Il fallimento delle teorie economiche attuali e la nascita di un progetto socio-economico alternativo

Quale visione per un sistema socio-economico globale

di Franco Bressanin

Il crollo dell’economia, iniziato nel 2007, è ora conosciuto come la Grande Recessione. Alcune persone, come il Premio Nobel Paul Krugman,  lo chiamano depressione. Indipendentemente da come la si chiami, è chiaro per la maggior parte che, dopo otto anni passati  a stampare  denaro e produrre, con l’austerità, enormi deficit di bilancio, l’economia globale è ancora stagnante, non solo, ma si sta dirigendo verso un futuro non certo brillante: disparita’ economiche eccessive (in Italia il 10% della popolazione detiene oltre il 50% della ricchezza), la crescita incontrollata di una pseudo-finanza (solo i derivati nel mondo oggi ammontano a 20 volte il PIL mondiale), il saccheggio dell’ambiente e delle risorse del pianeta e chi più ne ha più ne aggiunga.

Seguendo i consigli provenienti dal mondo accademico si sono attuate politiche economiche e sociali che avrebbero dovuto risolvere la crisi e riportare l’economia a crescere. Questo non è successo e, malgrado l’esultazione di politici e amministratori di fronte a modesti incrementi del PIL e leggeri decrementi della disoccupazione, le misure attuate finora sembrano essere inutili, se non peggiorative.

Ci si chiede perché, quali sono le vere cause della disoccupazione e del fallimento delle misure fin qui adottate? E soprattutto: quali sono le soluzioni ai problemi socio-economici di oggi, quale strategia usare?

Una considerazione preliminare si può fare subito senza essere professoroni della Bocconi o di altre prestigiose università: il sistema attuale ha fallito perché non ha saputo risolvere i problemi della gente nonostante gli sforzi più o meno onesti per metterci delle toppe. Da piu’ voci si sente dire che esso va sostituito con un altro.

Con cosa sostituire ciò che non funziona? E qui si incontra la prima carenza:  manca un progetto di società nel suo insieme: persone, ambiente, economia, valori. Partiti politici, istituzioni, movimenti si presentano con azioni limitate a risolvere uno o piu’ problemi contingenti, senza avere una visione d’insieme, un progetto, come obiettivo finale. Nel proporre la sua toppa al sistema nessuno si chiede: ”e dopo?” , dopo aver  risolto un problema, cosa facciamo? E’ un navigare a vista senza una meta finale, e il navigare senza una rotta da seguire può portare al naufragio.

Come dovrebbe essere un progetto di societa’ nuova? Che tipo di valori, di economia, di legami e relazioni sociali? E soprattutto, quale sara’ l’obiettivo finale verso cui dirigerci?

Un’idea ci viene dal sistema socio-economico sviluppato nel 1965 dal pensatore indiano P.R.Sarkar, da lui chiamata “PROUT” (Acronimo di Progressive Utilization Theory = teoria della utilizzazione progressiva).

Per studiare l’attuazione del sistema Prout e’ stato fondato l’IRP – Istituto di Ricerca Prout, con sede per l’Italia a Salsomaggiore, presente anche in altre 120 paesi.

Per comprendere la specialita’ del sistema Prout  rispetto ad altri sistemi socio-economici, abbiamo interpellato Tarcisio Bonotto, Presidente dell’IRP e  Franco Bressanin, direttore della Sede nazionale.

L’idea chiave di Prout per creare una nuova societa’ e’ partire dalla caratteristica base dell’essere umano, che e’ sia fisico, sia mentale, sia spirituale(creativo, intuizionale,emozionale, ecc).

