ALCUNE SPECIALITÀ DEL SISTEMA ECONOMICO PROUT


Ci sono parecchie speciali caratteristiche del sistema economico PROUT. Esse includono la garanzia delle minime necessità, l’incremento del potere d’acquisto, le cooperative, lo sviluppo industriale, la decentralizzazione e la pianificazione per lo sviluppo. PROUT ha anche una sua specialità nel campo degli scambi e del commercio.


PR-Sarkar_3Garanzia delle minime necessità

Il sistema economico PROUT garantisce le minime necessità dell’esistenza. Cioè alimenti, vestiario, cure mediche ed educazione, a ciascun individuo. Una volta che le minime necessità siano state garantite a tutti, il surplus dovra’ essere distribuito tra chi ha qualità e abilità particolari, come medici, ingegneri e scienziati, poiché queste persone rivestono un ruolo di primaria importanza nello sviluppo collettivo della società. La quantità delle minime necessità, una volta che siano state garantite, dovrebbe poi aumentare progressivamente. La quantità dei requisiti minimi poi, dovrebbe essere progressivamente aumentata cosicché lo standard di vita delle persone comuni possa sempre essere incrementato. Il concetto dell’uguale distribuzione è un’idea utopistica. Solo uno slogan furbo per imbrogliare persone semplici e ignoranti.

Il PROUT rigetta questo concetto, (di uguale distribuzione), e sostiene invece la massima utilizzazione e la distribuzione razionale delle risorse. Ciò fornirà gli incentivi necessari per aumentare la produzione.


Questo discorso è stato tenuto dall’autore nel giugno 1979. In seguito sono stati registrati molti altri discorsi, che possono essere considerati a pieno titolo, delle specialità del sistema economico PROUT. Questi discorsi includono “”dinamiche economiche”,” economia decentralizzata”,” democrazia economica”.


Aumento del potere d’acquisto

E’ il fattore di controllo l’economia proutista (non il PIL). Il potere d’acquisto delle persone comuni in molte nazioni sottosviluppate, in via di sviluppo e sviluppate è stato trascurato, per cui i sistemi economici di queste nazioni si stanno disgregando e stanno creando una crisi a livello mondiale. La prima cosa che si deve fare, per aumentare il potere di acquisto delle persone, è massimizzare la produzione di beni essenziali, e non la produzione di beni di lusso. Questo ristabilirà la parità tra produzione e consumo e assicurerà che le minime necessità siano accessibili a tutti.

 


Il sistema delle cooperative

Secondo PROUT, il sistema delle cooperative è il migliore sistema per la produzione e la distribuzione di beni.

Le cooperative, gestite da moralisti, proteggeranno le persone contro varie forme di sfruttamento economico. Agenti e intermediari non avranno spazio per interferire nel sistema cooperativistico. Una delle maggiori ragioni del fallimento del sistema delle cooperative, in diverse nazioni del mondo, è l’immoralità rampante diffusa dagli sfruttatori capitalisti per continuare la loro dominazione.

Le cooperative si sviluppano in una comunità che ha un ambiente economico integrato, necessità economiche comuni, e un mercato pronto ad assorbire i beni prodotti in maniera cooperativa.

Tutti questi fattori devono essere presenti perché le cooperative si possano evolvere. Le cooperative gestite in maniera appropriata sono libere dai difetti della proprietà individuale. Nelle cooperative la produzione può aumentare secondo richiesta grazie alla natura scientifica del loro approccio. Per il loro successo, le imprese cooperative dipendono da moralità, da una forte amministrazione e dall’accettazione piena del sistema delle cooperative da parte della popolazione. Dovunque questi tre fattori siano presenti in qualsiasi misura, le cooperative avranno un successo a loro proporzionato.

Per incoraggiare le persone a formare delle cooperative si dovrebbero implementare dei modelli di cooperative ben riusciti e le persone dovrebbero essere istruite sui benefici del sistema cooperativo. In questo sistema si dovrebbero usare le ultime tecnologie sia nella produzione che nella distribuzione.

  • Una modernizzazione appropriata porterà ad aumentare la produzione.
  • I manager delle cooperative dovrebbero essere eletti tra coloro che hanno delle partecipazioni nella cooperativa.

I soci delle cooperative agricole potranno avere dei dividendi in due modi:

  • In proporzione all’ammontare della terra che hanno messo a disposizione della cooperativa,
  • In proporzione alla quantità di lavoro manuale o intellettuale che hanno  prodotto.

