{"id":619,"date":"2014-10-18T17:39:21","date_gmt":"2014-10-18T17:39:21","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?page_id=619"},"modified":"2015-03-07T18:21:25","modified_gmt":"2015-03-07T17:21:25","slug":"decentralizzazione-economica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/irprout.it\/?page_id=619","title":{"rendered":"DECENTRALIZZAZIONE ECONOMICA"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #ffffff; font-size: 28pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff6600;\">alcuni aspetti della decentralizzazione economica<\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\">Non si tratta di Decentralizzazione\u00a0dei poteri\u00a0dal livello centrale a quello locale, ma di distribuzione locale delle attivit\u00e0 economiche in base alla presenza di materie prime, personale e condizioni territoriali adeguate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: #cfcfcf;\"><em>\u00a0di Ac. Krtashivananda Avt.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-720 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/krtashivananda.jpg\" alt=\"krtashivananda\" width=\"121\" height=\"170\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 121px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 121\/170;\" \/>Per sradicare lo sfruttamento economico \u00e8 necessario un cambiamento strutturale socio economico e la decentralizzazione del potere economico. Si possono elencare tre forme di sfruttamento economico: politico-economico, socio-economico e psico-economico.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>Lo sfruttamento politico-economico viene attuato attraverso il diretto controllo del potere politico.<\/strong> <\/span>Questo accade nei paesi coloniali. Lo sfruttamento socio-economico continua attraverso il controllo indiretto della classe al potere e con la conseguente influenza delle attivit\u00e0 economiche del paese. I paesi del terzo mondo vengono obbligati a vendere materie prime ai paesi ricchi e ad acquistare prodotti finiti. In questo modo c&#8217;\u00e8 un doppio drenaggio dell&#8217;economia. Per aiutare la loro bilancia dei pagamenti i paesi ricchi concedono crediti, direttamente o attraverso la banca mondiale. La ragione principale \u00e8 di sostenere il mercato e di mantenere stabile l\u2019impiego nei paesi ricchi. Come risultato il debito dei paesi del terzo mondo ha raggiunto dimensioni tali da escludere qualsiasi possibilit\u00e0 di completa restituzione. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto perch\u00e9 i paesi ricchi non hanno mai aiutato quelli poveri a sostenere una qualsiasi crescita reale della loro economia. Si sono interessati soltanto allo sviluppo del mercato. Questa \u00e8 una forma di neo-colonialismo.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000; background-color: #99cc00;\"><strong>Lo sfruttamento psico-economico \u00e8 il pi\u00f9 sottile e pericoloso.<\/strong><\/span> Comincia con la soppressione psichica e continua con l&#8217;imposizione di lingua e cultura straniere. Anche i dogmi religiosi facilitano la soppressione psichica. Il risultato \u00e8 la creazione di una pseudo cultura che d\u00e0 vita ad una psicologia di sconfitta e ad un complesso di inferiorit\u00e0. Si apre cos\u00ec la strada allo sfruttamento economico. Prendiamo ad esempio i paesi africani: i paesi coloniali hanno imposto lingua, cultura e religione ed anche un sistema politico-economico non adatto alle condizioni locali. Nel giro di un secolo sono riusciti a rimpiazzare la lingua, la cultura e la religione indigeni ed a creare una psicologia di sconfitta. Nonostante le potenze coloniali abbiano ormai lasciato l&#8217;Africa e l&#8217;Asia, il danno psicologico che hanno lasciato \u00e8 tuttora enorme. Le attuali frontiere politiche dell&#8217;Africa non riflettono le realt\u00e0 socio economiche, ma soltanto i retaggi dello sfruttamento coloniale. Condizioni simili esistono in tutto il mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/tabella_reddito_popolazione.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-692 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/tabella_reddito_popolazione.jpg\" alt=\"tabella_reddito_popolazione\" width=\"450\" height=\"161\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/tabella_reddito_popolazione.jpg 450w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/tabella_reddito_popolazione-300x107.