Una società sana avrà  il compito di provvedere alle minime necessità (cibo, alloggio, vestiario, cure mediche ed educazione, e trasporti, comunicazioni in una società avanzata) di tutti per mantenere la struttura fisica delle persone in ottime condizioni. Una volta garantite quindi le minime necessità, la societa’ si sforzerà di dare a tutti la possibilità di espandere la propria conoscenza, di studiare, informarsi, evolversi utilizzando le proprie potenzialita’ fisiche, mentali e spirituali. Nella nuova societa’ nessuno deve rimanere indietro, tutti hanno garantite le minime necessità, con il lavoro o altri mezzi.  Ognuno poi sarà libero di scegliersi l’attività che desidera, compatibilmente con le proprie aspirazioni e capacità.

Ciò non è possibile in un sistema capitalistico, fondato sul profitto, o socialista statale, ma in un sistema  economico ‘collettivo’, a responsabilità collettiva, cioè di tutti coloro che lavorano e non solo delle élite imprenditoriali, controllato dallo stato con le aziende chiave.

Ancora secondo Prout una società sana è come una grande famiglia, i cui membri si aiutano  reciprocamente, c’è coesione sociale e solidarietà; tutti partecipano attivamente alla gestione della cosa pubblica secondo le possibilità e le potenzialità individuali, non vengono accettate le diseguaglianze tra i vari mebri, vengono però riconosciute le diversità, dato che la diversità è legge di natura.

E questo è il progetto Prout:  certamente è una visione a lungo termine, ma logica, razionale e comprensibile e condivisibile da tutti.

Come si potrà realizzare tutto questo? La prima mossa da fare secondo Sarkar sarà uscire dal grave squilibrio economico , sociale, ambientale e morale in cui ci troviamo.

Per questa ragione è necessario un cambiamento culturale tale da eliminare i dogmi di qualsiasi natura e razionalizzare la nostra esistenza.

Dal punto di vista della politica economica l’AUTOSUFFCIENZA ECONOMICA per ciò che riguarda i bisogni primari, è il ‘sine qua non’  per garantire la massima occupazione. Per instaurare un circolo virtuoso di Produzione, Lavoro, Reddito, Consumi, Tasse, interrotto dalla Globalizzazione Economica.

Produzione in ‘cooperazione coordinata’ e non subordinata.

Per questo sara’ necessaria un’azione di pianificazione delle risorse. Purtroppo finora nessuna forza politica o istituzionale  qui in Italia ha saputo veramente pianificare.

Pianificare nel sistema Prout comprende piu’ azioni:

  1. dividere il territorio in zone che possano essere autosufficienti nella produzione dei beni e servizi essenziali per i residenti nel territorio stesso: quindi,
  2. raccogliere i dati sulle potenzialita’ e caratteristiche geologiche, agricole, produttive del territorio, clima, risorse idriche, ecc. del territorio
  3. raccogliere i dati sulla popolazione residente: esigenze, conoscenze, capacita’, esperienze, usi e costumi, cultura, modo di vivere, abitudini alimentari,distribuzione per eta’, livello di istruzione, ecc.
  4. far incontrare  le risorse produttive del territorio e le necessita’ primarie dei residenti, utilizzando popolazione locale e risorse locali.
  5. quando tutti avranno garantite attraverso il lavoro o altri mezzi le prime necessita’, innalzare lo standard di vita della poplazione attraverso la tecnologia e la ricerca, sempre rispettando l’ambiente e chi ci abita, compresi animali e piante.Potra’ essere che un giorno si possa lavorare poche ore alla settimana grazie al progresso tecnologico, i cui vantaggi beneficeranno tutti, non solo una piccola parte della popolazione.

Questo richiedera’ un certo tempo. Il FMI ha calcolato che per l’Italia, per ritornare al benessere ante-crisi serviranno 20 anni. Secondo Prout il progresso potrebbe essere molto piu’ rapido, anche solo una decina di anni, ma solo dal momento in cui si accetti veramente un obiettivo chiaro (il progetto) e una strategia con cui attuarlo. Senza tali requisiti non si andra’ da nessuna parte.

