{"id":51,"date":"2014-09-23T08:26:38","date_gmt":"2014-09-23T08:26:38","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?page_id=51"},"modified":"2020-03-08T12:12:47","modified_gmt":"2020-03-08T11:12:47","slug":"ambiente","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/irprout.it\/?page_id=51","title":{"rendered":"PROUT E AMBIENTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 28pt; background-color: #808000; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;prout e ambiente <span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00; font-size: 28pt;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2636 alignright lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ALBERO.jpg\" alt=\"ALBERO\" width=\"308\" height=\"324\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 308px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 308\/324;\"><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff9900; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;di<\/span> Ravi Batra, Economista e Proutista&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Vediamo ora cosa abbia da aggiungere, al dibattito ambientalista ancora in corso, la teoria socio-economica Prout, un dibattito destinato a crescere in futuro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 16pt; background-color: #99cc00; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il nostro ambiente, in tutto il mondo, \u00e8 cos\u00ec profondamente contaminato, che ogni teoria relativa al benessere sociale, dovr\u00e0 affrontare questa crisi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Il Prout condivide molte idee emerse nel dibattito ambientalista, ma si differenzia per le varie soluzioni.<\/strong> Il concetto di progresso&nbsp; di Sarkar identifica con certezza la cause basilari della degradazione ambientale. Quattro anni fa Commoner identificava nell\u2019avanzamento tecnologico la maggior causa di inquinamento. Sarkar sostiene la necessit\u00e0 di un equilibrato utilizzo delle risorse materiali e non materiali. La sua idea di progresso porta con s\u00e9 le seguenti implicazioni per un cambiamento scientifico e tecnologico:<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #808000; font-size: 18pt;\"><strong>&nbsp;1.&nbsp;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong style=\"line-height: 1.4em;\">Nella visione di Sarkar, ogni scoperta scientifica o avanzamento tecnologico, che sembra rendere la vita pi\u00f9 facile, deve<img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-533 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/RBatra2.jpg\" alt=\"RBatra2\" width=\"150\" height=\"194\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 150px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 150\/194;\"> per forza provocare dannose emissioni e rendere la vita pi\u00f9 difficoltosa, nella stessa misura<\/strong><span style=\"line-height: 1.4em;\">. I cambiamenti tecnologici sono stati classificati dagli economisti in tre categorie: ad alta intensit\u00e0 di capitale, alta intensit\u00e0 di manodopera e una via di mezzo tra le due. Normalmente \u00e8 la tecnologia, ad alta intensit\u00e0 di capitale, che sembra rendere la vita pi\u00f9 facile poich\u00e9 il lavoro tedioso, manuale e ripetitivo pu\u00f2 essere ora meccanizzato. Ma le macchine usano energia e la produzione di energia inquina l\u2019ambiente. Perci\u00f2 l\u2019uso delle macchine, porta ad un aumento dell\u2019inquinamento. Nel caso in cui il rapporto macchina-lavoro rimanesse stabile o scendesse, i cambiamenti nella tecnologia non aumenterebbero i danni all\u2019ambiente. Questo tipo di avanzamento tecnologico generalmente non \u00e8 associato a scoperte scientifiche. E\u2019 in genere il risultato di un miglioramento gestionale, o un aumento della divisione del lavoro, ma non dipende da nuove invenzioni o nuove strumentazioni. Possiamo perci\u00f2 concludere che solo i cambiamenti tecnologici ad alta intensit\u00e0 di capitale danneggino l\u2019ambiente. Le tecnologie ad alta intensit\u00e0 di manodopera o neutrali non lo danneggiano.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000; background-color: #99cc00; font-size: 16pt;\">Per qualunque tipo di industrializzazione si sia realizzata negli ultimi 200 anni, i cambiamenti tecnologici sono sempre stati ad alta intensit\u00e0 di capitale, e non ci si dovrebbe perci\u00f2 meravigliare se gli effetti accumulatisi, dall\u2019utilizzo delle passate invenzioni, abbiano causato un inquinamento senza precedenti.