto si legge che, secondo la comunità scientifica internazionale impegnata nella ricerca climatica, è “estremamente probabile” (probabilità al 95-100%) che l’attività antropogenica (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo) sia la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo”.

Secondo P.R. Sarkar, nel suo articolo “Conservazione dell’acqua”, sono 3 le cause fondamentali della siccità e in parte dei cambiamenti climatici in atto, una parte dovuta alle attività umane e le altre due a questioni magnetiche e cosmologiche.

Sarkar nei suoi tre articoli, conferenze tenute tra il 1986 e il 1990, descrive in sintesi le possibili cause dei mutamenti in corso e propone dei rimedi molto articolati.

 il primo articolo 

I Poli Terrestri spostano le loro rispettive posizioni”, indica che è iniziato lo spostamento dei Poli Terrestri dalla loro posizione originaria verso l’equatore (n.d.t). Questo proposto spostamento dei Poli è evidenziato da Richard Gautier con l’analisi del movimento dell’asse terrestre, definito Chandler Wobble, un movimento spiraliforme dell’asse di rotazione del Polo Nord, la cui ampiezza è variata da 16mt a 32mt, nel 1990. Poco, ma significativo.

Un altro aspetto da considerare è la direzione lineare nella quale si sta muovendo attualmente il Polo Nord: da Est verso Ovest, di qualche decimo di grado (Fig. 1).

polo-nord

Figura 1. Il grafico indica la posizione media del polo geografico dall’anno 1900 ad oggi.

 

 

Sarkar afferma nell’articolo, che lo spostamento definitivo del Polo Nord sarà verso Est. A questo proposito è di qualche anno fa la notizia che il Polo Magnetico si sta spostando di circa 64Km/anno verso Est (Larry Newitt, del Geological Survey of Canada). Che non sia una coincidenza? Ai posteri la ricerca. L’aeroporto di Tampa in Florida ha dovuto cambiare le rotte di volo dei propri aerei…

 polo-Magnet

Scrive ancora Sarkar in questo articolo: Le piante del Terziario non si ritrovarono più nel Cretaceo. Le piante e gli animali del Cretaceo non poterono essere ritrovati nelle ere più tarde, nel Pliocene, Miocene, Oligocene, Mesozoico e Cenozoico perché la loro esistenza, la loro nascita e morte dipendono anche dall’equilibrio ecologico”.

 Tutti si muovono – certamente i Poli si muovono – e hanno già cominciato la loro funzione di cambiamento delle loro rispettive posizioni. E vedrete apparire su questa Terra, come risultato di tale cambiamento, specialmente se il cambiamento avviene in modo repentino, un’altra era glaciale”.

Vedi articolo:  I Poli Terrestri spostano le loro rispettive posizioni  

 

 il secondo articolo dal titolo  

“L’avvento della prossima era glaciale”,  descrive i sintomi dell’avvento della prossima era glaciale:

… “Sappiamo che un’altra era glaciale sta arrivando sulla terra. Porterà un cambiamento globale nella struttura della terra. Prima della prossima era glaciale, negli esseri umani e negli animali – in ogni entità, animata e inanimata – ci saranno cambiamenti a livello intellettuale e grandi cambiamenti biologici.

Troverete cambiamenti nell’ordine stagionale, nell’arena psichica, nelle sfere socio-economico-politiche e culturali, nella struttura biologica. Tutto sta subendo una trasformazione. I poli terrestri hanno cominciato a spostarsi. Siete pronti?

Ci saranno cambiamenti nelle regioni tropicali, cambiamenti biologici enormi e dopo la prossima era glaciale, sarà creato uno speciale ordine biologico. Sentite che l’ordine stagionale sta cambiando ed è stato disturbato?

Il Polo Nord si sta muovendo più vicino alle regioni tropicali e il Polo Sud si sta avvicinando sempre più vicino all’emisfero occidentale sul lato opposto dell’area tropicale. Se nell’emisfero orientale il Polo Nord si muove da nord a sud e nell’emisfero occidentale il Polo Sud si muove da sud a nord, quale sarà l’effetto sulla idrosfera terrestre?

I ghiacci del polo si scioglieranno e il livello degli oceani si alzerà. Ciò avrà un impatto sulla dimensione delle onde marine in tutto il globo. L’Oceano Pacifico diverrà più freddo e poi gelerà. Molti dei porti esistenti chiuderanno. I modelli stagionali cambieranno. Le piogge e le variazione climatiche avranno un grosso impatto sulla flora e sulla fauna”…

La domanda più interessante che fa Sarkar è: “Siete pronti?”. In qualche modo ciò significa che si può resistere a tali eventi preparandosi dal punto di vista fisico e psichico e strutturale.

Vedi articolo:  L’avvento della prossima era glaciale

 nel terzo articolo  dal titolo ”Conservazione dell’acqua”, Sarkar analizza le cause della siccità, l’eccesso di piovosità, e problemi di reperimento di acqua potabile, allo stesso tempo offre anche delle soluzioni, semplici ed efficaci per mitigare l’effetto dei cambiamenti climatici.

Le 3 cause principali sono:

  1. L’enorme distruzione di piante o deforestazione
  2. Il sistema di bassa pressione che si genera sugli oceani
  3. La variazione della velocità angolare del sole e di altri corpi celesti come comete, nebulose, galassie.

Se:

  • per la prima causa potremmo fare qualche cosa, aumentando la riforestazione, utilizzando piante che hanno la capacità di attirare le nuvole (Felci, Ferulae…), creando dei bacini supplementari per l’acqua potabile,
  • per la seconda causa (bassa pressione sugli oceani) Sarkar suggerisce di creare pioggia artificiale utilizzando ad es. l’Elio,
  • per la terza causa si dice, dobbiamo … affidarci alla provvidenza.

Vedi articolo: (In preparazione)

Ci fermiamo qui, invitandovi a leggere i tre articoli di Sarkar che già dal 1986, dal momento che i Poli Terrestri hanno iniziato il loro movimento di spostamento delle proprie posizioni, ci aveva offerto indizi e possibili soluzioni. Buona lettura.

Articoli correlati:

 I Poli Terrestri spostano le loro rispettive posizioni  
 L’avvento della prossima era glaciale
“Conservazione dell’acqua” (In preparazione)

[1] REPORT: CAMBIAMENTO CLIMATICO: PIU’ VELOCE, PIU’ FORTE, PIU’ VICINO – Un aggiornamento europeo della scienza del clima – A cura della Dr.sa Tina Tin – http://www.amblav.it/download/dossier_CLIMA_20_10_08.pdf

[2] 10 dicembre 2015 by Consulenti Agronomi – http://www.consulenteagronomo.it/clima-con-il-surriscaldamento-cambiano-le-colture/

 

I Poli Terrestri spostano le loro rispettive posizioni

 i poli terrestri spostano le loro rispettive posizioni

P.R. Sarkar

Il soggetto del discorso di oggi è, “I Poli spostano le proprie rispettive posizioni”. I Principi Umani Cardinali sono quasi immutabili. Dico quasi immutabili perché essi mantengono sempre una relazione tattile con l’ordine cosmologico e così i principi umani cardinali, o punti cardinali dell’esistenza umana, non subiscono alcun cambiamento o trasformazione fisica.

nuovo_asse_rotazione2Ma non è il caso del corpi fisici. Tali cambiamenti possono avvenire nel regno fisico, nell’arena delle emanazioni fisiche, e nel passato successero molte volte, sia nella storia di questo pianeta Terra sia nella storia di molti altri pianeti, stelle, satelliti, nebulose ecc. Nella sfera fisica il cambiamento è la regola esistenziale. Nella sfera psichica, c’è cambiamento nella struttura collettiva, ma poiché quel cambiamento mantiene un collegamento con l’ordine cosmologico, con l’espressione cosmica, esso non è così prominente come quello che avviene nella sfera fisica.

Prendiamo il caso dei nostri poli: le posizioni dei poli potranno spostarsi. Nel passato, tale cambiamento avvenne molte volte – negli annali di questo pianeta e anche nella storia di molti altri pianeti. Di conseguenza a questo spostamento, come risultato di questo cambiamento, molte persone affermano che dei satelliti si aggiunsero alla terra e si produssero da essa quando la sua crosta esterna, il suo corpo litosferico non era così solido come lo è ora. E alcuni sono dell’opinione che l’Oceano Pacifico si creò come risultato di questa emergenza occorsa alla litosfera terrestre. Secondo la vecchia astronomia e l’astrologia, anche Marte si produsse da questa Terra, ma non si mosse attorno alla Terra come un suo satellite. E questo è il motivo per cui un nome di Marte è Kuja: Shani Raja Kuja mantrii (Saturno è il re, Marte è il ministro). Ku significa terra e Kuja vuol dire nato da ku. Così nella sfera fisica tali cambiamenti sono avvenuti nel passato e succederanno nel futuro.


I poli spostano le loro rispettive posizioni.
Ora come risultato di questo cambiamento avvenuto molte volte, nel passato, il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al proprio asse è variato ed è cambiato anche il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al sole – ovvero, l’anno solare. Giorno e notte non erano, assieme, di 24 ore, e l’anno non era di 365/366 giorni. Come risultato del cambiamento delle posizioni dei Poli cambiò l’ordine stagionale e la sua relazione con Marte variò molte volte. L’ordine del nostro calendario, il sistema del nostro calendario nel passato dovette essere cambiato. Se i poli cambiano le loro posizioni, il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al proprio asse certamente potrà essere minore o maggiore. E similmente il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al sole aumenterà o diminuirà. Questo è il motivo per cui qualche volta vediamo che l’ordine stagionale non mantiene un adeguato parallelismo con i mesi: Questo dimostra che il cambiamento sta avvenendo velocemente. Come risultato di questo cambiamento, non solo si perderà il parallelismo tra i mesi e le stagioni, ma sarà disturbato anche l’ordine ambientale e l’equilibrio ecologico della Terra. Di conseguenza a questa disgregazione avverranno dei cambiamenti fisici e biologici nelle strutture di tutti i corpi viventi, di tutte le creature viventi, incluse le piante. Le piante del Terziario non si ritrovarono nel Cretaceo. Le piante e gli animali del Cretaceo non poterono essere ritrovati nelle ere più tarde, nel Pliocene, Miocene, Oligocene, Mesozoico e Cenozoico perché la loro esistenza, la loro nascita e morte dipendono anche dall’equilibrio ecologico. Alcuni affermano che come risultato del cambiamento della posizione dei poli, nell’emisfero orientale, il Polo Nord si sta muovendo da nord a sud, e nell’emisfero occidentale, il Polo Sud si muove da sud a nord, e non si può assicurare che la loro distanza relativa rimarrà immutata. Così dovremmo essere preparati per il futuro; dovremmo essere preparati ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti delle posizioni polari, dell’ordine ambientale e anche della struttura ecologica.

Come risultato di questo cambiamento, muterà la struttura magnetica di questa Terra, e di conseguenza altri pianeti e satelliti del sistema solare subiranno una rimarchevole metamorfosi . E se l’ordine magnetico è cambiato, allora avverrannoterra-terra anche delle rimarchevoli metamorfosi nelle vibrazioni elettromagnetiche di questa Terra e dell’intero sistema solare. Come risultato di questo tipo di cambiamento nelle vibrazioni elettromagnetiche, le onde pensiero umane subiranno certamente delle influenze.

Il nostro progresso nell’arena della scienza dipende molto dal progresso della nostra conoscenza dell’elettromagnetismo, delle emanazioni elettromagnetiche. Il nostro progresso nei campi umano e scientifico, ne soffriranno molto; come risultato di questo cambiamento saranno oggetto di grossi metamorfosi . Dovremmo essere preparati per una tale trasformazione, e questi cambiamenti potranno avvenire in un futuro molto vicino.