Come sara’ la produzione, l’industria e l’economia in un  sistema Prout? Sarkar parla di un sistema economico diviso in 4 settori:

  1. economia di base, per provvedere le minime necessita’ a tutti a livello locale, in cui l’agricoltura avra’ un ruolo predominante
  2. economia generale, di cui oggi si conosce qualcosa, nonostante i modelli economici carenti.
  3. economia commerciale, per lo scambio di beni e servizi all’interno e tra le unita’ economiche autosufficienti
  4. psico-economia, cioe’ quella parte dell’economia che cerchera’ di sviluppare la parte psichica dell’essere umano.

La produzione secondo Prout e’ basata su 3 tipologie  di industria:

  1. piccole industrie, a conduzione famigliare
  2. attivita’ medio-grandi, gestite con metodi e sistemi di cooperazione coordinata e non subordinata, dove i soci sono lavoratori e amministratori dell’azienda
  3. industrie di base, gestite direttamente o indirettamente dallo stato: attivita’ estrattive, produzione di materie prime con cui  rifornire le industrie di cui sopra, trasporti, strade, risorse idriche ecc.

Ovviamente tutto questo potrà partire solo se è accettata un’etica universale, una prospettiva morale, il senso di cittadinanza attiva e responsabile e all’uso critico e costruttivo dell’intelletto.

Un sistema quale è Prout  garantisce la piena occupazione della popolazione, la gestione e utilizzo razionale delle risorse, benessere per tutti nessuno escluso. Tali idee, che sembrano utopistiche nel contesto attuale, sono state in parte espresse non solo da Sarkar con Prout, ma anche da eminenti economisti, come Amartya Sen, David Graeber (occupy wallstreet), Serge Latouche(“decressance”),  e da innumerevoli movimenti ed associazioni che tutte insieme stanno cercando proprio l’alternativa al difettoso sistema attuale.

Ci auguriamo che tutte queste iniziative possano essere portate sotto un unico progetto per costruire una società a misura di essere umano.

Una riforma Agraria per l’Italia?

cooperare per salvare l’agricoltura italiana

Definizione degli Appezzamenti Agricoli Sostenibili.

ALBERO

 

Da un po’ di tempo ormai l’Europa sta giocando al ribasso su tutte le norme sociali, economiche, alimentari, ambientali etc. che hanno regolato una collettività sufficientemente civilizzata.

Sappiamo pure che per i forti interessi economici in gioco, i poteri forti stanno facendo quadrato per ricavare sempre più linfa vitale dalla società, hanno sparso ai quattro angoli della terra i loro tentacoli velenosi, per ottenere la supremazia socio-economica.

L’Europa ha accettato e ogni paese ha firmato i Trattati WTO (TRIM, TRIP, GAT), sviluppati in 27.000 pagine, redatti da circa 400 multinazionali, spesso senza conoscere a fondo il loro contenuto. Infatti per l’Italia ha firmato Piero Fassino il quale, alla domanda perché avesse firmato per noi senza leggere nemmeno una riga, rispose: “Era un atto dovuto”. Di solito chi firma dal notaio legge bene il testo prima di accettare qualsiasi clausola.

Sta di fatto che tutti i cambiamenti visti finora: privatizzazioni Acqua, Poste, ENI etc., eliminazione dell’articolo 18, importazioni selvagge anche dalla Cina di prodotti alimentari, delocalizzazioni, sono il frutto di questi trattati che stanno letteralmente mettendo in ginocchio il tessuto produttivo italiano e la sua popolazione.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il WTO lavorano in tandem: per entrare nel WTO ogni paese deve accettare le 160 regole del FMI, definite SAP (Programma di Adeguamento Strutturale). Se un paese vuole avere dei prestiti dalla Banca Mondiale, deve sottoscrivere le 160 regole del FMI. Questi organismi sono rappresentati della grosse banche mondiali, in particolari americane.

Gli strumenti adottati dal FMI e gli eventuali risultati sono ben evidenziati dal FMI stesso e li vediamo in queste due diapositive.