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 450px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 450\/161;\" \/><\/a><\/p>\n<h3><\/h3>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 16pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff6600;\"><strong>\u00a0Zone Socio-Economiche Autosufficienti\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Per creare una societ\u00e0 economicamente libera devono essere create delle zone socio-economiche autosufficienti. Queste zone dovrebbero formarsi sulla base di:<\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Affinit\u00e0 culturale<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Affinit\u00e0 etnica<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Affinit\u00e0 nelle potenzialit\u00e0 economiche per l&#8217;autosufficienza<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Affinit\u00e0 negli standard e nei problemi economici<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 gi\u00e0 stato detto che lo sviluppo economico dipende dalla psicologia sociale, dal modello educativo, dai legami sentimentali e dalle infrastrutture.<\/strong> Facciamo l&#8217;esempio della popolazione Ewe dell&#8217;Africa. Ha popolato il Ghana, il Togo e il Benin. Potrebbe essere riunita in un&#8217;unica zona socio-economica. Similmente il Biafra o l&#8217;Eritrea dovrebbero essere zone socio-economiche separate. Esempi simili si possono vedere anche in Europa, per esempio i Lapponi della Scandinavia, i Baschi della Spagna e della Francia, in India i Bhojpuri, Imagahi, ecc. L&#8217;intera Terra potrebbe essere divisa in circa 250 zone socio-economiche.<\/p>\n<p>Questa divisione in zone socio economiche, e non politiche, \u00e8 essenziale per uno sviluppo socio-economico equilibrato. Esse diventeranno le unit\u00e0 amministrative di base che potranno costituire in un prossimo futuro un governo mondiale. I confini delle varie zone si possono espandere sulla base di:<\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Fusione culturale<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Affinit\u00e0 economiche<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Buon sistema di comunicazione.<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #993300;\"><strong>Forte ed efficiente amministrazione.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: left; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\">Vale a dire le zone SE, una volta che giungono a medesimi standard di sviluppo si possono fondere in zone SE sempre pi\u00f9 grandi. L&#8217;Europa diventer\u00e0 una ZSE autosufficiente, di paesi allo stesso livello di sviluppo. Non ci sar\u00e0 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di sfruttamento di un paese sull&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ad esempio, un giorno l&#8217;intero Sud Est Asiatico o l&#8217;intera America Centrale, potrebbero diventare distinte zone socio-economiche, creeranno, al loro interno, dei comitati di sviluppo economico che non dovranno interferire con il governo centrale nella loro pianificazione economica. Sar\u00e0 il primo passo verso la decentralizzazione.<\/p>\n<p><strong>Nello studio di un progetto di sviluppo, di una zona economica, una\u00a0politica economica e sociale, si dovranno tenere presenti i seguenti fattori\u00a0se si vorranno gettare delle solide fondamenta:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Le industrie devono nascere dove c\u2019\u00e8 disponibilit\u00e0 di materie prime<\/strong> necessarie alla loro produzione.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Quando in un paese esiste una disponibilit\u00e0 di <strong>materie prime<\/strong>, queste, salvo casi particolari, <strong>devono essere lavorate in loco e non semplicemente esportate<\/strong>. Le esportazioni dovranno piuttosto consistere in prodotti finiti o semilavorati.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>L&#8217;importazione di beni industriali e strumentali<\/strong> (macchine utensili, attrezzature ecc.) e di prodotti finiti <strong>pu\u00f2 essere consentita soltanto quando gli stessi beni non possono essere prodotti localmente.<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Le economie sottosviluppate devono incoraggiare la nascita di industrie ad alta concentrazione di manodopera<\/strong> piuttosto che di capitali, specialmente nel campo delle agro-industrie.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Deve essere salvaguardato il mantenimento e lo sviluppo della flora e fauna locali<\/strong>.