{"id":5446,"date":"2020-03-28T14:24:44","date_gmt":"2020-03-28T13:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?page_id=5446"},"modified":"2020-03-31T14:05:35","modified_gmt":"2020-03-31T13:05:35","slug":"5446-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/irprout.it\/?page_id=5446","title":{"rendered":"La singolare esperienza dell\u2019Istituto Prout Italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La singolare esperienza dell\u2019Istituto Prout Italiano&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:left|color:%234c4c4c&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Anton%3Aregular|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585658947684{padding-top: 10px !important;padding-right: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 10px !important;background-color: #f4e297 !important;}&#8221;]Dalla <strong>Tesi di Laurea di Erika Scossa &#8211; Universit\u00e0 Luiss Guido Carli&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Nanum Gothic', sans-serif; font-size: 14pt; color: #800000;\"><strong>Il dibattito economico post crisi e il caso della rethinking economics<br \/>\n<\/strong><\/span>Scossa, Erika&nbsp;(A.A. 2015\/2016)&nbsp;<em>Il dibattito economico post crisi e il caso della rethinking economics.<\/em>&nbsp;Tesi di Laurea in&nbsp;<a href=\"http:\/\/tesi.luiss.it\/view\/chair\/Storia_del_pensiero_economico.html\">Storia del pensiero economico<\/a>, LUISS Guido Carli, relatore&nbsp;Giuseppe Di Taranto, pp. 63. [Tesi di Laurea triennale]<\/p>\n<p><em>Gli errori del pensiero liberista: dai mutui subprime alla crisi dei debiti sovrani europei. Alla ricerca di un nuovo paradigma. Il progetto del rethinking economics.<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585402164223{margin-top: -20px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_masonry_media_grid element_width=&#8221;12&#8243; grid_id=&#8221;vc_gid:1585659684861-5f156177-26ff-1&#8243; include=&#8221;5453&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585659556610{border-top-width: 8px !important;border-right-width: 8px !important;border-bottom-width: 8px !important;border-left-width: 8px !important;border-left-color: #d8c088 !important;border-left-style: solid !important;border-right-color: #d8c088 !important;border-right-style: solid !important;border-top-color: #d8c088 !important;border-top-style: solid !important;border-bottom-color: #d8c088 !important;border-bottom-style: solid !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<span style=\"color: #800000; font-size: 20pt;\"><strong>2.3 La singolare esperienza dell\u2019Istituto Prout Italiano<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 16pt; font-family: 'Roboto Condensed', sans-serif;\">L\u2019esperienza dell\u2019Istituto Prout rappresenta sicuramente un caso molto curioso e forse unico nel suo genere ma che, tuttavia, merita di essere trattato a dimostrazione della sentita necessit\u00e0 di novit\u00e0 all\u2019interno delle teorie economiche a causa della forte delusione nutrita verso il mainstream vigente.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585659915472{border-bottom-width: 20px !important;padding-top: 10px !important;padding-right: 15px !important;padding-left: 15px !important;background-color: #eaeaea !important;}&#8221;]<span style=\"font-size: 14pt; font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\">Sul <strong>sito web dell\u2019Istituto Prout<\/strong>, nella sezione dedicata a \u201cProgresso e Risorse\u201d, si legge cos\u00ec: \u201cPer la precisione, il Prout non \u00e8 una teoria esoterica, ma un insieme di principi guida per l\u2019amministrazione della societ\u00e0, nei suoi diversi campi. Si pu\u00f2 definire una teoria pratica, perch\u00e9 non poggia su concetti eleganti e astratti, ma su ci\u00f2 che in realt\u00e0 pu\u00f2 funzionare e generare il massimo benessere per la popolazione. E\u2019 un\u2019idea che rivaleggia con il capitalismo e il comunismo. Sarkar, comunque, non la presenta come una reazione alla bancarotta intellettuale dei sistemi socio-economici odierni, quanto invece un paradigma universale e quindi valido per un lungo tempo a venire. Egli infatti vede il capitalismo e il comunismo come fasi transitorie nell\u2019ambito del \u201cciclo sociale\u201d<sup>1<\/sup>, occorso nelle diverse civilt\u00e0.