SAP1

 

SAP2

Il problema che si pone perciò è come sopravvivere alla destrutturazione sociale ed economica del nostro paese e degli altri paesi. Qualche cosa la Lega della Terra ha messo in campo: il De.CO, vale a dire la denominazione Comunale di ogni prodotto. Questo credo a significare che vi è la necessità impellente di proteggere le nostre risorse locali dalla speculazione e la necessità di favorire uno sviluppo che parta da vicino per rimettere la barra dell’economia a dritta.

Nella teoria economica PROUT, si insiste sullo sviluppo locale con una strategia adeguata a fronteggiare le multinazionali: la creazione di “Zone Socio-Economiche Autosufficienti”. Delle aree definite in base ad alcuni parametri essenziali: “la produttività della terra, risorse presenti, clima, topografia, sentimento di appartenenza  sociale, livello di sviluppo economico”, che diventino autosufficienti nella produzione delle necessità basilari all’esistenza, che soddisfino i bisogni primari, senza dipendere da terzi. Certamente una autosufficienza aperta alle esportazioni del surplus, ma non all’importazione di beni e servizi che possono essere prodotti o essere presenti in loco. Questa è la stortura presente nell’attuale meccanismo del WTO.

Queste aree dovrebbero fare sistema e includere:

  • “Appezzamenti Agricoli Sostenibili”, somma di più proprietà agricole piccole, che lavoreranno col sistema di cooperazione–coordinata e dove si possa realizzare l’agricoltura integrata, vale a dire: colture estensive, orticoltura, frutticoltura, floricoltura, apicoltura, sericoltura, piscicoltura, erbe medicinali, allevamento, prodotti caseari, anticrittogamici, industrie artigianali di trasformazione e macchinari, produzione di energia, legna, centri di ricerca e progetti per la conservazione dell’acqua.
  • Scuole di ogni grado e ordine
  • Attività per la salute, attività culturali …

agric-integrata

L’agricoltura integrata, favorita dalla cooperazione di molti addetti ai lavori, renderebbe il settore altamente meccanizzabile, competitivo, efficiente,  autosufficiente e sostenibile dal punto di vista economico. In effetti se un’annata per uno dei su menzionati settori andasse male, il sistema sosterrebbe comunque i lavoratori/trici componenti il progetto, attraverso la rendita degli altri settori.

Inoltre si acquisterebbero ad es. 1 solo trattore invece di 10, 1 sola macchina operatrice invece di alcune etc. Si avrebbe più peso nella contrattazione sui fertilizzanti, e maggiori ricavi nelle vendite ai consumatori locali. Infatti è la grande distribuzione a strozzare i piccoli produttori

Nella UE in effetti il 95% circa delle aziende agricole, possiedono da 1 a 10 ettari di terreno agricolo coltivabile. Troppo piccole per avere una buona meccanizzazione e una sostenibilità economica. Il loro destino è di essere fagocitate dai grossi capitali o multinazionali. In India in circa 10 anni, vi sono stati 250.000 suicidi di agricoltori a causa sia degli OGM, sia dell’insostenibilità economica della propria attività. Gran parte delle loro attività sono state vendute.

Questa è una proposta strutturale e pratica per unire le forze, in modo tale che i piccoli e produttivi appezzamenti agricoli non vadano nelle mani di grossi gruppi industriali, il che potrebbe dare il colpo di grazia al settore primario da sempre colonna portante dello sviluppo socio-economico italiano.

Tarcisio Bonotto
29/06/2015

 

Insegnanti e Studenti

 insegnanti e studenti 

Di P.R. Sarkar

sarkar2Qual è il dovere degli insegnanti? Qual è il dovere degli studenti?
Nel linguaggio vedico “shiksa” significa “far comprendere agli altri”. Sai qualcosa, ma potresti essere o non essere in grado di far capire agli altri ciò che sai. L’interpretazione psicologica è di assimilare l’oggettività con la soggettivizzazione interna. Ora, supponiamo che ci sia un dialogo tra un insegnante e uno studente.

Studente: “Signore, qual è il significato della cittadinanza?”