 

Per pagare questo dividendo inizialmente la produzione totale dovrebbe essere divisa sulla base del 50/50. Il 50% dovrebbe essere distribuito come salari e il 50% in proporzione alla terra che i singoli hanno messo a disposizione. Le persone del posto dovrebbero avere la preferenza nella partecipazione in imprese cooperative. Si dovrebbe adottare un piano di sviluppo per portare il medesimo livello di sviluppo in tutte le regioni invece che solo in alcune. In questi piani di sviluppo si dovrebbero utilizzare le ricchezze locali e le altre risorse con tutte le loro potenzialità. Il problema delle controversie sulla proprietà della terra, può essere risolto durante la fase di socializzazione della terra attraverso il sistema delle cooperative. Il possesso cooperativistico della terra dovrebbe essere attuato gradualmente in armonia con le circostanze economiche di quell’area locale. Durante questo processo la proprietà della terra non dovrebbe rimanere nelle mani di un particolare individuo o gruppo.

 


Sviluppo industriale

Prout divide la struttura industriale in tre parti: industrie chiave gestite dal governo locale,, cooperative e industrie private. Questo sistema eliminerà la confusione riguardo al fatto che una particolare industria venga gestita privatamente o dallo stato, ed eliminerà la sovrapposizione  tra governo e imprese private. In molte nazioni sviluppate o sottosviluppate c’è una pressione eccessiva di popolazione sull’agricoltura. Non è appropriato che più dell’45% della popolazione sia impiegata nell’agricoltura. Nei villaggi e nelle piccole città si dovrebbe sviluppare un grande numero di agro-industrie e agrico-industrie, per creare nuove opportunità di impiego. Inoltre, all’agricoltura dovrebbe essere dato status di industria cosicché i lavoratori agricoli possano comprendere l’importanza e il valore del loro lavoro. Secondo la politica salariale del Prout, i salari non devono essere accettati solo in forma di denaro. Possono essere anche dati in forma di beni essenziali o di servizi. È auspicabile aumentare gradualmente questa componente dei salari rispetto alla componente monetaria. Prout appoggia la massima modernizzazione nell’industria e nell’agricoltura introducendo la più appropriata tecnologia scientifica, in modo che la modernizzazione e la razionalizzazione non portino ad un aumento della disoccupazione.

Nel sistema economico collettivo del Prout, verrà mantenuta la piena occupazione riducendo progressivamente le ore di lavoro, nel mentre si introducono tecnologie scientifiche per aumentare la produzione. Ciò non è possibile nel sistema capitalistico.

 


Decentralizzazione

Per materializzare il programma economico di cui sopra, Prout appoggia un approccio nuovo e originale alla decentralizzazione basato sulla formazione di unità socio economiche in tutto il mondo.

Le unità socio economiche dovrebbero essere formate sulla base di fattori come problemi economici comuni, potenzialità economiche uniformi, similarità etniche, caratteristiche geografiche comuni, cultura e il sentimento delle persone, che nascono da legami comuni socio culturali come il linguaggio e le espressioni culturali.

Ogni unità socio economica sarà completamente libera di tracciare i suoi piani economici e i metodi per la loro implementazione. All’interno di ogni unità socio economica ci sarà anche una pianificazione decentralizzata, che nel Prout viene chiamata pianificazione a livello di blocco (area di circa 5.000 abitanti). La commissione di pianificazione a livello di blocco sarà la più bassa tra i consigli di pianificazione.

Un’autorità politica come una federazione o uno Stato unitario può contenere un certo numero di unità socio economiche. Per esempio lo stato di Bihar in India può essere diviso in cinque unità socio economiche Angadesh, Magadh, Mithila, Bhojpuri e Nagpuri. Basandosi sui fattori di cui sopra l’intera India può essere divisa in 44 unità socio economiche. A queste unità deve essere garantita piena libertà di raggiungere l’autosufficienza economica attraverso l’attuazione dei loro piani e delle politiche economiche. Se le persone locali in queste unità organizzano programmi su larga scala per la loro liberazione economica e culturale a 360°, ci sarà un risveglio socio economico in tutta l’India. Indipendentemente dal fatto che siano ricche o povere, vecchie o giovani educate o analfabete, se le popolazioni locali sono ispirate da un sentimento anti-sfruttamento e universale, potranno iniziare dei potenti movimenti per la liberazione socio-economica. Quando le persone uniscono i propri interessi individuali socio economici con quelli collettivi, l’emorragia di capitali da una regione all’altra cesserà e lo sfruttamento verrà completamente sradicato.