\u201d<sup>2<\/sup><\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il Sarkar a cui si fa riferimento non \u00e8 altro che Prabhat Rainjana Sarkar, spiritualista, filosofo, storico ed economista indiano, infine autore del libro Prout Economics: proprio a lui si deve la creazione del movimento a partire dal 1967 e dello stesso termine Prout, che altro non \u00e8 se non un acronimo per \u201c(t) Teoria dell\u2019(u) Utilizzazione (Pro) Progressiva\u201d.<\/p>\n<p>Sin dalla fondazione della sua associazione socio-culturale PROUTIST UNIVERSAL nel 1969, il suo obiettivo \u00e8 stato quello di diffondere le soluzioni trovate in tutti i campi della societ\u00e0 per favorire l\u2019uguaglianza e lo sviluppo degli esseri umani armonicamente con la natura. Il termine Progressiva deriverebbe dal fatto che tale tipo di economia \u00e8 dinamica, perci\u00f2 pu\u00f2 adattarsi a qualsiasi situazione, paese e condizione economica, mentre sarebbe un\u2019Utilizzazione poich\u00e9 prevede che gli uomini utilizzino al massimo le proprie facolt\u00e0 pratiche e mentali: \u00e8 una sorta di \u201c<em>socialismo umanistico<\/em>\u201d come afferma lo stesso filosofo, poich\u00e9 ambisce alla felicit\u00e0 e al benessere indistinto di tutti.<\/p>\n<p>La filosofia alla base sarebbe rappresentata dal fatto che l\u2019uomo, per realizzare la propria esistenza, debba realizzarsi essenzialmente su tre piani: <strong>Esistenza, Espansione e Felicit\u00e0<\/strong>. La prima, l\u2019<strong>Esistenza<\/strong>, appare fondata su elementi basilari per la vita delle persone che vengono acquistati direttamente alla nascita e sono trattati anche nella Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948: tali sono gli Alimenti, il Vestiario, l\u2019Abitazione, le Cure Mediche e l\u2019Educazione.<br \/>\nAnche l\u2019<strong>Espansione della Conoscenza<\/strong> sarebbe fondamentale ed implicherebbe un miglioramento dei diritti di base, come ad esempio l\u2019ampliamento della libert\u00e0 personale o la presenza della letteratura e dell\u2019arte all\u2019interno dell\u2019Educazione. Infine, affinch\u00e9 si realizzi anche lo stato di Felicit\u00e0, ci sarebbe bisogno della sussistenza dei primi due fattori che, combinati insieme, potrebbero offrire un\u2019esperienza che il capitalismo non pu\u00f2 dare.<\/p>\n<p>Tale movimento comparve per la prima volta in Italia nel 1979 promuovendo seminari e dibattiti pubblici, mentre l\u2019IRP, \u201cl\u2019Istituto di Ricerca Prout\u201d, venne registrato nel 1999 con lo scopo di diffondere il pi\u00f9 possibile la scuola di pensiero tra la gente.<\/p>\n<p><strong>Tarcisio Bonotto<\/strong>, presidente proprio dell\u2019IRP, dice che \u201cSarkar afferma che lo sviluppo economico non \u00e8 in contraddizione con lo sviluppo delle potenzialit\u00e0 umane e la salvaguardia dell\u2019ambiente. Per raggiungere questi obiettivi propone la suddivisione del territorio in aree socio-economiche autosufficienti, contrariamente a quanto sostengono i fautori della globalizzazione economica attuale. La teoria economica Prout, dalla vasta portata sia filosofica che tecnica, propone una nuova visione dell\u2019evoluzione della storia.\u201d<sup>3<\/sup> Sarkar crede inoltre che ci sia bisogno anche di una trasformazione all\u2019interno della teoria economica, modificando la macroeconomia in economia generale, adibita allo studio proprio delle teorie economiche, e la microeconomia in economia commerciale, aggiungendo inoltre due nuove sezioni, cio\u00e8 l\u2019economia popolare, adibita al riconoscimento e alla salvaguardia dei fattori ritenuti essenziali per l\u2019Esistenza, e la psico-economia, che ambisce alla piena utilizzazione delle facolt\u00e0 umane, sia individuali sia collettive, per il miglioramento scientifico ed economico.<\/p>\n<p>In generale, la proposta del movimento sarebbe quella di ricreare un \u201csistema economico collettivo dove la propriet\u00e0 dei mezzi di produzione sia collettiva, in mano alle persone che lavorano e il potere politico in mano a persone morali e capaci\u201d<sup>4<\/sup> come spiega <strong>Franco Bressanin<\/strong>, co-fondatore dell\u2019IRP.<\/p>\n<p>Il sistema di cooperazione mira a diventare coordinato e non pi\u00f9 subordinato tramite la decentralizzazione economica (cio\u00e8 posta nelle mani dei lavoratori e decentrata nel territorio) &#8211; in modo tale da garantire i fattori per poter condurre un\u2019esistenza dignitosa a tutti ed aumentare il potere d\u2019acquisto &#8211; e a rimettere in moto il circolo virtuoso Produzione-Lavoro-Reddito-Consumi necessario proprio per ricominciare a produrre un reddito significativo.