Insegnante: Nat significa ‘un insieme all’interno di una zona geografica, in un determinato territorio’. Questa collezione in latino è definita “nata“. Qual è il risultato di nata quando si aggiunge il suffisso “ion“? Diventa “nazione“. Nazione viene erroneamente pronunciata come “nashon” in inglese. In francese si pronuncia “nasìon“.

Ora, la forma astratta di nazione è nazionalismo. Il nazionalismo non è qualcosa di materiale. Potete vedere il paese, ma non l’entità sentimentale nota come nazionalismo.

Sapete qual’è la differenza tra un sostantivo materiale e un sostantivo astratto? Quando l’entità rientra nella giurisdizione del campo sensoriale e degli organi motori è “materiale” o “adeguata” o “nome comune”. Quando non rientra nell’intervallo del campo sensoriale o degli organi motori, ma è un fatto mentale, si definisce “sostantivo astratto“. Così la presenza fisica è un elemento comune, ma l’idea è astratta. ”

Studente: “…Signore, un’altra domanda. Qual è il significato di misticismo?”

Insegnante: …”Ci sono così tante entità e oggetti insignificanti in questo mondo. Questo è un cuscino, si tratta di un cuscino. Essi sono limitati. Sono entità unitarie. Funzionano entro certi limiti. Sono finiti. Vedete, l’entità universale è lì, il vasto cosmo è lì, seguite?”

Studente: “Sì, signore.”

Insegnante: “Prova a trovare un legame tra ‘questo finito’ e ‘quell’infinito’. Tale tuo sforzo è conosciuto come “Misticismo”.

Studente: “Signore, c’è un’altra domanda. Qual è la corretta pronuncia del termine “Educazione”, in lingua inglese? “Ejucation” o “ajukation“?

Maestro: “Sai, ragazzo mio, l’inglese è una miscela di latino e scandinavo – termini anglosassoni e lingua Normanna. La lingua Normanna segue le intonazione latine e le lingue scandinave seguono lo stile nordico o anglosassone. Secondo l’ intonazione scandinava, la pronuncia è “ejucation“. La pronuncia latina è “adukation“. La pronuncia francese per educazione è “éducatìon“. La “T”, in francese, si pronuncia “s”.

Ora, educazione significa assimilazione, la conversione o la trasmutazione di fisicità esterne. La conoscenza relativa a questa collezione [di fisicità esterne] nel tuo regno mentale si è trasformata. Questa trasformazione di oggettività esterne in soggettività interne è l’educazione. Così l’educazione è la trasformazione di oggettività esterna in soggettività interna“.

Qual è il dovere di uno studente? Il principale ‘tapasya’ (servizio) di uno studente è quello di studiare. Il dovere di uno studente è quello di studiare, di addentrarsi nello scibile, di assimilare la conoscenza impartita.

Qual è il dovere di un insegnante? Il programma di un insegnante è, diciamo, di cinque ore al giorno, ma gli insegnanti hanno anche altri compiti. Non si va anche al mercato? Non c’è bisogno di fare le pulizie? Quando si fa la spesa non stai facendo il lavoro di un insegnante. Ma non possiamo trascurare gli altri compiti. La società è in una situazione catastrofica. E’ il caso di limitare le proprie funzioni all’insegnamento, o si dovrebbe anche aiutare la società?

Quando una società, o nazione o l’intero mondo umano è in una situazione catastrofica di calamità, dovete fare il vostro dovere verso tutto l’universo umano.

A volte questo compito diventa il dovere principale. A volte capita che le persone facciano il proprio dovere principale, ma trascurano il proprio dovere sociale. Se trascurano il proprio dovere principale, quando la società è in una situazione di calamità, non stanno forse commettendo un crimine sociale? No, perché a volte i doveri minori diventano i principali compiti e sostituiscono i doveri principali solo momentaneamente.