Si sa, l’esistenza umana è non solo un’esistenza fisica, un’esistenza in una struttura fisica, è una rete di vibrazioni di moltissime lunghezze d’onda. Così se il cambiamento delle onde fisiche e se le condizioni climatiche subiscono una trasformazione gigantesca, certamente cambieranno e saranno sconvolte le emanazioni e le percezioni delle cellule nervose e delle fibre nervose. Può essere in bene o in male, ma il cambiamento è d’obbligo. Nel caso di un cambiamento dell’ordine fisico e dell’ordine fisico-psichico, è sicuro che il cambiamento avverrà anche nel regno della spiritualità. Speriamo che il movimento – ovvero, il movimento dell’umanità, di ognuno e ogni essere vivente – sia dalla materia alla coscienza, dall’estroversione all’introversione. Così le onde pensiero degli esseri umani saranno più di natura spirituale di quello che sono attualmente. Ovvero, l’umanità in quella sviluppata condizione sarà più spirituale di quello che è attualmente.

L’Entità Cosmica, la Facoltà Cognitiva Suprema, non ferma mai le Sue emanazioni nel campo fisico, metafisico, superfisico e spirituale. Nel caso del microcosmo, se il cambiamento è neurologico, come risultato del cambiamento fisico, allora certamente le cellule e le fibre nervose funzioneranno in modo diverso dal presente. Poi le onde pensiero del Grande, le onde pensiero della Facoltà Cognitiva Suprema, è sicuro che subiranno una trasmutazione quando passeranno attraverso la struttura umana. E ci si aspetta che, in tali circostanze, il progresso degli esseri umani nel regno della introversione saranno accelerati più che nel presente. Se i Poli di un particolare pianeta piccolo, come la Terra spostano le loro rispettive posizioni, può essere che ciò porti dei benefici agli esseri umani o che non porti benefici agli esseri umani, ma è certo che le onde pensiero del Supremo faranno il proprio dovere in tali mutate circostanze. L’umanità sarà più meditativa e accetterà Parama Purus’a, la Facoltà Cognitiva Cosmica, come il proprio oggetto di ideazione in modo migliore e più scientifico. Non si dovrebbe pensare che tutto è statico e fisso in questo universo. Tutti si muovono – certamente i Poli si muovono – e hanno già cominciato la loro funzione di cambiamento delle loro rispettive posizioni. E vedrete apparire, come risultato di tale cambiamento, specialmente se il cambiamento avviene in modo repentino, un’altra era glaciale su questa Terra. Ci può essere un lungo lasso di tempo tra le pre-condizioni e post-condizioni dell’era glaciale – ovvero, la pre-età e la post-età avranno un ampio gap tra loro. Ma abbiamo molte aspettative dall’intelletto umano; in esso riponiamo molte speranze, speriamo che, se avverrà una catastrofe, l’intelletto umano potrà superare tale catastrofe e organizzare lo spostamento della popolazione in un altro pianeta in cui vi siano condizioni ambientali appropriate e un migliore ordine ecologico. Facciamo in modo che l’umanità si risvegli e che questo sviluppo dell’umanità sia più orientato spiritualmente!

31 Maggio 1986, Calcutta
A Few Problems Solved Part 7
Ananda Marga Pubblicazioni 2004 – proprietà letteraria riservata

L’avvento della prossima Era Glaciale

l’avvento della prossima Era Glaciale

di P.R. Sarkar

La storia si muove in forma ritmica – in un flusso sistaltico [ondulatorio ndt.]. Procede e va avanti, poi c’è un grande salto. Di nuovo si muove e procede, poi c’è un altro salto gigantesco, e così via. Tutto d’un tratto vi sono dei salti epocali – delle ere storiche. Siamo ora sulla soglia di questo salto. Siamo non solo sulla soglia, ma abbiamo appena attraversato la soglia di un’era nuova. Siamo ora sulla soglia di qualche cosa nuovo – di un’età nuova – e stiamo passando ora attraverso tale età. Riuscite a comprendere? Non siamo più sulla soglia. Dovreste essere pronti per dei grandi cambiamenti, altrimenti l’equilibrio [biologico e psichico] sarà perduto.

Nel processo del movimento, non ci può essere un andamento rettilineo. Ci deve essere accelerazione – accelerazione continua o accelerazione accelerata – o ritardo – ritardo continuo o ritardo ritardato. Con questa accelerazione o ritardazione c’è anche un grande salto epocale. Prima e dopo questo salto, avvengono cambiamenti biologici, cambiamenti storici, cambiamenti agricoli e cambiamenti della psiche umana.

La terra nel plieistocene durante l'ultima era glaciale, courtesy Ron Blakey

La terra nel plieistocene durante l’ultima era glaciale, courtesy Ron Blakey

Nella storia del mondo ci sono state due ere glaciali significative dal punto di vista dello sviluppo della vita. Prima della prima era ghiacciale esisteva qualche animale sviluppato, gran parte dei rimanenti animali non erano  sviluppati. C’erano neve e ghiaccio. Dopo la prima era glaciale ci furono molti avanzamenti e molte nuove ere. Gli animali divennero giganteschi. Dopo la seconda significativa era glaciale gli animali giganteschi scomparvero – e arrivarono animali più piccoli. Arrivarono le ere del Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene.

Sappiamo che un’altra era glaciale sta arrivando sulla terra. Porterà un cambiamento globale nella struttura della terra. Prima della prossima era glaciale, negli esseri umani e negli animali – in ogni entità, animata e inanimata – ci saranno cambiamenti a livello intellettuale e grandi cambiamenti biologici. Troverete cambiamenti nell’ordine stagionale, nell’arena psichica, nelle sfere socio-economico-politiche e culturali, nella struttura biologica. Tutto sta subendo una trasformazione. I poli terrestri hanno cominciato a spostarsi. Siete pronti?

Ci saranno cambiamenti nelle regioni tropicali, cambiamenti biologici enormi e dopo la prossima era glaciale, sarà creato uno speciale ordine biologico. Sentite che l’ordine stagionale sta cambiando ed è stato disturbato? Il Polo Nord si sta muovendo più vicino alle regioni tropicali e il Polo Sud si sta avvicinando sempre più vicino all’emisfero occidentale sul lato opposto dell’area tropicale. Se nell’emisfero orientale il Polo Nord si muove da nord a sud e nell’emisfero occidentale il Polo Sud si muove da sud a nord, quale sarà l’effetto sulla idrosfera terrestre? I ghiacci del polo si scioglieranno e il livello degli oceani si alzerà. Ciò avrà un impatto sulla dimensione delle onde marine in tutto il globo. L’Oceano Pacifico diverrà più freddo e poi gelerà. Molti dei porti esistenti chiuderanno. I modelli stagionali cambieranno. Le piogge e le variazione climatiche avranno un grosso impatto sulla flora e sulla fauna. Tutti questi eventi assieme avranno un loro impatto sui processi di pensiero. Il numero dei giorni dell’anno solare è già cambiato da 365 a 366, ma l’anno lunare è immutato dai 354 ai 355 giorni.

Come persone dotate di intelletto dovreste essere pronti per una tale eventualità, per far fronte a dei cambiamenti giganteschi. In precedenza il momento dei temporali a Calcutta (India) era di sera dalle 18.00 alle 21.00. Ora sono le 4.15 del pomeriggio e sta infuriando la tempesta. La stagione sta cambiando – stanno avvenendo dei grandi mutamenti climatici.

Una volta le persone dimenticate del mondo ebbero l’impressione che il comunismo fosse la panacea per i loro problemi. Ma dopo che i leader comunisti agirono contro umanità, la razionalità e la psicologia umana, ipotecando i veri fondamenti della civiltà umana, le masse sfidarono i propri leader per aver ucciso milioni di persone innocenti. Si è creato dalla loro caduta un vuoto di potere. Questo vuoto dovrebbe essere riempito dal vostro intelletto e ideologia – da voi ragazzi e ragazze e dal nostro PROUT. Tutto questo sarà realizzato in un futuro molto vicino. Non sono possibili dei ritardi. Non c’è alternativa.

Perché il Marxismo sta subendo dei cambiamenti? La metamorfosi avviene in tutte le aree dell’esistenza. Sta avvenendo una trasformazione non solo nel regno fisico ma anche nel regno della struttura psichica. Stanno avvenendo dei cambiamenti molto veloci nell’arena psichica e in tutte le altre sfere dell’espressione umana. Non solo stanno avvenendo, sono già avvenuti. Abbiamo oltrepassato la soglia di una nuova era. Nell’era Paleozoica non c’erano piogge – non vi era acqua piovana. L’ambiente era gassoso e non vi erano piante. Non vi erano regioni come la Sarkar Samaj, nessuna Royalseema Samaj, nessuna Andhra Pradesh (regioni dell’India ndt.). Più tardi vennero alla luce una porzione dell’Andhra e dei piccoli animali, e addirittura non c’era nessuna area litoranea e nessun Vishakapatnam, ma l’area Medak era già presente. Di seguito ci furono intensissime pioggie. Le colline erano coperte di neve e i fiumi erano alimentati dai ghiacciai. I fiumi Godavari, Krsna e Kaveri erano alimentati dai ghiacciai. I fiumi erano una fonte perenne di acqua, ma non c’erano creature umane. Questo è uno scorcio della storia archeologica dell’Andhra Pradesh. Poi vennero molti grossi animali, dinosauri, brontosauri ecc. Si giunse alle ere dell’Oligocene e del Miocene. Dopodiché, nella tarda porzione del Pliocene apparvero gli antenati degli esseri umani. Gli esseri umani sono nati circa un milione di anni fa. Tra circa un milione di anni non vi saranno più esseri umani su questo pianeta e le generazioni future vedranno solamente gli scheletri fossilizzati delle generazioni presenti.

In questo mondo ogni cosa cambia attraverso mutazione e trasmutazione. Mutazioni e tramutazioni avvengono non solo nel piano fisico ma anche nella sfera psichica degli esseri viventi e pure nella sfera psichica inattiva degli oggetti inanimati che attendono un risveglio. Gli oggetti animati e inanimati stanno attendendo espressione. Dopo la prima era glaciale avvennero dei cambiamenti giganteschi nella sfera psichica. Apparvero i grandi animali. Dopo la seconda era glaciale ci fu un altro grande cambiamento e nessun grande animale resistette. C’erano animali più piccoli. I mammut divennero elefanti. Questa età attuale non è l’età dei grandi animali e dei piccoli paesi, perché è difficile approvvigionarli. È difficile per paesi piccoli mantenere la propria integrità. Dopo la seconda era glaciale i mammut scomparvero e arrivarono gli elefanti. I fiumi Krsna, Kaveri e Tungabhadra ora sono parte della penisola indiana, ma circa 300 milioni di anni fa facevano parte della terra denominata Gondwana. Gli esseri umani apparvero circa un milione di anni fa. Questi sono esempi di mutazioni e tramutazioni.

Nell’età presente il comunismo è scomparso lasciando il campo a pensieri più elevati e conseguimenti psichici più elevati. Questo è un cambiamento naturale, non una catastrofe. E’ sicuro che anche le altre filosofie saranno sconfitte. Anni fa quando stavo camminando lungo il muro di Berlino dissi che il comunismo se ne doveva andare, era un sogno, ma ora quel sogno è stato trasformato in cruda realtà. Questo è un cambiamento naturale, non una catastrofe. Siate pronti per i prossimi cambiamenti; sia preparati ad affrontarli. Essi sono qualche cosa naturale. Non sono una calamità senza precedenti o una catastrofe, o una grande avversità.