Sarà garantito alle persone locali il diritto al pieno impiego e l’impiego di persone locali avrà la precedenza sulle altre. Dove non c’è un appropriato sviluppo economico, nasce un surplus di manodopera. Infatti tutte le regioni sottosviluppate economicamente soffrono di un surplus di manodopera, e quando questo surplus emigra in altre regioni, la medesima regione rimane per sempre sottosviluppata. Nelle aree dove c’è sovrabbondanza di manodopera si dovrebbero prendere delle iniziative per impiegare immediatamente le persone locali. E mentre si dà lavoro alle persone locali si dovrebbero  anche prendere in considerazione i sentimenti locali. Si dovrebbe creare il massimo numero di agro-industrie e agrico-industrie sulla base del potenziale socio economico della regione, e si dovrebbero iniziare anche vari altri tipi di industrie secondo le necessità collettive. Questo approccio creerà enormi opportunità per nuovi posti di lavoro. Attraverso questa politica di impiego sarà possibile aumentare lo standard di vita delle persone locali.

In una economia decentralizzata si può introdurre facilmente un sistema di modernizzazione dell’industria e dell’agricoltura e i beni che vengono prodotti saranno prontamente disponibili nel mercato. Mentre ciascuna unità socio-economica sviluppa il proprio potenziale economico, le differenze di reddito pro-capite nelle differenti regioni diminuiranno e la posizione economica delle regioni sottosviluppate potrà essere innalzata a livello di quelle sviluppate. Quando ogni regione diventa economicamente autosufficiente, la nazione raggiungerà rapidamente la sua autosufficienza economica. Tutti godranno della prosperità economica.

 


Piani di sviluppo

L’ economia decentralizzata PROUT prosegue una specifica linea guida. Ciò significa che una pianificazione economica efficace dovrebbe essere basata su quattro fattori fondamentali: il costo di produzione, la produttività, il potere di acquisto e le necessità collettive. Altri fattori collegati includono le risorse naturali, le caratteristiche geografiche, il clima il sistema di fiumi, i trasporti, le potenzialità industriali, l’ambiente culturale e le condizioni sociali.

A causa della mancanza di ben definiti principi di pianificazione economica e al dominio di vari sentimenti limitati (interessi particolari), l’economia indiana è stata paralizzata dall’inerzia. Sono state costruite acciaierie dove non c’era materia prima per almeno 1000 miglia tutt’intorno. Tali politiche non creano solo un grande spreco e cattiva utilizzazione di risorse, ma rendono evidente anche l’ignoranza e la mancanza di previdenza dei pianificatori indiani. Questa situazione ricorda il periodo inglese quando la juta grezza dal Bengala veniva inviata a Dundee, in Inghilterra per sviluppare le industrie di juta inglesi. Quando venne meno l’approvvigionamento di juta dal Bengala, tutte le fabbriche di juta a Dundee furono chiuse e se i prodotti finiti di juta manufatti a Dundee non fossero stati venduti nel Bengala, l’industria di juta di Dundee non avrebbe potuto sopravvivere.

Questa storia economica è rilevante per le morenti industrie di juta del Bengala di oggi. Il clima politico attuale è pieno di slogan come” nazionalizziamo le industrie di juta chiuse”, e ” basta chiudere le aziende”. I leader sindacali accumulano grandi ricchezze sfruttando queste industrie depresse, mentre migliaia di lavoratori disoccupati sono soggetti a deprivazioni, malnutrizione e indicibili sofferenze. Il Bengala non può nemmeno provvedere abbastanza juta grezza per le proprie fabbriche, cosicché deve importare juta da regioni estere per le sue fabbriche esistenti. Se le persone vogliono sanare le industrie di juta devono fare dei passi coraggiosi.