Un livello di conoscenza adeguato, da parte degli insegnanti, sarà di grande aiuto nella rimozione dei dogmi dall’ordine umano, afflitto da questi. L’ordine sociale ha dei difetti ed è in uno stato asimmetrico. E’ di primaria importanza rimetterlo nuovamente in carreggiata. Tutto il resto dovrebbe venire di conseguenza.

P.R. Sarkar
3 gennaio 1989, Anandanagar (India)

Lo stato dell’economia globale. Recensione libro di R. Batra.

 Recensione del libro di Ravi Batra


“End Unemployment Now:  How to Eliminate Joblessness, Debt and Poverty”

 by Apek Mulay, Truthout, Op-Ed 

End_Unempl_Now_pIl crollo [economico-finanziario] iniziato nel 2007, è ora conosciuto come La Grande Recessione. Alcune persone, come il Premio Nobel e professore di economia alla Princeton University, Paul Krugman, lo definiscono depressione. Indipendentemente da ciò che lo si definisca, è chiaro per la maggior parte di noi che, anche dopo otto anni di immissione di carta-moneta ed enormi deficit di bilancio, l’economia globale è ancora stagnante. Secondo le ultime stime del governo, la crescita del PIL degli Stati Uniti, nel primo trimestre di quest’anno, è stata praticamente nulla.

Ora, uno dei migliori economisti americani, il professor Ravi Batra, spiega perché gli approcci economici convenzionali sono stati un clamoroso insuccesso e perché non sarebbero mai in grado di ripristinare le economie mondiali al livello del 2007.

In un nuovo libro, End Unemployment Now: How to Eliminate Joblessness, Debt and Poverty, Batra sostiene che fino a quando i salari reali non si mettono al passo con la produttività dei lavoratori, né la disoccupazione di lunga durata né la povertà spariranno dagli Stati Uniti o dalle altre nazioni. Il libro ha attirato insoliti apprezzamenti dalle migliori riviste di Recensioni. Kirkus Review lo definisce “un approccio innovativo”, Publishers Weekly parla della “saggezza delle idee di Batra”, Booklist vuole che i cittadini “chiamino i propri Membri del Congresso”, per sostenere le raccomandazioni dell’autore.

Ho indicato l’analisi economica di Batra anche nel mio recente libro dal titolo “Capitalismo di massa: un progetto per la ripresa economica”, e ho scoperto il crescente divario tra il salario reale e della produttività del lavoro nel campo dell’informatica statunitense e delle industrie elettroniche. Il motivo per cui questo divario è tanto importante per qualsiasi economia è che l’aumento della produttività aumenta la produzione o l’offerta di una nazione, e se il salario reale è stagnante, anche la domanda è stagnante. Con il calo della domanda rispetto all’offerta, vi è sovrapproduzione e, di conseguenza, disoccupazione o cassa integrazione. Così la prosperità potrà ritornare solo se il salario reale è allineato alla produttività, e questo, dice Batra, non è successo in nessuna parte del mondo. Per questa ragione, il mondo intero sta ancora affrontando grossi problemi.

Le nazioni hanno aumentato i disavanzi di bilancio e tagliato i tassi di interesse per  aumentare l’indebitamento dei consumatori. Ma queste misure non potranno mai essere sufficienti, perché la principale fonte della domanda sono i redditi e i salari delle persone e fino a quando questi non cresceranno abbastanza, tutte le altre misure saranno insufficienti. Questo è il motivo per cui la povertà in America è oggi la peggiore da oltre cinquanta anni a questa parte.

Secondo l’autore, la causa principale del divario salariale, in aumento, è il capitalismo di monopolio, a causa del quale molti settori sono dominati da imprese giganti che limitano la concorrenza. Quindi la soluzione alla povertà risiede nella creazione di un capitalismo concorrenziale o del libero mercato, che richiede la suddivisione delle imprese giganti in unità più piccole. Tuttavia, dal punto di vista politico, ciò è un compito impossibile (minoranza al Congresso USA. n.d.t). Così Batra offre diversi altri modi attraverso i quali il Presidente USA, può utilizzare le leggi esistenti per creare maggiore concorrenza tra le imprese giganti.