24 il 1990 Marzo, Calcutta
fonte ufficiale: Prout in Nutshell Part 17

Riforma dello Statuto delle Cooperative Italiane

 Riforma dello Statuto delle Cooperative LAVORO_OLIO

 

Un progetto per ripristinare il corretto funzionamento del sistema cooperativo italiano e portare nuovo dinamismo alla vera cooperazione tra liberi cittadini, facenti parte di un’unica comunità.

 


 preambolo: cooperazione e cooperative 


Il concetto di cooperazione tra esseri umani iniziò molto presto nella storia: da quando,  per difendersi contro i pericoli della natura, per cacciare e procurarsi il cibo le persone di quel lontano periodo dovettero associarsi ed usare tecniche di azione di gruppo, coordinate e dirette verso un preciso scopo.

La cooperazione oggi lascia molto a desiderare. Viviamo in periodo storico oscuro, più simile ad una giungla che ad un a società di esseri evoluti.

Molti valori sono stati persi a causa del materialismo dirompente, della superficialità, dell’egoismo. Gli esseri umani vedono in un loro simile più un pericolo o un competitore che non un compagno di cammino verso maggior consapevolezza e conoscenza.

C’é  la necessità di recuperare  i valori sui quali dovrebbe basarsi una società civile, responsabile, matura ed equa, che garantisca a tutti indistintamente l’esistenza a livello fisico e lo sviluppo a livello mentale e spirituale, fornendo un ambiente socio-economico-culturale in cui le potenzialità di tutti i membri della società possano esprimersi al meglio.

Scuola, famiglia, ambiente di lavoro dovrebbero suggerire ed ispirare alla cooperazione, alla solidarietà sociale, alla coesione tra individui.

Per quanto riguarda il settore dell’economia e del lavoro queste esigenze formative possono venire coperte da un sistema cooperativistico in molti settori dell’economia: non solo quello agricolo o industriale, ma anche quello della distribuzione, dei servizi, del credito, della ricerca, scuola, università.

Purtroppo a tutt’oggi il sistema della cooperazione si basa su leggi (legge Basevi) del 1947, con poche modifiche successive, rivelandosi in pratica assolutamente inefficace.

Molti sono i problemi, ad iniziare dallo schema di statuto, dalla gestione spesso subordinata, dalle falle nella legislazione che permettono ogni tipo di frode e mistificazione.

Per questo, avendo come obiettivo della regolamentazione cooperativistica la formazione sociale, l’educazione alla partecipazione, alla responsabilità ed alla mutualità, abbiamo cercato di tracciare alcune linee guida per cambiare le leggi oppure, in caso ciò sia troppo complesso od ostacolato, per creare una nuova tipologia di impresa, cui abbiamo dato il nome di Società Cooperativa a Responsabilità Collettiva, – SCARC.

Per orientarci abbiamo esaminato un esempio funzionante di sistema economico basato sulla cooperazione: le Cooperative Mondragon. Le leggi andranno poi integrate con un programma per recuperare le aziende in difficoltà, trasformandole in cooperative di lavoratori, come si sta già facendo in alcuni casi.

Di seguito sono tracciate le linee guida generali su cui impostare delle proposte di legge e delle azioni pratiche.

 


 Proposta 


Proposta legislativa di Nuova Definizione di tipologia di società cooperativa denominata

SOCIETA A RESPONSABILITA COLLETTIVA (SARC)


  premessa  

Il Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 (più noto come “Legge Basevi”, dal nome di Alberto Basevi, figura storica del movimento cooperativo che si adoperò per il riconoscimento giuridico e costituzionale della cooperazione) è la legge che definisce (art. 26) la tipologia di società cooperativa rispondente al riconoscimento della “funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata“, contenuto nell’art. 45 della Costituzione. Da sottolineare la sostanziale coincidenza fra l’ispirazione della “Basevi” e quella dell’art. 45, elaborati nello stesso arco di tempo.

La “Legge Basevi”, non affronta il problema di una definizione nuova e univoca della società cooperativa sul terreno civilistico. I “requisiti mutualistici” definiti dall’art. 26, infatti, sono prescritti solo “agli effetti tributari”.

1947 – DLG 1577/47 Legge Basevi (DLG 1577/47) Decreto legislativo (DLGS) – Cooperative Sociali

(Requisiti mutualistici)

Art. 26. Agli effetti tributari si presume la sussistenza dei requisiti mutualistici quando negli statuti delle cooperative siano contenute le seguenti clausole:

  • divieto di distribuzione dei dividendi superiori alla ragione dell’interesse legale ragguagliato al capitale effettivamente versato;
  • divieto di distribuzione delle riserve fra i soci durante la vita sociale;
  • devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale – dedotto soltanto il capitale versato e i dividendi eventualmente maturati – a scopi di pubblica utilità conformi allo spirito mutualistico. In caso di controversia decide il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, d’intesa con quelli per le finanze e per il tesoro, udita la Commissione centrale per le cooperative.

(http://www.uil.it/cooperazione/Legge%20Basevi.pdf)

 

 Con questa proposta desideriamo definire sul terreno civilistico una nuova tipologia di società cooperativa 

Questa società cooperativa a responsabilità collettiva SCARC, ha finalità imprenditoriali fondate sulla attività collettiva dei soci lavoratori/trici, sulla co-operazione coordinata e non subordinata, lo sviluppo delle capacità individuali e la coesione sociale, l’efficienza produttiva e come obiettivo ultimo la necessità di raggiungere il 100% di occupazione per la popolazione locale.

Si intende per popolazione locale: “coloro che hanno fuso gli interessi socio-economici individuali con gli interessi socio-economici dell’area socio-economica in cui vivono”.

Persone perciò che vivono nella zona-socio-economica in questione ma che portano i capitali al di fuori di essa, oppure investono tali capitali al di fuori della medesima non sono considerati parte della popolazione locale e per questa ragione non hanno diritto di interferire nell’economia locale.

In questo tipo di cooperativa è possibile la distribuzione degli utili ai soci, l’allocazione di parte degli utili della cooperativa a fini sociali, e nella ricerca.

Si vuole con questa proposta oltrepassare le limitazioni di un sistema cooperativo improntato al mero concetto della mutualità tra i soci (più per fiscali che strutturali), al divieto di dividere parte degli utili. Infatti la proposta cooperativa Basevi sembra nascere più dalla preoccupazione, sorta subito dopo la II Guerra Mondiale, che i cittadini volessero arricchirsi a tutti i costi… che da un reale sentimento di cooperazione collettiva per lo sviluppo economico.

Un vero sistema cooperativo potrebbe sostituire le attuali azienda private che operano soprattutto nel campo dell’approvvigionamento delle Minime Necessità, e diventare la spina dorsale dell’economia. In questo quadro vi sono circa 40 studi che attestano come le vere cooperative siano più efficienti delle relative aziende private sia in termini di remunerazione, sia di stabilità del posto di lavoro, di efficienza produttiva e di reinvestimento degli utili.

 

 la SCARC adotta questi principi e valori aziendali 

  • Ammissione Aperta a Tutti/e

La cooperativa SARC è aperta a tutti gli uomini e le donne che accettano i seguenti principi di base senza alcun tipo di discriminazione:

  • Organizzazione Democratica

L’uguaglianza di base dei soci lavoratori in termini di diritti di essere, possedere e sapere, implica l’accettazione di una società democraticamente organizzata sulla base della sovranità dell’Assemblea Generale, elezione degli organi di governo e collaborazione con gli organi direttivi. Una persona, un voto.

  • Sovranità del Lavoro

Il lavoro è il fattore principale di trasformazione della natura, società e degli esseri umani stessi. Di conseguenza, l’assunzione sistematica di lavoratori dipendenti è stata abbandonata, a favore dei soci, la piena sovranità è riferita al lavoro, la ricchezza creata è distribuita in termini di lavoro fornito e c’è la volontà di estendere le opzioni di lavoro disponibili a tutti i membri della società.

  • Natura strumentale e subordinata del capitale

Il Capitale è considerato uno strumento subordinato al lavoro, necessario per lo sviluppo del business. Pertanto, si è compreso che è degno di equa e adeguata remunerazione, che è limitato e non direttamente legato ai risultati economici conseguiti e alla sua disponibilità, subordinato alla continuità e allo sviluppo della cooperativa.

  • Gestione Partecipativa

Lo sviluppo costante dell’auto-gestione e, di conseguenza, di partecipazione dei soci nel settore della gestione aziendale, a sua volta, richiede lo sviluppo di meccanismi adeguati per la partecipazione, l’informazione trasparente, la consultazione e la negoziazione, l’applicazione di piani di formazione e di promozione interna.

  • Retribuzione di Solidarietà

Una retribuzione equa e sufficiente per il lavoro svolto, mirante a garantire le necessità vitali quali: alimenti, vestiario, abitazione, cure mediche ed educazione, come principio di base della gestione cooperativa, e questo sulla base della vocazione permanente di promozione sociale collettiva, secondo le reali possibilità della cooperativa, sul piano interno ed esterno.

  • Inter-cooperazione

Per l’applicazione specifica della solidarietà e come requisito per l’efficienza aziendale, dovrebbe essere evidenziato il Principio di Inter-cooperazione: tra le singole cooperative, tra i sottogruppi, le organizzazioni cooperative italiane i movimenti cooperativi Europei e del resto del mondo.

  • Trasformazione Sociale

Per garantire una trasformazione sociale equa interna e con gli altri popoli, c’è la volontà di coinvolgimento in un processo di espansione, che aiuti la ricostruzione sociale ed economica, la costruzione di una società più giusta e più libera.

  • Universalità

Sviluppo della solidarietà con tutti coloro che lavorano per la democrazia economica, nel settore dell’economia sociale, adottando gli obiettivi di pace, giustizia e di sviluppo, insiti nel Movimento Internationale Cooperativo.

  • Educazione

Per promuovere la costituzione dei principi di cui sopra, è indispensabile allocare risorse umane e finanziarie sufficienti e per le co-operative, la formazione professionale e della gioventù.

 

 valori aziendali 

  • La Co-Operativa

L’azienda è nostra, si sperimentano problemi e successi, fattori che influenzano direttamente la nostra esistenza.

  • Partecipazione

L’impegno nella gestione è l’essenza del modello della cooperazione socio-economica e coinvolge tutti nella gestione, nel capitale e nel profitto.

  • Responsabilità sociale

Implica sviluppo personale in armonia con l’azienda, il miglioramento della nostra comunità, dove si applica la solidarietà, e rispetto per l’ambiente.

  • Innovazione

Un’idea di innovazione a 360 gradi che copre la gestione, modelli, processi e prodotti. Ciò fornisce valore per la clientela e rafforza la competitività delle nostre imprese.

 

 carta dei diritti democratici dei lavoratori 

Riconosciamo che i lavoratori hanno diritti inalienabili, grazie al loro lavoro, tra i quali:

  1. diritto di possedere e controllare democraticamente il capitale.
  2. diritto di spendere il 10% del capitale per la salute, istruzione e il benessere del lavoratore e della famiglia.
  3. diritto, di reinvestire nella ricerca e sviluppo di nuove imprese il 20% del profitto.
  4. diritto, di distribuire come dividendi ai lavoratori il 70% del profitto.
  5. diritto a salari equi. Parità di orario e servizi, parità di retribuzione.
  6. diritto di limitare il tempo di impiego in amministrazione.
  7. diritto a condizioni di lavoro sane e sicure.
  8. diritto di pratiche commerciali sicure per l’ambiente.

