Previsioni e Rivoluzioni: Conversazione con Ravi Batra su Tecnologia ed Economia

Previsioni e Rivoluzioni: Conversazione con Ravi Batra su Tecnologia ed Economia

di Apek Mulay, CEO, Mulay’s Consultancy Services
12/28/2016


Dr. Ravi Batra, professore di economia presso la Southern Methodist University di Dallas, è stato elogiato da molti organi di informazione per le sue inquietanti previsioni degli scenari socio-economici. Ha iniziato a far previsioni nel 1978, con un libro intitolato “La caduta del capitalismo e del comunismo”, nel quale ha predetto la caduta del comunismo sovietico entro la fine del secolo, e la fine del capitalismo monopolistico intorno al 2010.


Nessuno ha preso il libro sul serio fino a quando non è crollato il muro di Berlino, nel 1989, e l’Unione Sovietica si è disintegrata subito dopo. E’ stata così sorprendente e veloce la caduta dell’impero russo che l’Italia ha assegnato al Dr. Batra una medaglia del Senato italiano per la sue accurate previsioni. Ha aggiornato il suo libro nel 2006, con un’altra opera intitolata “The New Golden Age: The Coming Revolution in political corruption and economic caos.

Le previsioni descritte in questo libro sono mozzafiato, simili a quelle inserite nei suoi precedenti lavori. Anche in questo caso, prevedeva una serie di rivoluzioni a partire dal 2009 fino al 2019 e come per i suoi precedenti lavori, anche questo è un misto di storia e di economia.

Prof. Ravi Batra, Southern Methodist University, Dallas, Texas (USA)

Batra ha predetto una grande recessione a partire dal 2008, scaturita da un forte aumento della concentrazione di ricchezza e l’aumento del prezzo del petrolio, che ricorderete è arrivato a 147 dollari al barile. Ha anche previsto il crollo del prezzo del petrolio dopo il 2011. Per quanto riguarda la politica, ha previsto una rivoluzione nel 2009 e poi di nuovo nel 2016.

Dal momento che molte delle sue previsioni sono state accurate, ho raggiunto con il Dr. Batra poco prima di Natale e l’ho intervistato sulle sue previsioni, concentrandomi sul ruolo della tecnologia nel campo dell’economia e della storia. Egli è stato così gentile da passare qualche ora a dialogare con me e poi ha inviato risposte scritte alle mie domande, spiegando come e perché è riuscito a vedere ciò che nessun altro ha potuto intravvedere. Ecco un resoconto di quell’intervista.

Mulay: Grazie Dr. Batra per aver accettato di spiegare la natura del suo lavoro. La mia prima domanda riguarda il ruolo della tecnologia all’interno della sua analisi economica e storica. Ho sentito dire da molti economisti che una buona dose di disoccupazione americana deriva dall’uso di nuove tecnologie che rendono il lavoro ridondante. Cosa ne pensa?

Batra: Vorrei iniziare ringraziandola per l’offerta di mandare in onda le mie opinioni. Gli economisti moderni hanno una visione miope della tecnologia, perché non sono riusciti a guardare all’andamento della storia. Le nuove invenzioni non sono una novità; sono state realizzate fin dalla nascita della Repubblica americana. Prima c’erano le carrozze trainate dai cavalli, poi sono arrivate le ferrovie, poi le automobili, e ora aerei, computer, telefoni cellulari, robotica e così via. La lista delle nuove invenzioni è infinita. Tuttavia, per gran parte della storia degli Stati Uniti c’è stata piena occupazione. Quindi la nuova tecnologia non è causa della disoccupazione, almeno da un studio della storia.

Mulay: Ma dovrebbe concordare che l’uso del computer, ecc. ha nettamente aumentato la produttività del lavoro che in effetti ha portato ad una certa disoccupazione.

Batra: “Lasciate che vi dica perché la tecnologia non è qui la colpevole, ma è la politica del governo ad essere in difetto. Vedete, ci sono due tipi di tecnologie: sostitutrici di lavoro e creatrici di lavoro. I computer infatti hanno sostituito il lavoro, ma la produzione di questi computer ha creato nuovi posti di lavoro e più redditizi. In passato, abbiamo avuto il commercio con l’estero, ma non  l’outsourcing, l’esternalizzazione della produzione che gli economisti di oggi credono che operi allo stesso modo del commercio estero. Questo, tuttavia, è sbagliato e ha distrutto gli effetti positivi della nuova tecnologia.