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #808000; font-size: 18pt;\"><strong>&nbsp;2.&nbsp;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>La definizione del concetto di progresso di Sarkar, \u00e8 precisa e chiara.<\/strong> Essa implica che <strong>qualsiasi scoperta scientifica, incluse anche quelle per il controllo dell\u2019inquinamento, creer\u00e0 deleteri effetti collaterali<\/strong>, ci\u00f2 che <em>Mishan<\/em> chiama &#8216;disamenit\u00e0&#8217;. Le tecnologie per il controllo dell\u2019inquinamento generano emissioni nocive esse stesse. Qui sta la gravit\u00e0 dei problemi ambientali. Non dovrebbero essere presi alla leggera, specialmente nei paesi dove hanno gi\u00e0 iniziato a danneggiare la salute e l\u2019efficienza produttiva. Negli Stati Uniti, su pressione governativa, sono stati installati in molte aziende dei filtri anti-inquinamento. Queste attrezzature, nulla da dire, eliminano il 99,8% del particolato che verrebbe rilasciato nell\u2019aria. Ma oggi gli scienziati ci dicono che questi stessi filtri generano inquinamento. Rilasciano particelle minutissime, invisibili, elettricamente cariche che possono influenzate la piovosit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\">Chi afferma che il degrado ambientale, nei paesi industrializzati, pu\u00f2 essere risolto dalla tassazione penalizzante che influenzer\u00e0 il meccanismo del mercato, sbaglia di grosso. Ci vorr\u00e0 un monumentale investimento nazionale, se non internazionale, per correggere effetti dannosi accumulatesi in decine di anni di incontrollato uso, in tutto il mondo, di tecnologie ad alta intensit\u00e0 di capitale.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #808000; font-size: 18pt;\"><strong>&nbsp;3.&nbsp;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Poich\u00e9 ogni tecnologia ad alta intensit\u00e0 di capitale, provoca emissioni dannose, non pu\u00f2 essere lasciata nelle mani dei produttori privati,<\/strong> perch\u00e9 essi si preoccupano solo dei benefici effetti dei propri profitti, lasciando&nbsp;gli insalubri effetti collaterali sul resto della societ\u00e0. La ricerca scientifica perci\u00f2 dovr\u00e0 essere gestita dal settore pubblico. I privati possono essere implicati nella ricerca, ma <strong>nessuna invenzione potr\u00e0 essere tradotta in tecnologia industriale senza l\u2019approvazione del governo che dovr\u00e0 determinare quali potranno essere, a lunga scadenza, i possibili effetti collaterali<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #808000; font-size: 18pt;\"><strong>&nbsp;4.&nbsp;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Il quarto principio del Prout sostiene la necessit\u00e0 di un equilibrio nell\u2019utilizzo delle risorse dell\u2019universo in modo tale da minimizzare l\u2019inquinamento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Barry-Commoner.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-712 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Barry-Commoner.jpg\" alt=\"Barry-Commoner\" width=\"190\" height=\"189\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Barry-Commoner.jpg 225w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Barry-Commoner-150x150.jpg 150w\" data-sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 190px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 190\/189;\" \/><\/a>Il degrado ambientale pu\u00f2 essere definito squilibrio nell\u2019utilizzo delle risorse materiali per l\u2019uso, di ci\u00f2 che <em>Commoner<\/em> definisce, tecnologia non ecologica. Non c\u2019\u00e8 dubbio che un tale squilibrio oggi esista nel mondo. Perci\u00f2 il Prout incita ad uno sforzo internazionale per la pulizia dell\u2019ambiente. Come potr\u00e0 essere realizzata? La pulizia ambientale non \u00e8 un compito semplice. Qui il Prout \u00e8 d\u2019accordo con Commoner sulla necessit\u00e0 di nuove tecnologie. E\u2019 vero che le nuove invenzioni generano emissioni dannose, e allora le nuove tecnologie dovranno essere progettate per eliminare sia l\u2019inquinamento precedente sia quello nuovo. Tali tecnologie sono nelle nostre possibilit\u00e0. Diamante taglia diamante. Che tecnologia tagli tecnologia. <em>(Barry Commoner (May 28, 1917 \u2013 September 30, 2012)<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Coloro che invocano limiti allo sviluppo e alla crescita della popolazione hanno pure torto. Nell\u2019ottica del Prout, la crescita della popolazione \u00e8 solo un problema marginale che nasce principalmente dalla disparit\u00e0 nella distribuzione dei redditi tra i diversi paesi.