N.B. Alcune delle proposte sono state estrapolate dallo statuto delle Cooperative Mondragon dei Paesi Baschi. Nate nel 1954 sono tutt’ora stabili e un esempio encomiabile di fare cooperazione. Anche se alcuni aspetti delle relazioni cooperative andrebbero migliorati, tuttavia rimangono un esempio di ‘vera’ cooperazione socio-economica solidale.

 

 Approfondimenti sul tema Cooperazione 


 Legge Basevi (D.Lgs.C.P.S. n. 1577/47) Provvedimenti per la cooperazione 

 Cooperative Proutiste 

 Cooperazione coordinata 

“Operare” significa realizzare qualcosa con qualsiasi mezzo o supporto”. Supponiamo che si operi su una macchina utensile. Se questo tipo di operazione viene eseguita con un impegno collettivo, allora è chiamata “cooperazione”. Si parla di cooperazione, se qualcosa è fatto con parità di dirittipari prestigio umano e parità nella legittimazione ad agire. In ogni campo della vita collettiva ci dovrebbe essere cooperazione tra i membri della società”di P.R. Sarkar


 

L’impresa agricola aggregata: una risposta ai problemi dell’agricoltura italiana

l’impresa aggregata: una risposta ai problemi dell’agricoltura italiana

Una risposta ai problemi strutturali dell’agricoltura arriva dall’aggregazione delle imprese… contenuta nel decreto legislativo n. 99 del 2004, che ha introdotto una nuova forma societaria, la società agricola,… In base alle nuove norme la società agricola può esercitare attività che vanno dalla trasformazione alla commercializzazione fino alla fornitura di servizi. 

agricoltura11

 In Italia ed Europa il 95% delle aziende agricole è molto frazionato e occupano un’area da 1 ettaro a 10 ettari complessivi. Troppo poco per essere remunerative, sostenibili e produttive secondo le necessità dei nostri giorni. Per la loro dimensione ridotta infatti non riescono a meccanizzarsi e sono fagocitate da poteri economici forti che spesso nulla hanno a che fare con l’agricoltura. (IRP)


 Alcune note introduttive 

Il sistema agroalimentare italiano presenta alcune peculiarità riconducibili da un lato alla sua complessità, dall’altro alla sua forte eterogeneità. La complessità, che si ritrova anche nelle altre realtà europee, deriva dal forte processo di integrazione fra le diverse componenti del sistema, dall’agricoltura all’industria di trasformazione, alla grande distribuzione, fino ai rapporti con il consumo finale e la sicurezza alimentare, ma anche dall’affermarsi di collegamenti sempre più stretti con gli altri paesi, in particolare europei, con un notevole incremento degli scambi di beni agricoli e alimentari, che hanno reso la realtà italiana sempre più aperta verso l’esterno.

La forte eterogeneità deriva dalle profonde differenziazioni struttali e territoriali, esistenti nella realtà italiana, che si riflettono in misura rilevante sulle interrelazioni prima accennate. Le differenziazioni riguardano le strutture, i livelli di trasformazione incorporati nei beni alimentari che comportano organizzazioni differenti, le diverse modalità con cui le imprese e territori si rapportano alla distribuzione e ai rilevanti mutamenti della domanda alimentare. Eterogeneità e complessità possono rappresentare un punto di forza o un punto di debolezza nella ricerca di nuove competitività del sistema agroalimentare italiano nel nuovo scenario dell’Unione Europea allargata, ma dipendono in misura sostanziale dalle politiche adottate ai differenti livelli, nazionale, regionale e locale.

Un aspetto critico dell’agricoltura italiana è senz’altro quello relativo al mancato ammodernamento delle strutture aziendali nel corso degli ultimi decenni. Il numero delle imprese agricole è assai più limitato rispetto all’universo aziendale censito, ma permane comunque una loro limitata dimensione fisica ed economica e ciò può avere importanti riflessi nella ricerca di nuove opportunità competitive per l’agricoltura italiana. Soltanto le imprese di più grandi dimensioni hanno e avranno infatti la capacità di adottare innovazioni tecnologiche, di inserirsi nelle filiere agroalimentari e di attuare efficienti strategie produttive, con una progressiva diminuzione dei costi di transazione interni, nonché di fronteggiare efficacemente le ripercussioni delle politiche comunitarie.
Le cause del mancato ammodernamento strutturale sono molteplici: dalle norme relative alla successione ereditaria che non tengono conto della specificità dell’azienda/impresa agricola, alle quotazioni elevate dei terreni nel mercato fondiario, che impediscono l’ampliamento delle superfici attraverso l’affitto o l’acquisto. Ma il mancato ammodernamento va anche ricercato nel forte impatto delle politiche comunitarie protezionistiche, che spesso hanno piuttosto prodotto la ricerca di flessibilità nell’utilizzazione del capitale umano (pluriattività) e nella organizzazione dei processi produttivi (contoterzismo).

Non esistono analisi approfondite delle tipologie aziendali esistenti nell’agricoltura italiana in base ai dati censuari del 2000, a parte i lavori di Russo, Sabbatini (2005) e di Sotte (2006), in Agriregionieuropa n.5 [link], rispetto al dettaglio raggiunto nei decenni precedenti (Fabiani, Gorgoni, 1973; Fabiani, Scarano, 1995, Fanfani, 1986, Montresor, 2000).

Ciò rappresenta una grave lacuna, in quanto poco sappiamo delle loro nuove peculiarità e vulnerabilità, degli effetti derivanti dalla diminuzione delle politiche di protezione e dall’andamento dei mercati, con ripercussioni sui loro redditi e in alcuni casi sulla loro persistenza. Dalle indagini condotte sulla presenza di giovani conduttori (Sotte, Carbone, Corsi in Agriregionieuropa, n.2, 2005 [link]) risulta che l’impresa agricola italiana, di dimensioni fisiche ed economiche limitate e con scarsa propensione agli investimenti, è in larga prevalenza “anziana”. Più che in altri paesi europei questa situazione è frutto della mancanza di prospettive occupazionali e di reddito per i giovani, ma poco sappiamo sul potenziale ricambio generazionale nelle famiglie agricole a livello territoriale. Già negli anni Novanta il quadro della famiglia agricola metteva in evidenza la forte riduzione della sua numerosità, con adeguamento alle tendenze demografiche più generali del paese.

 Le forme di aggregazione delle imprese agricole 

Una risposta ai problemi strutturali dell’agricoltura arriva dall’aggregazione delle imprese, cioè dai nuovi strumenti di sviluppo messi a disposizione delle aziende agricole per lo sviluppo di nuove strategie orientate alla competitività.
Le fonti di queste nuove forme di aggregazione si trovano nelle importanti novità contenute nel decreto legislativo n. 99 del 2004, che ha introdotto una nuova forma societaria, la società agricola, ma anche nella riforma del diritto societario, entrata in vigore dal 2004, e nelle semplificazioni introdotte con il decreto legislativo n. 102 del 2005 per le Organizzazioni di produttori (1).

In base alle nuove norme la società agricola può esercitare non solo le attività previste dall’art. 2135 del Codice civile per l’imprenditore agricolo, ma anche, in base al decreto legislativo 228/2001, tutta una serie di attività connesse, che vanno dalla trasformazione alla commercializzazione fino alla fornitura di servizi. Nell’esercizio di queste attività l’impresa aggregata può usufruire delle agevolazioni fiscali (2), delle procedure burocratiche semplificate, degli specifici interventi di sostegno previsti per i coltivatori diretti.

Le società agricole possono infatti assumere la qualifica di imprenditore agricolo professionale, con i relativi benefici, purché, se società di persone, almeno un socio e, se società di capitali, un amministratore siano imprenditori agricoli professionali (cioè dedichino almeno il 50% del loro tempo all’azienda e ricavino almeno il 50% del suo reddito da tale attività). Le società possono essere di persone (semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice); di capitali (per azioni, a responsabilità limitata, accomandita per azioni), cooperative (a mutualità prevalente o meno) (3), consorzi (con attività esterna e interna).

L’aggregazione delle imprese può avvenire attraverso due modalità. La prima è quella che prevede forme di collaborazione, senza la perdita di identità, da parte delle singole imprese che decidono di adottare strategie comuni per l’utilizzo dei fattori produttivi o per singole fasi produttive o per l’accesso al mercato o, infine, per la condivisione di alcune idee imprenditoriali. La seconda modalità è quella che si concretizza nella nascita di un nuovo soggetto, senza ripercussioni sugli aspetti di carattere patrimoniale; si tratta di un’impresa di maggiori dimensioni che consente una migliore efficienza nell’utilizzo dei fattori produttivi e una maggiore redditività rispetto alle singole imprese aggregate.

Una recente indagine, condotta a livello nazionale, dalla società Agri2000 (4) ha messo in luce le principali peculiarità delle imprese aggregate presenti nella realtà italiana. Si tratta di imprese diffuse in larga parte nelle regioni settentrionali, che operano prevalentemente nella commercializzazione diretta dei prodotti (35% delle unità rilevate), seguita dalla gestione di terreni e di allevamenti (25%) e dalla trasformazione (15%); altre attività sono la gestione dei servizi, della manodopera, l’acquisto e la gestione comune dei mezzi tecnici, nonché la valorizzazione dei prodotti.

Sotto un profilo settoriale, i comparti più coinvolti sono quello zootecnico, seguito da quello ortofrutticolo. Le modalità di aggregazione sono le più diversificate, anche se la maggior parte delle aggregazioni predilige la forma cooperativa (40% dei casi), soprattutto nella forma di piccola società cooperativa, e la società semplice (20%). Minore diffusione hanno invece le società di capitali e le associazioni, in genere per la valorizzazione dei prodotti, le società di persone e gli accordi scritti.

 Le opportunità ed i limiti dei nuovi strumenti di aggregazione 

agricoltura33Le opportunità offerte da questi nuovi strumenti di aggregazione delle strutture agricole sono numerosi; essi consentono infatti:

  • il raggiungimento di maggiori economie di scala, superando i limiti della singola azienda, con conseguente diminuzione dei costi di produzione;
  • una maggiore possibilità di accesso al credito, facilitando gli investimenti aziendali e le innovazioni tecnologiche, aspetti cruciali nell’attuale fase dello sviluppo;
  • un incremento della specializzazione in determinate produzioni e in determinati processi produttivi per le singole unità e, al tempo stesso, un aumento della diversificazione delle produzioni e dei servizi (prodotti di qualità, agriturismo, il che comporta una maggiore flessibilità produttiva dell’impresa aggregata, fondamentale importanza per fronteggiare la concorrenza in un mercato sempre più aperto;
  • l’incremento della redditività agricola, soprattutto nel caso della vendita diretta, in quanto il maggiore valore aggiunto viene trattenuto dalla componente agricola, a scapito degli operatori a valle della filiera.

 

 I limiti sono essenzialmente di due ordini 

Il primo è intrinseco agli strumenti adottati. L’aggregazione può infatti non assumere caratteri di stabilità nel tempo, in quanto si basa sulla fiducia e sulla costruzione del consenso da parte dei singoli imprenditori, che possono venire meno in un arco temporale di medio o lungo periodo. Le strategie adottate possono essere così, per alcuni aspetti, riduttive rispetto alle potenzialità, ma ciò dipende anche dalla scelta della forma societaria prescelta.
Il secondo limite è di carattere più generale. Questo nuovo quadro normativo si rivolge alle imprese che presentano aspetti potenziali di vitalità. Queste potenzialità si trovano nelle aziende con giovani conduttori o in cui vi sia un ricambio generazionale e le strategie imprenditoriali siano rivolte alla permanenza nel settore agricolo. In base alle considerazioni svolte in precedenza, poco sappiamo delle realtà presenti nei differenti contesti territoriali e ciò può ostacolare l’adozione delle opportune misure di supporto a livello locale e regionale.
Non solo nella fase della sua creazione, ma anche nella gestione, l’impresa aggregata necessita di un’azione incisiva da parte delle istituzioni locali per servizi sia di carattere generale (ad esempio la formazione del capitale umano), sia più specifici (supporto tecnico). La scelta di operare insieme implica una dettagliata indagine delle caratteristiche strutturali delle aziende coinvolte ed una verifica puntuale delle potenzialità delle strategie adottate, nonché un’attenzione particolare alla modalità di aggregazione prescelte. L’aggregazione delle imprese rischia dunque di non essere utilizzata nelle aree più deboli del paese, con minore densità istituzionale, in cui un’ampia quota di territorio deve raggiungere adeguate condizioni di vita economica, sociale e ambientale.