<\/p>\n<p>In particolare, il movimento proporrebbe sia una rivoluzione industriale sia una riforma agraria, che si osserveranno pi\u00f9 da vicino. Per quanto riguarda la prima, l\u2019obiettivo sarebbe creare una <strong>situazione tripolare<\/strong> in cui operino solamente tre tipi definiti di imprese: le <strong>Aziende Pubbliche, le Aziende Cooperative e le Aziende Private<\/strong>.<br \/>\n<strong>Le Aziende Pubbliche<\/strong> sarebbero adibite alla fornitura di gas, acqua, elettricit\u00e0 e alla produzione di materie prime a livello nazionale, senza registrare rigorosamente n\u00e9 perdite n\u00e9 profitti al fine di mantenere il mercato in equilibrio, mentre le <strong>Aziende Cooperative<\/strong> rappresenterebbero il mezzo attraverso cui la popolazione pu\u00f2 partecipare al potere economico. Esse produrrebbero e distribuirebbero i beni essenziali per la vita delle persone e il 51% delle loro quote apparterrebbe ai lavoratori che, in questo modo, potranno sempre controllare l\u2019operato dei manager e degli amministratori; al contrario le <strong>Aziende Private<\/strong> sarebbero solamente piccole o micro imprese decentrate nel territorio, in modo tale da poter essere sempre vicine alle materie prime ad esse utili, e la loro funzione sarebbe quella di produrre beni e servizi di lusso o non necessari.<\/p>\n<p>Similmente, anche la <strong>riforma agraria<\/strong> prevederebbe una <strong>gestione cooperativa dell\u2019agricoltura<\/strong>, prefiggendosi l\u2019obiettivo di tornare <strong>all\u2019autosufficienza agricola<\/strong>: \u201cSi propone perci\u00f2 la creazione di aree economicamente sostenibili unendo terreni anche non adiacenti, mantenendone la propriet\u00e0, da condividere in cooperazione. Nel sistema agricolo cooperativo [\u2026] si pu\u00f2 applicare anche la cosiddetta agricoltura integrata: produzione non solo estensiva, ma integrata con orticoltura, floricoltura, allevamento, piscicoltura, erbe officinali, sistemi di irrigazione, progetti di ricerca su fertilizzanti e sementi, utilizzando al meglio le potenzialit\u00e0 della terra e producendo un reddito pi\u00f9 sicuro per gli agricoltori. Le cooperative avranno la capacit\u00e0 di fare ricerca affrancandosi dai privati.\u201d<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che viene proposto \u00e8 ovviamente opposto rispetto alla globalizzazione e ai trattati europei a maggior ragione che la teoria aspira all\u2019<strong>autosufficienza dell\u2019Italia<\/strong> per la produzione dei beni strettamente necessari, puntando sull\u2019esportazione anzich\u00e9 sull\u2019importazione e a disconoscere i trattati WTO. Quello che traspare, sempre dalle parole di <strong>Franco Bressanin<\/strong>, \u00e8 che il sistema capitalistico viene rifiutato poich\u00e9 si \u00e8 reso artefice di <strong>cinque gravissimi fallimenti e il primo<\/strong> di tutti \u00e8 quello di aver mutato la natura dell\u2019uomo, la sua crescita e il suo sviluppo interiore. Infatti, quelli che dovrebbero essere i valori fondamentali della vita umana, quali la spiritualit\u00e0, l\u2019ambizione, la solidariet\u00e0, l\u2019arte e la cultura, passano invece in secondo piano rispetto all\u2019avidit\u00e0 e al denaro, perch\u00e9 il capitalismo sovverte la scala dei valori umani.<br \/>\n<strong>Il secondo fallimento<\/strong> \u00e8 diretta conseguenza del precedente e analizza il cambiamento della mentalit\u00e0 umana dopo essere stata contagiata dal desiderio smodato di ricchezza: ogni pensiero diventa puramente materialistico, l\u2019uso della forza fisica e mentale, regredendo allo stato di animali, viene legittimato per prevaricare sugli altri e appropriarsi dei loro averi. Non solo: <strong>la globalizzazione<\/strong>, nata inizialmente per porre rimedio ai problemi di povert\u00e0 e disuguaglianze, in realt\u00e0 non ha fatto altro che peggiorarli.<br \/>\n<strong>Il quarto fallimento<\/strong> \u00e8 che la globalizzazione ha fatto dimenticare la funzione fondamentale del denaro come mezzo di scambio per beni e servizi, in quanto la maggior parte delle risorse \u00e8 investita all\u2019interno della finanza, rappresentando una ricchezza fittizia e impoverendo di fatto la produzione di beni e servizi stessi.