Attraverso grafici illustrativi e tabelle, Batra offre la prova concreta dell’impatto della concentrazione della ricchezza sull’aumento della povertà globale e mostra anche un modo per sradicarla riducendo al minimo il divario tra salari e produttività.

I politici “nulla-facenti” delle democrazie di oggi rendono impossibile la realizzazione di qualsiasi riforma significativa in economia. I rappresentanti eletti in genere soddisfano gli interessi delle élite e non quelli dei cittadini che li eleggono al potere. In un tale sistema come potrà esserci qualche possibilità di una libera economia di mercato?

Batra offre alcuni suggerimenti sul come utilizzare le leggi esistenti per generare concorrenza tra le imprese giganti. Presenta infatti un sacco di idee per generare concorrenza. Per me, l’idea più interessante è quella di creare una banca FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation). Secondo una legge approvata nel 1987, la FDIC può creare una “banca ponte” per qualsiasi banca in fallimento, e investire denaro in essa per renderla solvibile. Ma invece di venderla ad una grande banca, quale è stata la prassi finora, la FDIC deve nominare i propri dirigenti e dare loro il compito di creare maggiore concorrenza nel settore finanziario. In questo modo, il tasso di interesse sui saldi delle carte di credito può essere ridotto al solo il 5% rispetto alla media attuale del 15%.

Sembra troppo bello per essere vero, ma la legge per creare una banca ponte è stata approvata nel 1987, e può essere utilizzata per ridurre di molto la povertà nel paese. Se una persona povera paga solo il 5% invece degli attuali 15% – 30% sui saldi dei prestiti, la povertà crollerà immediatamente. Batra ha dimostrato che con gli oneri finanziari delle banche, al momento quasi zero, un interesse del 5% potrà ancora portare un adeguato profitto alla banca ponte.

Queste sono le idee esposte nel suo ultimo libro per le quali Batra, ha ricevuto, nelle recensioni, lodi entusiastiche.

Questo articolo è stato ristampato da Truthout con permesso o licenza dell’autore. Esso non può essere riprodotto in nessuna forma senza l’autorizzazione o la licenza dell’autore.

 


speakout

APEK MÛLÂY

Apek Mulay è un CEO della Mulay’s Consultancy Services. E’ analista senior, blogger, imprenditore e macroeconomista del settore statunitense dei semiconduttori. Ha completato il suo MSEE alla Texas Tech University, Lubbock ed è unico autore del brevetto “Surface Imaging with Materials Identified by Colors”. Ha lavorato come analista in un gruppo di sviluppo della tecnologia CMOS avanzata, di Jack Kilby Labs, Texas Instruments Inc. E’ registrato USCIS con residenza permanente, negli USA, sotto la categoria di cittadini stranieri per le loro straordinarie capacità nel campo della scienza e delle tecnologie senza aver perseguire un dottorato di ricerca in ingegneria . Collabora a pubblicazioni riconosciute quali Truthout, EBN,Semiwiki, electronics.ca publications, EDFAS Journal, PROUT Globe and Military & Aerospace Electronics Magazine. E’ autore del libro “Capitalismo Messa: un progetto per la ripresa economica”.

Mercoledì, 13 Maggio 2015

Traduzione: Tarcisio Bonotto


 Originale in lingua inglese 

 The State of the Global Economy – Apek Mulay

Festa della Primavera – Villa Buri – Verona

In collaborazione con Associazione Società Sostenibile, Movimento Decrescita Felice, Zeitgeist Italia, è stata organizzata una giornata di eventi con una prima conferenza di indagine:

“Benefici e danni del TTIP – Trattato  Transatlantico di Partenariato e Investimenti” tra USA e UE.- di Gabriele Pernechele

Pomeriggio:

“Presentazione di Zeitgeist Italia”

“Nuove prospettive per l’occupazione” a cura di Franco Bressanin

“Rigenerazione in Agricoltura” a cura di Francesco Badalini

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