Nonostante questi limiti, l’impresa aggregata può rappresentare una risposta ai problemi dell’agricoltura italiana.

Non a caso questo strumento è stato posto al centro dell’attenzione nei Piani di Sviluppo Rurale (ne sono esempi Emilia-Romagna e Veneto), gli interventi dovranno essere i più flessibili, in modo da adattarsi al mosaico delle situazioni presenti. Questo percorso rinvia alla necessità in precedenza accennata: gli economisti agrari debbono riprendere le indagini sulle differenti tipologie esistenti, per comprenderne le differenti capacità di risposta alle molte funzioni che la società rivolge al settore primario.

Note

(1) Questo provvedimento ha ridotto a 5 il numero minimo di produttori e il volume di produzione dei soci che può essere commercializzato direttamente, pari a 3 milioni di Euro.
(2) Le attività connesse sono soggette a tassazione come redditi agrari, non più come redditi di impresa. Per i servizi svolti in altre aziende con mezzi provenienti dall’impresa agricola è previsto un regime forfetario di tassazione.
(3) Le cooperative sono a mutualità prevalente quando o le attività svolte (vendita di beni e di servizi) o le prestazioni di lavoro dei soci o gli apporti di beni e di servi sono prevalenti. Nel caso della cooperativa agricola la prevalenza fa riferimento anche alla quantità dei beni conferiti, anziché al valore degli stessi.
(4) Agri2000 e’ una società di servizi, ricerca e sperimentazione per il settore agroalimentare e per l’ambiente: http://www.agri2000.it/

Riferimenti bibliografici

  • Corsi A., Carbone A., Sotte F., “Giovani e impresa in agricoltura”, Agriregionieuropa, n. 2., 2005 [link]
  • Fabiani G., Gorgoni M., “Un’analisi delle strutture dell’agricoltura italiana”, Rivista di Economia Agraria, n. 6, 1973
  • Fabiani G., Scarano G., “Una stratificazione socio-economica delle aziende agricole: pluralismo funzionale e sviluppo territoriale”,La Questione Agraria, n. 59, 1995
  • Fanfani R., “Le aziende agrarie negli ultimi cinquanta anni”, in La Questione Agraria, n. 23, 1986
  • Montresor E., “L’articolazione territoriale nell’agricoltura italiana”, in Fanfani R., Montresor E. (eds), La struttura sociale dell’agricoltura italiana verso il 2000, Franco Angeli, Milano, 2000
  • Russo C., Sabbatini M., “Analisi esplorativa delle differenziazioni strategiche nelle aziende agricole”, Rivista di Economia Agraria, n. 4, 2005
  • Sotte F., “Quante sono le imprese agricole in Italia”, Agriregionieuropa, n. 5, 2006 [link]
Università di Verona, Dipartimento di Economie, Società e Istituzioni

Costituzione Italiana: qualche ritocco per un’esistenza dignitosa

di Tarcisio Bonotto, Franco Bressanin

Art.36-costituzioPrendo l’occasione del bell’articolo di Luigi Pecchioli su www.scenarieconomici.it, ‘La Costituzione Economica’ per integrarne alcuni aspetti e prospettare un possibile scenario di sviluppo.

Anche se la Costituzione Italiana è una tra le più copiate al mondo, certamente dopo molti anni dalla sua nascita, può necessitare di qualche ritocco per adattarsi ai tempi.

In particolare l’articolo 36, che attesta:

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, dovrebbe spiegare due assunti:

  • la proporzione della retribuzione rispetto alla qualità del lavoro, quindi il metodo per determinare un diverso livello retributivo per le varie professioni e lavori, e
  • quali elementi possano assicurare una vita dignitosa e libera.

Oggi c’è infatti la necessità di specificare tali concetti stabilendo “che cosa debba essere garantito dalla retribuzione” e di conseguenza “quale dovrebbe essere il livello retributivo”, meglio ancora “quale dovrebbe essere il livello di potere di acquisto”, per permettere che ciò avvenga. Non possiamo lasciare alla trattativa privata o sindacale e governativa, con parametri aleatori, la decisione del livello salariale o al puro calcolo matematico senza avere precisi obiettivi sociali e umanistici.

Nel periodo in cui la retribuzione dei lavoratori era regolata dalla Scala Mobile[1], che legava il salario all’indice dei prezzi al consumo, il livello di vita medio, in un periodo di boom economico, era migliorato.

Se dovessimo determinare ciò che serve per una vita libera dalla povertà e dall’indigenza, e perciò dignitosa, scopriamo che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, Art. 25 e 26, e la teoria economica PROUT, elencano in maniera puntuale, le cosiddette Minime Necessità (i bisogni primari): alimenti, vestiario, abitazione, cure mediche e istruzione. Queste dovrebbero essere garantite, dal Governo in carica.

La teoria PROUT, del 1967, in effetti avvalla la proposta della Dichiarazione del 1948, ma oltre a elencare le Necessità Basilari, come diritti fondamentali per la sopravvivenza e il proprio sviluppo, propone un metodo per la loro attuazione: un Sistema Economico Collettivo (non statale), non privatistico, né statale ma a gestione collettiva. In effetti la dichiarazione è rimasta tale in un’ambiente capitalistico che non potrà mai realizzarla perché fondato sul profitto e sul concetto di arricchimento personale attraverso lo sfruttamento degli altri.

Sarkar, autore del Prout, afferma che tali minime necessità dovrebbero essere inserite nella Costituzione e potranno così obbligare il Governo a garantirle ai propri cittadini attraverso un lavoro o per coloro che non possono lavorare, attraverso una rendita o altri strumenti, pena la sua decadenza. Per avere garantiti tali diritti, dovrebbe essere disponibile un lavoro, ciò che la Costituzione attuale afferma essere il fondamento della Repubblica.

Per avere la massima occupazione l’economia dovrà essere necessariamente AUTOSUFFICIENTE, per lo meno nella produzione e distribuzione delle Minime Necessità. Un’autosufficienza aperta al commercio internazionale, ma non distrutta dalle regole internazionali.

Autosufficienza significa che si dovrà produrre in loco tutto ciò di cui si necessita e si può produrre, al massimo grado. Antitetica alla Globalizzazione. Oggi importiamo di tutto e le nostre produzioni vengono distrutte. Non è vero che i prodotti importati costano meno, è un mito che è necessario sfatare. Nei prodotti importati infatti non mai incluso il prezzo della disoccupazione locale che quesi creano, dei conflitti sociali che generano, dei morti per indigenza.

Un’economia Autosufficiente dovrà svilupparsi in maniera equilibrata nei suoi vari settori, agricoltura, agro e agrico industrie, industrie non agricole, commercio e servizi. Oggi i servizi occupano il 62% della popolazione, industria il 29% e l’agricoltura solo il 3,8%, troppo poco per avere i conti in regola. Secondo il PROUT dall’agricoltura dovrebbe dipendere circa il 30-40% della popolazione, agro e agrico-industria il 20-30%, industria non agricola 20%, commercio 10% e servizi 10%

Un secondo aspetto importate è il rapporto salari/produttività. Per eliminare la disoccupazione, la povertà e le bolle speculative l’economista Ravi Batra, afferma:

  • i salari devono seguire di pari passo la produttività aziendale
  • salari elevati mantengono i posti di lavoro e possono perciò garantire le necessità basilari. (http://irprout.it/?p=2450).

Il sistema di lavoro, per essere maggiormente efficiente, dovrebbe essere improntato alla COOPERAZIONE COORDINATA, non SUBORDINATA come nel presente sistema economico, per attivare tutte le energie della popolazione lavoratrice e non tarparle in un rapporto tra imprenditori, lavoratori, sindacati e governo di natura conflittuale e antitetico.

Dove questa cooperazione coordinata e condivisa è presente vi è più elevata produttività, solidarietà, coesione sociale, e migliore distribuzione della ricchezza.

In conclusione, dovremmo poter inserire nell’Art. 36 della Costituzione italiana, una specifica:

  • “E’ necessario garantire a tutti le minime necessità per l’esistenza in particolare: alimenti, vestiario, abitazione, cure mediche, istruzione, come diritto di nascita. Inclusi, in una società avanzata, trasporti e comunicazioni.
  • Il potere di acquisto è il metro di misura del benessere della popolazione e deve essere tale da garantire le minime necessità.
  • I livelli salariali devono andare di pari passo con la produttività, per mantenere occupazione, eliminare la povertà e assicurare la garanzia delle necessità basilari. Il Gap-Salariale dovrebbe essere tale da mantenere l’equilibrio tra Domanda-Offerta.”

 “La nostra conclusione principale è che l’aumento del differenziale salario-produttività, a causa delle politiche del governo, è la causa primaria, se non l’unica, delle recessioni, della disoccupazione, degli enormi profitti e, di conseguenza, dell’eccessiva concentrazione della ricchezza”. Ravi Batra

Vedi Riforme Costituzionali: http://irprout.it/?page_id=333

Gap-Salariale – Una Rivoluzione in Macroeconomia: http://irprout.it/?p=2450

[1] La scala mobile è uno strumento economico di politica dei salari volto ad indicizzare automaticamente i salari in funzione degli aumenti dei prezzi, al fine di contrastare la diminuzione del potere d’acquisto dovuto all’aumento del costo della vita, secondo quanto valutato con un apposito indice dei prezzi al consumo (wikipedia)

Il fallimento delle teorie economiche attuali e la nascita di un progetto socio-economico alternativo

Quale visione per un sistema socio-economico globale

di Franco Bressanin

Il crollo dell’economia, iniziato nel 2007, è ora conosciuto come la Grande Recessione. Alcune persone, come il Premio Nobel Paul Krugman,  lo chiamano depressione. Indipendentemente da come la si chiami, è chiaro per la maggior parte che, dopo otto anni passati  a stampare  denaro e produrre, con l’austerità, enormi deficit di bilancio, l’economia globale è ancora stagnante, non solo, ma si sta dirigendo verso un futuro non certo brillante: disparita’ economiche eccessive (in Italia il 10% della popolazione detiene oltre il 50% della ricchezza), la crescita incontrollata di una pseudo-finanza (solo i derivati nel mondo oggi ammontano a 20 volte il PIL mondiale), il saccheggio dell’ambiente e delle risorse del pianeta e chi più ne ha più ne aggiunga.

Seguendo i consigli provenienti dal mondo accademico si sono attuate politiche economiche e sociali che avrebbero dovuto risolvere la crisi e riportare l’economia a crescere. Questo non è successo e, malgrado l’esultazione di politici e amministratori di fronte a modesti incrementi del PIL e leggeri decrementi della disoccupazione, le misure attuate finora sembrano essere inutili, se non peggiorative.

Ci si chiede perché, quali sono le vere cause della disoccupazione e del fallimento delle misure fin qui adottate? E soprattutto: quali sono le soluzioni ai problemi socio-economici di oggi, quale strategia usare?