<\/strong> La popolazione non \u00e8 non \u00e8 mai stata un problema di largo impatto. Il problema, \u00e8 invece, un inadeguato utilizzo delle risorse. <em>Maltus<\/em> non pot\u00e8 prevedere gli sviluppi tecnologici che si sono verificati dal tempo della sua profezia della fine del mondo. Oggi gli stessi sostenitori della fine del mondo non sono in grado di vedere oltre i limiti di questo pianeta. Il loro concetto di risorse \u00e8 limitato al nostro pianeta e lo storico viaggio sulla luna di alcuni americani possono dimostrarne la miopia.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #808000;\">&nbsp;Limiti delle risorse materiali&nbsp;<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Secondo il Prout i limiti ultimi delle risorse materiali sono tracciati dall\u2019universo, non solo dalla nostra piccola Terra.<\/strong> Possibilmente se la terra non sar\u00e0 pi\u00f9 un pianeta ospitale per i suoi abitanti, gli esseri umani potranno migrare su altri pianeti e creare nuove civilt\u00e0. L\u2019america era sconosciuta a gran parte del mondo fino al 1492. Ma questo non signific\u00f2 che sarebbe stata rimasta sconosciuta per sempre. Oggi sembra non ci sia vita su altri pianeti o siano inaccessibili, ma questa \u00e8 la sfida che gli esseri umani, hanno sempre incontrato, anche in passato, nel loro incedere. L\u2019intelletto umano ha creato le crisi ambientali, l\u2019intelletto umano le eliminer\u00e0. Non avr\u00e0 nessuna importanza se la popolazione crescer\u00e0 ad un tasso elevato o meno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>In realt\u00e0 \u00e8 impossibile controllare la popolazione su scala mondiale.<\/strong> Una nazione o pi\u00f9 nazioni possono controllare la propria popolazione, ma non tutti i paesi. Questo avviene grazie alla legge dell\u2019evoluzione dove la materia deve trovare espressione nella vita. La popolazione continuer\u00e0 a crescere. Sar\u00e0 decimata momentaneamente dalle guerre, carestie e altre catastrofi e anche dalla pianificazione familiare. Ma non pu\u00f2 rimanere sotto controllo per sempre. <strong>Tutti gli sforzi perci\u00f2 di controllare la popolazione saranno destinati a fallire e questo \u00e8 pi\u00f9 evidente oggi di ieri. La crescita della popolazione \u00e8 in qualche modo una benedizione.<\/strong> Senza una grossa popolazione le nuove tecnologie non avrebbero mai potuto essere operative. Nessuno pu\u00f2 incolpare la scienza, per quanti errori essa abbia fatto, per l\u2019aumentata capacit\u00e0 di approvvigionamento nel campo alimentare, nel passato insicura e dipendente dalle condizioni naturali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Allo stesso tempo con problemi di approvvigionamento di una vasta popolazione, non si sarebbero allargati gli orizzonti mentali come lo sono oggi.<\/strong> Nel passato la minore popolazione era organizzata in villaggi. Con il suo aumento si sono create le citt\u00e0 stato, le province e infine le nazioni. Perci\u00f2 l\u2019aumento della popolazione ha espanso i contatti umani dalla citt\u00e0 alle nazioni. La mente umana e le istituzioni, qualunque siano le loro contraddizioni, sono diventate lentamente pi\u00f9 lungimiranti e ampie. <strong>La crescita della popolazione, in altre parole, non \u00e8 necessariamente sempre deleteria.<\/strong> In India la gente tende a scaricare tutti i loro problemi sull\u2019eccessiva crescita della popolazione. Ci\u00f2 serve solamente a nascondere il vero problema della povert\u00e0 del paese. Il Giappone ha una popolazione maggiore e minori risorse per chilometro quadrato dell\u2019india. Ciononostante il Giappone negli ultimi quarant\u2019anni ha creato un miracolo economico. L\u2019Europa, anch\u2019essa densamente popolata, \u00e8 comunque pi\u00f9 ricca dell\u2019India.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #808000;\">La popolazione \u00e8 raramente causa della povert\u00e0. La corruzione e le deficitarie politiche economiche creano pi\u00f9 fame e sfollati, del numero di abitanti che insistono sul territorio.<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"> In ogni caso la povert\u00e0 stessa \u00e8 la causa di un alto tasso di crescita della popolazione, che diminuir\u00e0 se il paese prospera attraverso delle politiche economiche adeguate.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\">Per concludere la nostra discussione,<strong> il Prout incoraggia le scoperte scientifiche, ma devono essere tali da poter controllare i propri effetti dannosi.