Il numero di fabbriche di juta dovrebbe essere ridotto in modo che le loro capacità produttive corrispondano alla produzione attuale di juta. Le fabbriche in eccesso dovrebbero essere chiuse o convertite alla produzione di altri beni necessari. Le fabbriche impiegate nella produzione di juta dovrebbero principalmente produrre fibra di juta piuttosto che altri prodotti e questa fibra dovrebbe essere distribuita tra gli agricoltori e i tessitori attraverso un sistema di cooperative della juta. Se viene adottata una tale politica si potrà soddisfare la grande domanda di filati del Bengala e il sovrappiù della produzione potrà essere esportato. Poiché l’industria sarà decentralizzata il benessere prodotto dalla produzione di filo di juta verrà distribuito tra le persone locali, ponendo fine allo sfruttamento su larga scala da parte dei ricchi mercanti di juta e si avrà un aumento dello standard di vita della popolazione locale.

Così sulla base dei fattori di cui sopra, ciascuna unità socio economica dovrà disegnare i suoi piani di sviluppo per l’autosufficienza socio economica. Una pianificazione di grandi o inappropriate dimensioni, per le condizioni economiche locali, non dovrebbe mai essere imposta dal di fuori, ciò non dovrà essere permesso. La pianificazione centralizzata ha fallito totalmente in tutte le nazioni del mondo, inclusa l’India. Nel sistema di pianificazione decentralizzata del Prout, ci sarà un piano coordinato per l’intera unità socio economica, sulla base della pianificazione a livello di blocco. Per esempio per tutta la regione del Rahr occidentale, incluso Bankura, Purulia, ecc, ci dovrebbe essere un sotto-programma. Similmente ci dovrebbe essere un altro piano per altri blocchi del sud. Inoltre ci dovrebbero essere appropriati piani a livello di blocco in tutta l’unità socio economica. Così saranno distrutti i semi della centralizzazione economica.

 


Scambi e commercio.

Prout ha anche le sue specialità nel campo degli scambi, del commercio, della tassazione e delle banche. La distribuzione dei beni essenziali dovrà essere fatta interamente attraverso le cooperative di consumatori non attraverso il governo, imprenditori o i vari livelli di grossisti. Ciò non creerà alcuno spazio alla manipolazione da parte degli approfittatori. Per quanto possibile il baratto dovrebbe essere alla base degli scambi tra unità socio economiche autosufficienti. I beni essenziali dovranno essere liberi da tasse. Non ci saranno tasse sul reddito. Le tasse dovranno invece essere raccolte dalla produzione. Il sistema delle banche dovrà essere gestito attraverso le cooperative, la Banca centrale o Federale sarà controllata dal governo centrale o locale. La massima dell’economia produttiva del PROUT è: ”Innanzitutto aumento del potere di acquisto delle persone.” Se questa massima viene seguita in pratica, sarà facile controllare i prezzi dei beni attraverso il sistema delle cooperative e della decentralizzazione economica.

Giugno 1979, Calcutta
Serie: PROUTIST ECONOMICS
Titolo: SOME SPECIALITIES OF PROUT’S ECONOMIC SYSTEM

INAUGURAZIONE SEDE IRP – Salsomaggiore Terme

05 OTTOBRE 2014
Occasione per ritrovare i membri dell’associazione, simpatizzanti e collaboratori/trici, non solo ma opportunità per spiegare anche gli scopi ed obiettivi di IRP. Nasce nel 1999 per realizzare ricerca socio-economico-culturale sulla base delle idee formulate da P.R. Sarkar ed espanse da molti proutisti in diverse parti del mondo, sotto l’acronimo di PROUT.


inaugurazio

Hanno partecipato come relatori:

Ac. Dhyaneshananda Avt., Monaco Ananda Marga
Franco Bressanin, Direttore di Sede
Tarcisio Bonotto, Presidente IRP
Daniele degli Innocenti, Ricercatore Università di Verona
Dante Faraoni, Consigliere IRP

 

Primavera Araba: Il Fondo Monetario Internazionale ha colpito ancora


La rivolta popolare in Tunisia è stata prevista 15 anni fa, dalle politiche di Globalizzazione, con gli accordi SAP del Fondo Monetario Internazionale, sostenute dal governo Ben Ali.


 

Le interferenze estere nella politica interna della Tunisia non sono menzionate sui giornali.
Gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari, non sono stati ‘dettati’ dal governo Ben Alì.
Furono imposti da Wall Streat e dal Fondo Monetario Internazionale (IMF).
In La Tunisia e gli ordini del FMI: Come la Politica Macro-Economia può
Produrre Povertà Mondiale e disoccupazione

di Michel Chossudovsky

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Diamo un’occhiata alla politica internazionale del FMI (Fondo Monetario Internazionale) nella ricostruzione sintetica di Ac. Krtashivananda.