Una considerazione preliminare si può fare subito senza essere professoroni della Bocconi o di altre prestigiose università: il sistema attuale ha fallito perché non ha saputo risolvere i problemi della gente nonostante gli sforzi più o meno onesti per metterci delle toppe. Da piu’ voci si sente dire che esso va sostituito con un altro.

Con cosa sostituire ciò che non funziona? E qui si incontra la prima carenza:  manca un progetto di società nel suo insieme: persone, ambiente, economia, valori. Partiti politici, istituzioni, movimenti si presentano con azioni limitate a risolvere uno o piu’ problemi contingenti, senza avere una visione d’insieme, un progetto, come obiettivo finale. Nel proporre la sua toppa al sistema nessuno si chiede: ”e dopo?” , dopo aver  risolto un problema, cosa facciamo? E’ un navigare a vista senza una meta finale, e il navigare senza una rotta da seguire può portare al naufragio.

Come dovrebbe essere un progetto di societa’ nuova? Che tipo di valori, di economia, di legami e relazioni sociali? E soprattutto, quale sara’ l’obiettivo finale verso cui dirigerci?

Un’idea ci viene dal sistema socio-economico sviluppato nel 1965 dal pensatore indiano P.R.Sarkar, da lui chiamata “PROUT” (Acronimo di Progressive Utilization Theory = teoria della utilizzazione progressiva).

Per studiare l’attuazione del sistema Prout e’ stato fondato l’IRP – Istituto di Ricerca Prout, con sede per l’Italia a Salsomaggiore, presente anche in altre 120 paesi.

Per comprendere la specialita’ del sistema Prout  rispetto ad altri sistemi socio-economici, abbiamo interpellato Tarcisio Bonotto, Presidente dell’IRP e  Franco Bressanin, direttore della Sede nazionale.

L’idea chiave di Prout per creare una nuova societa’ e’ partire dalla caratteristica base dell’essere umano, che e’ sia fisico, sia mentale, sia spirituale(creativo, intuizionale,emozionale, ecc).

Una società sana avrà  il compito di provvedere alle minime necessità (cibo, alloggio, vestiario, cure mediche ed educazione, e trasporti, comunicazioni in una società avanzata) di tutti per mantenere la struttura fisica delle persone in ottime condizioni. Una volta garantite quindi le minime necessità, la societa’ si sforzerà di dare a tutti la possibilità di espandere la propria conoscenza, di studiare, informarsi, evolversi utilizzando le proprie potenzialita’ fisiche, mentali e spirituali. Nella nuova societa’ nessuno deve rimanere indietro, tutti hanno garantite le minime necessità, con il lavoro o altri mezzi.  Ognuno poi sarà libero di scegliersi l’attività che desidera, compatibilmente con le proprie aspirazioni e capacità.

Ciò non è possibile in un sistema capitalistico, fondato sul profitto, o socialista statale, ma in un sistema  economico ‘collettivo’, a responsabilità collettiva, cioè di tutti coloro che lavorano e non solo delle élite imprenditoriali, controllato dallo stato con le aziende chiave.

Ancora secondo Prout una società sana è come una grande famiglia, i cui membri si aiutano  reciprocamente, c’è coesione sociale e solidarietà; tutti partecipano attivamente alla gestione della cosa pubblica secondo le possibilità e le potenzialità individuali, non vengono accettate le diseguaglianze tra i vari mebri, vengono però riconosciute le diversità, dato che la diversità è legge di natura.

E questo è il progetto Prout:  certamente è una visione a lungo termine, ma logica, razionale e comprensibile e condivisibile da tutti.

Come si potrà realizzare tutto questo? La prima mossa da fare secondo Sarkar sarà uscire dal grave squilibrio economico , sociale, ambientale e morale in cui ci troviamo.

Per questa ragione è necessario un cambiamento culturale tale da eliminare i dogmi di qualsiasi natura e razionalizzare la nostra esistenza.

Dal punto di vista della politica economica l’AUTOSUFFCIENZA ECONOMICA per ciò che riguarda i bisogni primari, è il ‘sine qua non’  per garantire la massima occupazione. Per instaurare un circolo virtuoso di Produzione, Lavoro, Reddito, Consumi, Tasse, interrotto dalla Globalizzazione Economica.

Produzione in ‘cooperazione coordinata’ e non subordinata.

Per questo sara’ necessaria un’azione di pianificazione delle risorse. Purtroppo finora nessuna forza politica o istituzionale  qui in Italia ha saputo veramente pianificare.

Pianificare nel sistema Prout comprende piu’ azioni:

  1. dividere il territorio in zone che possano essere autosufficienti nella produzione dei beni e servizi essenziali per i residenti nel territorio stesso: quindi,
  2. raccogliere i dati sulle potenzialita’ e caratteristiche geologiche, agricole, produttive del territorio, clima, risorse idriche, ecc. del territorio
  3. raccogliere i dati sulla popolazione residente: esigenze, conoscenze, capacita’, esperienze, usi e costumi, cultura, modo di vivere, abitudini alimentari,distribuzione per eta’, livello di istruzione, ecc.
  4. far incontrare  le risorse produttive del territorio e le necessita’ primarie dei residenti, utilizzando popolazione locale e risorse locali.
  5. quando tutti avranno garantite attraverso il lavoro o altri mezzi le prime necessita’, innalzare lo standard di vita della poplazione attraverso la tecnologia e la ricerca, sempre rispettando l’ambiente e chi ci abita, compresi animali e piante.Potra’ essere che un giorno si possa lavorare poche ore alla settimana grazie al progresso tecnologico, i cui vantaggi beneficeranno tutti, non solo una piccola parte della popolazione.

Questo richiedera’ un certo tempo. Il FMI ha calcolato che per l’Italia, per ritornare al benessere ante-crisi serviranno 20 anni. Secondo Prout il progresso potrebbe essere molto piu’ rapido, anche solo una decina di anni, ma solo dal momento in cui si accetti veramente un obiettivo chiaro (il progetto) e una strategia con cui attuarlo. Senza tali requisiti non si andra’ da nessuna parte.

Come sara’ la produzione, l’industria e l’economia in un  sistema Prout? Sarkar parla di un sistema economico diviso in 4 settori:

  1. economia di base, per provvedere le minime necessita’ a tutti a livello locale, in cui l’agricoltura avra’ un ruolo predominante
  2. economia generale, di cui oggi si conosce qualcosa, nonostante i modelli economici carenti.
  3. economia commerciale, per lo scambio di beni e servizi all’interno e tra le unita’ economiche autosufficienti
  4. psico-economia, cioe’ quella parte dell’economia che cerchera’ di sviluppare la parte psichica dell’essere umano.

La produzione secondo Prout e’ basata su 3 tipologie  di industria:

  1. piccole industrie, a conduzione famigliare
  2. attivita’ medio-grandi, gestite con metodi e sistemi di cooperazione coordinata e non subordinata, dove i soci sono lavoratori e amministratori dell’azienda
  3. industrie di base, gestite direttamente o indirettamente dallo stato: attivita’ estrattive, produzione di materie prime con cui  rifornire le industrie di cui sopra, trasporti, strade, risorse idriche ecc.

Ovviamente tutto questo potrà partire solo se è accettata un’etica universale, una prospettiva morale, il senso di cittadinanza attiva e responsabile e all’uso critico e costruttivo dell’intelletto.

Un sistema quale è Prout  garantisce la piena occupazione della popolazione, la gestione e utilizzo razionale delle risorse, benessere per tutti nessuno escluso. Tali idee, che sembrano utopistiche nel contesto attuale, sono state in parte espresse non solo da Sarkar con Prout, ma anche da eminenti economisti, come Amartya Sen, David Graeber (occupy wallstreet), Serge Latouche(“decressance”),  e da innumerevoli movimenti ed associazioni che tutte insieme stanno cercando proprio l’alternativa al difettoso sistema attuale.

Ci auguriamo che tutte queste iniziative possano essere portate sotto un unico progetto per costruire una società a misura di essere umano.

Quality Gate, nasce il gruppo di acquisto tecnologico e etico di ateneo

quality-gate, gruppo di acquisto tecnologico e etico in collaborazione con l’ateneo di verona

Prevede controlli di qualità attraverso la Risonanza Magnetica Nucleare sugli alimenti. Promosso da Istituto di Ricerca Prout.

È stato creato di recente il “Quality Gate”, gruppo di acquisto tecnologico ed etico costituito dal personale dell’ateneo. Gli iscritti ad oggi sono 53, è aperto a tutti i dipendenti nelle diverse sedi, ove sia possibile raggiungere un numero minimo di partecipanti. L’adesione al gruppo è libera e l’attività non è a scopo di lucro.

QG_bigL’idea del progetto è nata su proposta di Istituto di Ricerca Prout e del nutrizionista e dottore di ricerca Daniele Degl’Innocenti, a seguito anche di numerosi incontri pubblici sui temi della alimentazione, salute e stili di vita.

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione dei cittadini verso la qualità di ciò che si mangia, la sua provenienza e la sua sostenibilità. Nell’ambito dei dipendenti e dei lavoratori dell’università zona Borgo Roma, questa sensibilità ha trovato un terreno più fertile in conseguenza del loro percorso scientifico e culturale. Gli scandali e le notizie che periodicamente allertano sulla qualità e l’origine degli alimenti, le frequenti semplificazioni dei media e delle mode ci spaventano o disorientano come consumatori. Inoltre cercare e reperire produttori e prodotti di alta qualità del territorio si scontra con la cronica mancanza del tempo, particolarmente acuta in coloro che effettuano turni di lavoro ciclici o irregolari e trovare da soli le soluzioni diventa arduo e quasi impossibile da realizzare nel lungo periodo.

Per questo da un po’ di tempo emerge chiaro e diffuso il desiderio di organizzarsi e costituire un Gruppo di acquisto di prodotti alimentari che rispondano ad elevati standard qualitativi e che siano controllati in modo sostanziale.

In genere i Gruppi di acquisto si costituiscono per risparmiare sui costi e/o si riforniscono da produttori locali o reperiscono prodotti biologici certificati ma i controlli non si spingono oltre a qualche visita in azienda spesso effettuata senza le competenze necessarie.

La novità di questo Gruppo di acquisto consiste nel poter stabilire un piano di controllo di qualità effettuato direttamente sui prodotti utilizzando strumenti ad elevata efficienza, presenti sia nei laboratori universitari sia in strutture del territorio. Tale attività sarà orientata al controllo dell’origine del prodotto e delle qualità che attualmente sono più utili alla nostra salute (qualità sanitaria – presenza di inquinanti -, qualità funzionale – presenza di complessi e di molecole di regolazione).  Per quanto riguarda i “prodotti freschi di origine vegetale” si tratterà in massima parte di prodotti “A tempo 0”, cioè con i massimi connotati di freschezza a prescindere dai chilometri percorsi, anche se la provenienza sarà in gran parte del territorio. In questo modo si mira ad avere la massima qualità funzionale possibile.

Per ottenere la migliore qualità sanitaria possibile, saranno in larga parte alimenti biologici certificati ma i controlli strumentali permetteranno di poter includere quei produttori di qualità, solitamente di piccole dimensioni, che non hanno la certificazione in quanto non possono sostenerne i costi economici. Potranno essere presenti anche prodotti da agricoltura convenzionale con motivazioni particolari, valutate di volta in volta, come nel caso di prodotti “tradizionali” oppure di prodotti utili al nostro benessere.