Da un lato, le nuove invenzioni hanno reso il lavoro ridondante ma, dall’altra, generano nuovi prodotti. In passato, quando a causa delle innovazioni il lavoro è diventato ridondante, i lavoratori eccedenti hanno trovato posti di lavoro ben pagati nelle industrie che hanno fabbricato i nuovi prodotti. Oggi le nuove invenzioni si realizzano ancora nei laboratori delle università come il MIT, ma i nuovi prodotti sono prodotti all’estero a causa dell’esternalizzazione della produzione. Apple ha scoperto un prodotto meraviglioso come lo smartphone, ma la sua produzione avviene in Cina. Perciò al giorno d’oggi, le nuove tecnologie cancellano il lavoro in America e creano posti di lavoro in altri paesi. Così, la colpa non è della tecnologia, ma della politica del governo che permette l’esternalizzazione.

Mulay: Così abbiamo avuto piena occupazione per gran parte della nostra storia, mentre il nostro tenore di vita ha continuato a aumentare, perché i nuovi prodotti sono stati costruiti negli Stati Uniti, e hanno aumentato pure la nostra produttività.

Batra: Sì, ha capito bene.

Mulay: Ma l’esternalizzazione della produzione da sola non può generare tutta la disoccupazione che abbiamo ancora. Il nostro dipartimento del lavoro ci dice che se contiamo i lavoratori disoccupati e part-time a lungo termine che vogliono lavorare a tempo pieno, allora il tasso di disoccupazione va oltre il 9%. Inoltre oggi in America, vi è un’enorme povertà.

Batra: Anche in questo caso la mia risposta è la stessa. Gli economisti moderni semplicemente non conoscono l’economia. Infatti con l’aumento di 18 trilioni di dollari di debito federale dal 1981, potremmo pensare che sia la disoccupazione, sia la povertà fossero già scomparse completamente. Il 1972 è un anno importante nella storia americana, quando il salario reale ha raggiunto il picco massimo e da allora è stato via, via ridotto. Questo è anche l’anno in cui gli economisti hanno cominciato ad adottare il finanziamento in deficit per curare qualsiasi problema economico. Quando il prezzo del petrolio è salito alle stelle nel 1973, il governo ha aumentato il deficit di bilancio per combattere la disoccupazione in aumento, mentre la Federal Reserve (Fed) ha doverosamente stampato più soldi per finanziare un deficit in rapido aumento. Questo è il ‘finanziamento del disavanzo’. Nel 1979 l’inflazione è stata così pesante che è salita la disoccupazione; poi la Fed ha ridotto il flusso di denaro per portare l’inflazione sotto controllo. Questo passo  ha reso la disoccupazione ancora peggiore e nel 1981 abbiamo avuto una mega recessione, simile a quella del 2007. Il mio punto è che gli economisti non credono più nel libero mercato; così continuiamo a saltellare da una crisi all’altra e in questo processo la povertà continua d aumentare.

Mulay: Penso che lei sia sulla strada giusta. I recenti deficit di bilancio sono stati i più alti dal 2008 e la Fed ha continuato a stampare denaro. Ho sentito parlare di ‘Elicottero Ben’, poichè Ben Bernanke è stato il presidente della Fed quando ci ha colpito la grande recessione, e si dice che Bernanke abbia stampato moneta a volontà per combattere la disoccupazione.

Batra: Ho sentito parlare anche di questo, ma penso sia uno scherzo. Il settore privato è il principale creatore lavoro, e se questo settore continua a non funzionare correttamente, i soldi del governo diventano solo un cerotto e problemi aumentano.

Mulay: Allora qual’è la vera causa della povertà e della disoccupazione?

Batra: La vera causa è l’aumento del divario tra il salario reale e la produttività. Se la produttività aumenta più velocemente dei salari, sia la disoccupazione sia la povertà salgono; è solamente una questione di domanda e offerta. La produttività è la principale fonte di produzione o di offerta e i salari reali sono la principale fonte di domanda. Se la produttività aumenta più velocemente del salario reale, l’offerta aumenta più rapidamente della domanda, si verifica la sovrapproduzione, che a sua volta si traduce in licenziamenti e povertà. Abbiamo bisogno di vietare l’esportazione di nuova tecnologia, che aumentano la produttività, ma la loro esportazione attraverso l’esternalizzazione non crea posti di lavoro in America. Quindi questo è un doppio smacco. Mentre la produttività aumenta il salario reale può effettivamente scendere, come è avvenuto dal 1973.