<\/strong> Innanzitutto, dovr\u00e0 essere riconosciuto, che ogni avanzamento scientifico porta con s\u00e9 degli effetti collaterali dannosi. I numeri dell\u2019attuale popolazione mondiale sono solo un inconveniente marginale. <strong>Il problema maggiore nasce dall\u2019uso inefficiente delle risorse mondiali.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Si potrebbe obiettare sulla bont\u00e0 della crescita economica continua di alcune economie sviluppate, non perch\u00e9 ci siano limiti alla crescita ma perch\u00e9 ci\u00f2 ha generato materialismo, egoismo e criminalit\u00e0. Riguardo ai paesi in via di sviluppo, \u00e8 necessario un alto tasso di crescita per risolvere il problema della sopravvivenza della popolazione. <\/span><span style=\"color: #808000;\"><strong>Questo \u00e8 il tema di discussione della proposta economica della teoria Prout.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993366; background-color: #e6e6e6;\"><strong>&nbsp;<span style=\"color: #808000;\">Bibliografia<\/span>&nbsp;<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Salassa, B., e T. Bernard<\/strong>, \u201c<em>Growth performance of Eastern Economics and Comparable Western European Economics<\/em>\u201d in J. Vanek (ed) <em>Self Management: Economic Liberation of Man<\/em>, Penguin Books, Baltimore, 1975<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Batra, R. N<\/strong>., <em>The Downfall of capitalism and Communism: a New Interpretation of History<\/em>, Macmillan Company, London and Dheli, 1978<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\">_________, \u201c<em>Technological change in the Soviet Collective Farm<\/em>\u201d, American Economic Review, 1974<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Commoner, B.,<\/strong>&nbsp;&#8220;<em>The Closing Circle&#8221;,<\/em> London, 1963.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Sarkar, P. R<\/strong>., &#8220;<em>Prout in a Nutshell I-XIII&#8221;<\/em>, Orient Press, Calcutta, 1988<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Domar, E. D.,<\/strong>&nbsp;&#8220;<em>The Soviet Collective Farm as a producer Cooperative&#8221;<\/em>, American Economic Review, 1966<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Ehrick, P., and A.,<\/strong> <em>Population, Resources, Enviroment<\/em>, W.H. Freeman, San Francisco, 1972<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Meadows, D., et al<\/strong>., <em>The Limits of Growth<\/em>, Earth Island, New York, 1972<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Mishan, E.,<\/strong>&nbsp;<em>&#8220;The Cost of Economic growth&#8221;<\/em>, Palica, Harmondsworth, 1967<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Sarkar, P. R.,<\/strong> <em>\u201cProblems of the Day\u201d<\/em>, Ananda Marga Publication, Calcutta 1959<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vanek, J.D.,<\/strong> \u201c<em>The Genaral Theory of Labor-Managed-Market Economies<\/em>\u201d, Comel University Press, Ithaca, 1971<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\">_________, \u201c<em>The Subsistence Income, Effort and Developmental Potential of Labour Management and other Economic Systems<\/em>\u201d in J. vanek (ed) <em>Self Management: Economic Liberation of Man<\/em>, Penguin Books, Baltimore, 1975<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Ward, B.,<\/strong>&nbsp;&#8220;<em>The socialist Economy:<\/em> <em>A study of Organisational Alternatives&#8221;<\/em>, Random House, New York, 1967<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<hr>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Alcuni articoli sulla questione ambientale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\">&nbsp;<a href=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Ecologia-Proutista-e-Sviluppo-Economico.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ecologia Proutista e Sviluppo Economico &#8211; Ravi Batra<\/a>&nbsp;<\/span>&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #ffffff; font-size: 37px; background-color: #cf0000;\"><strong><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00; font-size: 28pt;\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;prout e ambiente &nbsp;di Ravi Batra, Economista e Proutista&nbsp; Vediamo ora cosa abbia da aggiungere, al dibattito ambientalista ancora in corso, la teoria socio-economica Prout, un dibattito destinato a crescere in futuro. 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