I controlli strumentali saranno effettuati secondo un piano di controllo qualità progettato secondo i protocolli HACCP (Analisi dei pericoli e Controllo dei Punti Critici) applicati all’origine, alla qualità sanitaria e funzionale dei prodotti. La gestione del Sistema Qualità sarà realizzata secondo i principi della Norma ISO 9001. Poiché i controlli strumentali costituiscono un costo, i piani di controllo saranno progettati in modo da non incidere in modo apprezzabile sul costo finale, tenendo presente un principio importante: quando i fornitori sanno di essere controllati puntualmente con misurazioni strumentali, dirottano su altri clienti le forniture “ambigue”.

Sarà inoltre a disposizione un software per gli ordini on-line.

Se siete interessati/e vi preghiamo di inviare la vostra adesione a tarcisio.bonotto@univr.it indicando nome e cognome, telefono e indirizzo email.


Tarcisio Bonotto, Presidente IRP
Franco Bressanin, Direttore Sede Nazionale IRP
Daniele Degl’Innocenti, Nutrizionista e Dottore di Ricerca

Incontri ravvicinati: il regno vegetale

 incontri ravvicinati: il regno vegetale 

Formiamo le nuove generazioni a studiare profondamente la natura

Oggi 1 luglio abbiamo ospitato 70 bambini provenienti dal Campo Estivo di Cangelasio (Salsomaggiore)  per un giro panoramico nel giardino, frutteto e orto della Sede dell’IRP. Alcuni bambini hanno dimostrato interesse e sapevano anche riconoscere piante decorative e da frutto.

Sono anche stati proiettati due filmati sulla sensibilità delle piante ed abbiamo anche eseguito un esperimento per illustrare i vantaggi dell’irrigazione a goccia su quella tradizionale, soprattutto per il risparmio idrico.

 

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 un’analisi dei mutamenti del clima e delle stagioni
a cura di Tarcisio Bonotto
dal sito www.emergenzaacqua.net

Vorrei farvi partecipi di una discussione in corso su eventi che hanno mutato non solo la vita sociale, culturale ed economica della società umana ma anche la geografica dei suoi territori e la qualità della vita sul pianeta. Sembra infatti che non siano in corso attualmente solo grandi mutamenti nell’assetto strutturale della società come tale, ma anche nell’assetto strutturale della Terra stessa.
I cambiamenti climatici in corso, le anomalie stagionali, e le inversioni di tendenza del clima, per molti, sono da mettere in relazione ad un fenomeno poco conosciuto ma che sembra essere avvenuto diverse volte nel passato: ‘Lo spostamento dei poli terrestri’, geografici e quindi anche magnetici.

cambiamenti-climaGli scienziati hanno predetto lo spostamento dei poli fin da 1911 e quando Albert Einstein venne a sapere di questa ipotesi disse: “Questa idea mi elettrizza. E’ di estrema importanza per tutto ciò che è in relazione alla storia della superficie terrestre”.
In particolare il 31 maggio del 1986, P.R. Sarkar nel suo discorso inaugurale dell’associazione internazionale ‘Rinascita Universale’, ha parlato sul tema:
“I poli cambiano le loro rispettive posizioni”. Con molta intuizione e acume intellettuale ha indicato che profondi cambiamenti, dalle vaste conseguenze, sono iniziati dallo spostamento dei poli terrestri. Questi cambiamenti avranno conseguenze profonde su tutte le forme di vita, sull’elettromagnetismo terrestre, sulla mente umana e sullo sviluppo di qualità spirituali. Il problema è che, associate a tale spostamento dei poli, sono previste catastrofi geologiche di vasta portata in tutto il mondo e l’inizio di una nuova era glaciale. Questo è successo nel passato, ricordiamo i mammut congelati in Siberia con della vegetazione tropicale ancora nello stomaco, segni di ghiacciai sulle Ande del Centro America …
Tutto si muove – dice Sarkar – e anche i poli. “Nell’emisfero orientale il polo nord si muove da nord a sud, mentre nell’emisfero occidentale il polo sud si muove da sud a nord e non si può essere certi che la loro distanza relativa non cambi”.

poli_terrestriVi sono evidenze scientifiche riportate dalle analisi effettuate dal Dott. Richard Gautier (Ac. Ratnesh), dal gennaio 1984 al luglio del 1987, 31 mesi, in collaborazione con l’Istituto dell’Ora di Parigi, per determinare lo spostamento relativo dei poli terrestri rispetto all’asse di rotazione. Vi è infatti un movimento sia lineare sia rotatorio (Chandler wobble), di spostamento dell’asse, che determina due coni con base al polo sud e polo nord. Questo movimento di scostamento (16 mt dall’asse ideale), dell’asse geografico di rotazione della Terra, aumentò significativamente nel 1990, raddoppiando la sua velocità di spostamento e le dimensioni dello spostamento stesso.
Vi sono diversi autori (tra cui Michael Towsey) i quali sostengono che lo spostamento dei poli terrestri è stato una componente normale della storia della Terra, della evoluzione umana e biologica. In molte discussioni si è affrontato il tema dell’idea catastrofica ed uniformistica dell’evoluzione. In questo caso si potrebbe affermare che la storia viaggia tra questi due momenti, una grossa metamorfosi, evento catastrofico iniziale a cui segue un lungo periodo di uniformismo ed espressione della nuova situazione evoluzionistica. Un bel grattacapo ancora per i nostri scienziati.
(A cura di Tarcisio Bonotto – Proutist Universal Italia – www.prout.it).



 è iniziato lo spostamento dei poli geografici 

Mutamenti del clima e delle stagioni: una sola grande regia?

Stiamo vivendo un momento epocale: cambiamenti del clima, della geologia, la siccità, le gelate, lo scioglimento dei ghiacciai, lo sconvolgimento delle stagioni. Quale regia dietro i mutevoli eventi climatici e geologici dei giorni nostri?

P.R. Sarkar, filosofo e umanista indiano, nel suo articolo del 1986 intitolato, “The poles shift their respective positions”, “I poli cambiano le loro rispettive posizioni”, indicava che, come è avvenuto altre volte nella storia, i poli terrestri hanno iniziato il processo di spostamento delle loro rispettive posizioni geografiche e come il drastico cambiamento delle stagioni e del clima sia da imputare, per una grossa percentuale, a questo iniziato spostamento delle loro rispettive posizioni. Questo evento porterà il polo nord e il polo sud forse nella zona equatoriale.

Dal laboratorio International Earth Rotation Service si evidenzia uno spostamento annuale del polo geografico, di 10 cm verso l’emisfero ovest, tutt’ora in atto. Nel 1990 il raggio di spostamento (wobble) dell’asse e la sua velocità di spostamento è raddoppiata.

Nella descrizione di P.R. Sarkar, dall’articolo: ‘The Poles Shift their respective position’
Nel passato lo spostamento dei poli geografici, è avvenuto molte volte – negli annali di questo pianeta e nella storia di molti altri pianeti. Come risultato di questo spostamento, le persone dicono che alcune masse [satelliti] si sono staccate o si sono unite alla terra quando la sua crosta o litosfera non era solida come lo è ora. Qualcuno è anche dell’opinione che dal distacco di queste masse, ‘satellitari’ dalla litosfera terrestre, si generò l’oceano pacifico.
Secondo l’antica astronomia e astrologia, Marte è stato generato dalla litosfera terrestre, ma non ha orbitato attorno alla terra come un suo satellite. E per questo il nome di Marte in lingua sanscrita è Kuja. Ku significa ‘terra’ e Kuja significa ‘nato dalla terra’. Perciò questi mutamenti sono avvenuti nel passato e avverranno anche nel futuro.

I poli cambiano le loro rispettive posizioni. Come risultato di questi spostamenti di posizione dei poli, il tempo necessario per una rotazione attorno al proprio asse è variato e il tempo di rivoluzione attorno al sole, vale a dire l’anno solare, è cambiato. Il giorno e la notte assieme non erano di 24 ore e l’anno solare non era di 365/366 giorni.

La relazione della terra col pianeta Marte.

Come risultato del cambiamento della posizione dei poli, le stagioni cambiarono e cambiò anche la relazione della terra con Marte. Il sistema del calendario dovette cambiare diverse volte nel passato.
Se i poli cambiano la propria posizione, il tempo di rotazione della terra attorno al proprio asse potrà diminuire od aumentare e allo stesso modo il tempo di rivoluzione attorno al sole potrà diminuire o aumentare.

Cambiamenti stagionali
Quando osserviamo che l’ordine stagionale non è in grado di mantenere il parallelismo con i mesi, ciò dimostra che il momento dell’effettivo cambiamento della posizione dei poli terrestri si sta avvicinando rapidamente.

Cambiamenti nelle strutture biologiche
Come risultato di questo cambiamento non solo verrà disturbato il parallelismo tra le stagioni e i mesi, ma sarà distrutto anche l’equilibrio ambientale ed ecologico della Terra. Come risultato di questo impatto avverranno dei cambiamenti nella struttura fisica di tutti i corpi viventi, degli esseri viventi, incluse le piante.
Le piante del Terziario non sono state trovate nel Cretaceo. Le piante e gli animali del Cretaceo non furono trovati nelle ere più recenti, nel Pliocene e Miocene, Oligocene, Mesozoico e Cenozoico, perché la loro esistenza, la loro nascita e morte dipende dall’equilibrio ecologico.

Come avverrà lo spostamento dei Poli?
Come risultato dello spostamento della posizione dei poli terrestri, qualcuno asserisce che il Polo Nord si muoverà da nord a sud nell’emisfero orientale e che nell’emisfero occidentale il Polo Sud si muove da sud a nord, ma non è detto che la loro distanza relativa rimanga la stessa.

Perciò dovremmo essere preparati per il futuro, dovremmo essere preparati ad affrontare gli effetti di questi cambiamenti di posizione dei poli, dell’ordine ambientale e della struttura ecologica.

Gli effetti dei cambiamenti magnetici sugli esseri umani.
Come risultato di questo cambiamento la struttura magnetica di questa Terra muterà, e di conseguenza anche gli altri pianeti e satelliti del sistema solare andranno incontro a profonde metamorfosi.
Se l’equilibrio elettromagnetico andrà perduto, allora avverranno alcuni mutamenti rimarchevoli nella struttura del campo elettromagnetico della terra e dell’intero sistema solare. Come risultato del cambiamento del campo elettromagnetico, verrà influenzato anche il pensiero umano (la mente / il cervello lavorano con onde elettromagnetiche – n.d.t.)

Il nostro progresso nel campo della scienza dipende molto dalle nostre conoscenze nel campo dell’elettromagnetismo e delle emanazioni elettromagnetiche. Il nostro progresso e la scienza ne risentiranno molto a causa di questi cambiamenti. Dovremmo essere preparati a tali cambiamenti che potrebbero avvenire in tempi molto brevi.

Da “L’avvento dell’Era Glaciale ” di P.R. Sarkar
Da “L’avvento della nuova Era Glaciale”. Sappiamo che sta giungendo sulla terra un’altra ‘Era Glaciale’. Porterà dei cambiamenti globali strutturali alla terra stessa. Prima dell’avvento dell’Era Glaciale ci sarà un grande cambiamento biologico negli esseri umani e negli animali – in ogni entità animata e inanimata. Troverete cambiamenti nell’andamento delle stagioni, nella sfera psichica, nella sfera sociale, culturale ed economica e nelle strutture biologiche. Ogni cosa è in metamorfosi. I poli terrestri stanno cambiando le loro rispettive posizioni. Siete preparati?