Mulay: Cosa pensa di Mr. Trump, il presidente eletto e delle sue politiche. Sembra che sia contro l’esternalizzazione del lavoro che ha appena descritto.

Batra: Mr. Trump sta certamente facendo la cosa giusta in questa materia. Tuttavia, ha anche intenzione di aumentare bruscamente il deficit di bilancio, che farà male alla nazione allo stesso modo in cui ciò è stato deleterio fin dal 1973. A proposito nel libro “The New Golden Age” [La nuova età dell’Oro], a pagina 174, avevo previsto l’arrivo di una personalità come il signor Trump, per sconfiggere il dominio del denaro in politica, almeno nella politica presidenziale.

Mulay: Che cosa? Ho letto quel libro e so che ha predetto delle rivoluzioni in America per il 2009 e il 2016. Questo libro è stato scritto nel 2006; come si possono fare profezie, da far tremare la terra, dieci anni prima?

Batra: Obama è diventato presidente nel 2009 e Mr. Trump è stato eletto nel 2016. Avevo scelto questi anni come anni di rivoluzioni sociali. Dal momento che prevedevo l’inizio di una grande recessione nel 2007, è stato facile prevedere le sue conseguenze politiche, perché in ogni elezione una cattiva economia significa una perdita per l’inquilino della Casa Bianca. Obama non ha perso, ma hanno perso i suoi protetti.

Mulay: Ma i presidenti cambiano ogni quattro o otto anni, mentre le rivoluzioni si verificano una volta in un secolo. Come ha fatto a capire che i cambiamenti presidenziali in arrivo sarebbero stati delle rivoluzioni?

Batra: Beh, questa non è la prima volta in cui avevo previsto delle rivoluzioni. L’ho fatto nel mio lavoro del 1978, con la caduta dell’Unione Sovietica e nel 1980 con la sostituzione dello Scià di Persia con l’ayatollah. E ‘possibile prevedere rivoluzioni esaminando i cicli storici che ho descritto nei miei libri.

Mulay: Così ha anche previsto l’arrivo degli ayatollah in Iran. In ogni caso, ciò che il signor Trump ha fatto ci ha stupiti e sembra davvero una rivoluzione. Anche Obama ha fatto la stessa cosa?

Batra: Sì, certo. In primo luogo, entrambi avevano un messaggio anti-establishment che si è concentrato sulla classe media in decadenza. Poi Obama ha fatto quello che nessuno ha realizzato in 5000 anni di storia documentata. A mia conoscenza, è il primo uomo di colore a capo di una nazione che probabilmente era, e forse è, la più ricca e militarmente la più potente. Niente come questo è  mai successo in qualsiasi altro luogo sulla terra.

Mulay: Che cosa prevede ora?

Batra: Penso che la presidenza di Mr. Trump sia come quella del signor Reagan – due anni cattivi seguiti da diffusa prosperità. Il 2017 potrebbe aprirsi come un brutto sogno derivante da una cattiva gestione dell’economia sin dal 1981. Mentre il signor Trump ha una buona politica in materia di commercio internazionale, le sue altre idee ci ricordano il sistema di finanziamento in deficit, che per me può creare sia problemi interni che per il mondo intero.

Mulay: Qual è allora la cosa giusta da fare?

Batra: La nazione, anzi il mondo, ha bisogno delle riforme di libero mercato che ho descritto in dettaglio nel mio nuovo libro End Unemployment Now: How to Eliminate Joblessness, Debt and Poverty Despite Congress”. [Stop disoccupazione ora: come eliminare la disoccupazione, il debito e la povertà nonostante il Congresso- McMillan]

Mulay: Avete inviato questo libro al presidente Trump?

Batra: L’ho spedito alla responsabile della sua campagna elettorale.

Mulay: Qual è stata la sua risposta?

Batra: Per ora nulla.

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Traduzione: Tarcisio Bonotto
Dal sito: http://www.ebnonline.com/author.asp?section_id=3315&doc_id=282269&

Fine articolo

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