<br \/>\nInfine, <strong>l\u2019ultimo fallimento<\/strong> altro non \u00e8 che il neoliberismo stesso, in quanto \u201cnel contesto attuale di amoralit\u00e0, sfociando spesso nella illegalit\u00e0 o peggio nella criminalit\u00e0, non pu\u00f2 che essere distruttivo e degenerante.\u201d<\/p>\n<p>Secondo <strong>Bressanin<\/strong> \u201cil sistema capitalista fondato sul profitto indiscriminato ha portato la societ\u00e0 alla disintegrazione sociale ed economica. E la globalizzazione, come massima espressione del capitalismo a livello planetario, ha distrutto in ogni paese il tessuto produttivo, la coesione sociale e prodotto un oceano di debiti, sotto il cui peso la societ\u00e0 stenta a riprendere il suo normale corso. Ha favorito l\u2019indiscriminato accumulo di ricchezza in mano a poche persone, aumentando il divario tra ricchi e poveri. Allo stesso tempo \u00e8 diminuita la circolazione del denaro, creando recessione e alla fine depressione economica.\u201d<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Ma questo stato non potr\u00e0 durare per sempre, perch\u00e9 quando la situazione economica, sociale, ambientale diverr\u00e0 irreparabile, nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 vendere questa macchina come un successo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Note<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">(66) Per ciclo sociale si intende \u201cla teoria della ciclicit\u00e0 degli eventi e della dominazione sociale. Il ciclo sociale di Sarkar definisce quattro classi psicologiche presenti nella societ\u00e0, con le proprie regole, psicologia e aspettative. Esse a livello collettivo si alternano nel dominio della societ\u00e0.\u201d https:\/\/irprout.it\/?page_id=2333<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">(67) https:\/\/irprout.it\/?page_id=2333<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">(68) http:\/\/www.ilcambiamento.it\/crisi\/istitutoprout.html<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">(69) http:\/\/www.ilcambiamento.it\/crisi\/istitutoprout.html<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">(70) http:\/\/www.ilcambiamento.it\/crisi\/istitutoprout.html<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Per scaricare la tesi originale: <a href=\"http:\/\/tesi.luiss.it\/17319\/1\/175041_SCOSSA_ERIKA.pdf\">http:\/\/tesi.luiss.it\/17319\/1\/175041_SCOSSA_ERIKA.pdf<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;5454&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.ilcambiamento.it\/articoli\/istitutoprout&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #808080;\"><strong><br \/>\nSito elencato nella tesi di Erika Scossa<\/strong><\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;5457&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221; border_color=&#8221;chino&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<header class=\"entry-header\"><\/header>\n<div>\n<p><strong><span style=\"font-family: 'Nanum Gothic', sans-serif; font-size: 16pt;\"><a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/articoli\/istitutoprout\">L&#8217;Istituto Prout: &#8220;Ecco la nostra alternativa al capitalismo&#8221;<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><em>di&nbsp;Giovanni Fez&nbsp;22-01-2014<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"postDate\"><span style=\"font-family: 'Roboto Condensed', sans-serif; font-size: 12pt;\">Equit\u00e0, sostenibilit\u00e0, solidariet\u00e0. Scelte ovvie? Nient\u2019affatto. Basta guardare in che direzione sta andando il mondo. Ma c\u2019\u00e8 un sistema, che si propone come alternativo al capitalismo dominante, fondato, spiegano, proprio con l\u2019obiettivo di \u00abgarantire a tutti le minime necessit\u00e0 per l\u2019esistenza e favorire lo sviluppo equilibrato di ogni essere umano, dal punto di vista fisico, mentale e spirituale, in armonia con la natura\u00bb dicono dall\u2019Istituto italiano di Ricerca Prout.<\/span><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La singolare esperienza dell\u2019Istituto Prout Italiano&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:left|color:%234c4c4c&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Anton%3Aregular|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585658947684{padding-top: 10px !important;padding-right: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 10px !important;background-color: #f4e297 !important;}&#8221;]Dalla Tesi di Laurea di Erika Scossa &#8211; 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