Dopo l’avvento dell’Era Glaciale, ci saranno cambiamenti nelle regioni tropicali e grandiosi cambiamenti nelle strutture biologiche – si creerà un nuovo speciale ordine naturale. Sentite che l’equilibrio stagionale è mutato e che è stato disturbato?. Il Polo Nord si sta muovendo più vicino alla regione tropicale e il Polo Sud si sta muovendo da sud verso nord – quale ne sarà l’impatto sulla idrosfera terrestre? I ghiacci polari si scioglieranno e il livello degli oceani si alzerà. Avrà il suo impatto sulle maree in tutto il globo. L’oceano Pacifico diventerà più freddo e ghiaccerà. Molti degli attuali porti chiuderanno. Le caratteristiche stagionali cambieranno. Le piogge e le variazioni climatiche avranno un impatto sulla flora e sulla fauna. Tutti questi elementi messi assieme avranno un impatto sul processo di pensiero (degli esseri viventi). Il numero dei giorni in un anno sono già cambiati da 365 a 366, ma l’anno lunare non è cambiato, è rimasto di 354/355 giorni.

Dovremmo essere pronti ad affrontare questi cambiamenti giganteschi. Il momento degli acquazzoni e tempeste a Calcutta era dalle 18.00 alle 21.00 ora sono le 16.15 e sta infuriando la tempesta. La stagione sta cambiando, sono in corso grossi cambiamenti climatici…

Che cosa prevede P.R. Sarkar per far fronte a questi eventi?

I problemi maggiori da affrontare: Crisi globale dell’acqua e siccità.
Nel prossimo futuro vi sarà una seria crisi d’acqua in molte parti del mondo. Molti grandi fiumi come il Gange, il Jamuna e il Tamigi sono già inquinati. La gente non può bere quest’acqua e se ci si lava le mani rischia di prendersi un’infezione.

L’unica soluzione è di far conto sull’acqua di superficie (piovana)
Dovremmo raccogliere l’acqua piovana, sviluppare la scienza della pioggia artificiale attraverso l’uso dell’elio o attraverso qualsiasi altro processo e portare le nuvole che scaricano la pioggia negli oceani, sulla terra ferma.

Anzi dovremmo raccogliere la pioggia nelle zone dove essa cade.
Dovremmo immediatamente costruire molti stagni, canali, dighe, laghi e serbatoi per raccogliere l’acqua piovana e immagazzinarla come acqua potabile. Questa è la sola via d’uscita alla crisi che dovrà affrontare l’umanità nel prossimo futuro.

Le 3 cause fondamentali della siccità
Quali sono le maggiori cause della siccità? Ci sono tre fattori principali che causano siccità.
· La prima è l’enorme distruzione delle piante o deforestazione
· La seconda è il sistema di bassa pressione atmosferica che si genera sugli oceani (Osservazioni)
· La terza è il cambiamento del movimento angolare del sole e di altri corpi celesti come le comete, le nebulose, le galassie ecc.

a. Deforestazione
La deforestazione causa siccità perché impedisce alle piante di continuare a nutrire la terra: le radici fibrose delle piante assorbono e trattengono considerevoli quantità d’acqua che viene rilasciata lentamente nel terreno. Nei campi di riso del Bengala, per esempio, durante la stagione secca, l’acqua scende nei canali che costeggiano i campi. Da dove proviene quest’acqua? E’ rilasciata dalle radici delle colture ancora in atto. Quando il riso e le colture associate vengono raccolte, la sorgente d’acqua si prosciuga. La deforestazione è causata dagli esseri umani ed è in loro potere, con il proprio impegno, risolvere il problema.
>> In uno studio della Comunità Europea si è evidenziato come un ettaro coltivato a piante da bosco sia in grado di assorbire in un anno 92 tonnellate di CO2. Ora se il problema del riscaldamento del pianeta è anche la CO2, allora dovremmo piantare più alberi…

b. Bassa pressione e Movimento angolare
La seconda e la terza causa sono al presente al di là del controllo umano. Nel futuro, con lo sviluppo della meteorologia e delle scienze marine, gli esseri umani saranno in grado di influenzare e controllare parzialmente la seconda causa, ma non del tutto.

c. Per la terza causa… bisogna affidarsi alla provvidenza.

Siccità a causa del cambiamento del movimento di rotazione di corpi celesti
Perché il cambiamento subitaneo del movimento angolare dei corpi celesti causa siccità? Secondo Sarkar: “Il percorso astronomico di alcune comete è predeterminato e gli astronomi possono prevederne il loro arrivo, i possibili effetti sulla terra, ma ci sono altre comete che appaiono senza preavviso. Quando vi è la subitanea comparsa di un potente corpo celeste o un cambiamento subitaneo nella sua velocità angolare, la sua attrazione magnetica disturba le stagioni e l’ordine naturale della creazione”.
Ad esempio a causa della forte attrazione gravitazionale di imponenti corpi celesti come le comete o le meteore, non si formano le nubi.

Cause delle calamità naturali
Le calamità naturali sono causate anche dalla distruzione dell’ambiente e l’indiscriminato sfruttamento delle risorse sotterranee quali il carbone, il petrolio e l’acqua. Una delle maggiori cause della distruzione dell’ambiente è la deforestazione. Un esempio: ‘A causa della deforestazione, le nuvole cariche di pioggia provenienti dalla Baia del Bengala attraversano tutta l’India e scaricano la pioggia nel Golfo Arabico’.

Un’altra causa di distruzione dell’ambiente è lo sfruttamento delle risorse sotterranee. Come conseguenza delle estrazioni di risorse sotterranee si sono formate, nel terreno, profonde cavità che dovrebbero essere adeguatamente riempite.

Lo sfruttamento delle riserve d’acqua di falda contribuiscono ad aumentare la desertificazione in molte parti del mondo e quando il livello della falda si abbassa, il terreno nell’area si prosciuga e le piante muoiono. Questo si è verificato già in molte parti del Rajastan. La riforestazione è la sola soluzione.

Proposta di Sarkar:
Programma decentralizzato di conservazione dell’acqua di superficie

Anche nel passato gli esseri umani hanno sofferto la siccità e questo problema continuerà fino a quando non si porrà una cura adeguata alla sua soluzione. Se la deforestazione e l’indiscriminato sfruttamento delle riserve d’acque sotterranea continua, può essere che in molte parti del mondo dal 1993 al 2000 si sperimenti una forte scarsità d’acqua. La sola via d’uscita a questa catastrofe è di realizzare immediata un piano decentrato per la conservazione dell’acqua.

Riforestazione:
· Le rive dei fiumi devono essere coperte da denso bosco. Le ragioni scientifiche sono che le radici delle piante trattengono l’acqua. Quando il livello della falda diminuisce le radici lentamente restituiscono l’acqua. Cosicché uno stagno attorniato da piante non diventerà mai secco.
· Le foglie degli alberi minimizzano l’evaporazione
· I pori delle foglie di particolari alberi o arbusti hanno la facoltà di attrarre le nubi, gli alberi aiutano la piovosità

Programma scientifico di riforestazione in due fasi, per ristabilire velocemente un equilibrio ecologico della area in questione.
– Nella prima fase piantare alberi che
· Hanno una rapida crescita, dai 6 mesi ai 2 anni
· Che abbiano una densa chioma verde.
Nella seconda fase: piantare alberi che crescono meno in fretta ma dalla chioma densa e verde.

Riforestazione intensiva ed estensiva
· Per benefici immediati e a lungo termine devono essere piantati alberi a crescita veloce e lenta.
· Taglio controllato del legname per usi economici

Creazione di Bacini idrici sparsi sul territorio
Non è appropriato costruire dighe e bacini enormi perché sarebbe oltremodo difficile il trasporto dell’acqua dove serve specie in terreni montuosi.
Sarkar propone la decentralizzazione dei bacini idrici su tutto il territorio. Piccoli bacini, alla stregua di stagni, serbatoi, laghetti, ampi canali eventualmente collegati da canalizzazioni, per servire i bisogni di acqua potabile e di irrigazione locali.

Un progetto di conservazione dell’acqua, realizzato in India.
(Realizzabile anche in Italia con piante locali)

La riforestazione dove?
· Effettuata sulle rive dei canali, fiumi, stagni, serbatoi, laghi.
· Con quali piante? Acasya Babul o Acasia Catechu (kheyer)
· Nel mezzo di questi alberi si pianta Sesbania Grandiflora (bhukpul)
· All’interno di questi Indian Rosehood

Le ragioni di una struttura di questo tipo:
· S. Grandiflora cresce velocemente mentre l’Acacia Babui cresce lentamente, Indian Rosehood cresce ancora più lentamente ma vive più a lungo.
· S. Grandiflora cresce velocemente e attrae la pioggia che aiuta lo sviluppo delle altre piante.
· S. Grandiflora dopo 5-7 anni può essere tagliata e rimane un bosco di alberi di Indian Rosehood

Questi alberi portano anche altri benefici (un esempio utilizzazione della materia prima):
· Le foglie della S. Grandiflora sono utili per aumentare la produzione di latte delle mucche
· Dalle sue foglie e dalle gemme si può ricavare il nylon
· I fiori sono un grande serbatoio di miele
· La linfa può essere usata nell’industria degli incensi
· I semi sono commestibili, hanno un valore medicinale e commerciale per l’esportazione dei prodotti derivati
· Il legno può essere usato nell’industria della sericoltura per la produzione della seta ‘tasar’
· Tra gli alberi di Indian Rosehood può essere piantato anche il Pterocarpus Marsupium

Gli alberi da frutta ritengono molta acqua nelle radici.
· Devono essere piantati lungo gli argini dei fiumi e vicino ai campi coltivati.
· L’Orticoltura deve essere sviluppata attorno alle rive dei fiumi e bacini

Strategia per la conservazione dell’acqua di superficie:
· Raddoppiamento immediato della quantità di acqua di superficie raccolta.
· Aumentare a 10 volte la quantità di acqua a disposizione attraverso l’ampliamento dei bacini nella loro profondità e in secondo luogo nella loro superficie utile.
· Aumentare le piante attorno a laghi, fiumi, pozze, stagni rivoli etc.
· Aumentare il numero di filari di piante di 5 volte e diminuire la distanza tra le piante di metà
· Creare altri laghi, stagni, piccole dighe, serbatoi sparsi sul territorio collegati da canalizzazioni, in modo da favorire la creazione di un microclima locale equilibrato.


 Conclusioni 

Conseguenze immediate del mutamento dei poli terrestri in atto:
· Come prima conseguenza del mutamento geologico ed elettromagnetico della terra la produzione agricola e di prodotti animali ne risentiranno profondamente.
· Le stagioni non sono più in parallelo con i mesi
· Le temperature e il clima diventano estremi
· La siccità colpisce molti paesi del mondo in modo cronico
· E’ stato prospettato che la pianura Padana con altre 5 estati torride, potrebbe diventare desertica.

Riguardo i mutamenti climatici e in particolare per la siccità si evidenziano 3 cause:
· L’intensa deforestazione che impedisce la piovosità
· La bassa pressione atmosferica sopra gli oceani, che ha lo stesso effetto.
· Il rapido cambiamento della direzione di rotazione di corpi celesti di un certo peso, che previene la formazione delle nubi.

Soluzioni per la prima causa:
· Ampia riforestazione con utilizzo di piante le cui foglie hanno la proprietà di attirare le nuvole della famiglia delle Ferulae, le Felci, …
· Creazione di canali, laghi, stagni, piccoli bacini, dighe per conservare l’acqua di superficie e piovana decentrati sul territorio e collegati da canalizzazioni.
· Piantumazione in vicinanza di questi bacini idrografici.
· La rete idrografica così decentrata potrebbe essere una valvola di sfogo per le piene dei fiumi durante la stagione primaverile-invernale.
· Queste attività potrebbero diventare un programma di Grandi Opere in Italia.

Per la seconda causa si può tentare di generare pioggia artificiale con l’uso dell’elio o altri metodi
Per la terza causa si diceva… bisogna affidarsi alla provvidenza

p.i. Tarcisio Bonotto
Proutist Universal Italia


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