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 10pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Deve essere valorizzato l&#8217;uso della lingua locale.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fatto che un zona socio-economica sia autosufficiente non significa necessariamente che sia in grado di produrre tutti i beni necessari alla sua popolazione, anche se questo dovrebbe essere l&#8217;obiettivo. <strong>Per lo meno, ogni zona dovrebbe avere la capacit\u00e0 di produrre i prodotti di base che rendano possibile il mantenimento in attivo della bilancia dei pagamenti.<\/strong> Ad esempio, i paesi del medio oriente potrebbero non essere in grado di produrre gli alimenti a loro necessari e i materiali tecnologici, ma potrebbero avere sufficienti entrate dal petrolio, per procurarseli. L&#8217;interrelazione tra le zone socio economiche dovrebbe essere di natura complementare. Questo approccio potrebbe facilitare:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\">Una crescita equilibrata dell&#8217;economia<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\">Un livello uniforme di occupazione della popolazione locale<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\">La disponibilit\u00e0 dei beni di consumo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\">La cessazione del flusso migratorio verso le aree pi\u00f9 sviluppate<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\">La fine della dipendenza economica di una zona socioeconomica da un&#8217;altra<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutto ci\u00f2 potr\u00e0 facilitare la stabilit\u00e0 politica<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 16pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff6600;\"><strong>\u00a0Decentralizzazione dei mezzi di produzione\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>Questo \u00e8 il punto principale per il quale il Prout si differenzia dai sistemi capitalista e comunista.<\/strong><\/span> Ci sono due caratteristiche principali nel capitalismo. La prima \u00e8 la concentrazione dei mezzi di produzione in forma di monopolio o oligopolio nelle mani della classe capitalista (Vaeshya) la quale \u00e8 in minoranza. Nella maggior parte dei paesi capitalisti dall&#8217;uno al 5 % della popolazione possiede dal 40 al 60 % delle propriet\u00e0 private ed il resto appartiene quasi tutto al 20-25% della popolazione. Il rimanente possiede soltanto beni di consumo o al massimo la casa in cui abita. La seconda \u00e8 che il capitalismo crea una classe alienata di lavoratori: il proletariato.<\/p>\n<p>Nei paesi comunisti i mezzi di produzione erano controllati dai burocrati di partito, mentre il proletariato rimaneva la classe pi\u00f9 alienata. Alcuni di questi paesi hanno cercato di introdurre la propriet\u00e0 privata in aree molto limitate, ma il controllo monopolizzante dello stato era completo. Non c&#8217;era alcuna possibilit\u00e0 di iniziativa individuale su larga scala a causa della pianificazione centralizzata. I paesi dell&#8217;Est Europeo si sono rivoltati contro questo tipo di monopolio.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #ffffff; background-color: #ff6600;\"><strong>\u00a0Decentralizzazione o la socializzazione del potere economico<br \/>\ne del controllo dei mezzi di produzione\u00a0<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><strong>Il Prout rifiuta il controllo centralizzato<\/strong> e propone la <strong>decentralizzazione o la socializzazione del potere economico e del controllo dei mezzi di produzione<\/strong>. Il concetto Proutista della propriet\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stato spiegato. Tenendo presente questa visione le industrie dovrebbero essere divise in tre categorie:<\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #ffffff; background-color: #ff6600;\">\u00a01. Industrie chiave e industrie su larga scala\u00a0<\/span><\/h4>\n<p>Sono quelle industrie che producono materie prime di base, le quali vengono successivamente utilizzate da altre industrie. Ad esempio l&#8217;acciaio e gli altri prodotti siderurgici, il carbone, il petrolio, altre forme di energia, beni ad alto contenuto di capitale ecc. <strong>Queste dovrebbero essere controllate dalle amministrazioni locali o provinciali.<\/strong> Il governo centrale dovrebbe rimanere il pi\u00f9 possibile libero da forme di controllo economico. <strong>Potrebbero eventualmente rimanere sotto il suo controllo le industrie di materiale bellico, quelle atomiche e altre industrie ad alto rischio<\/strong>.<\/p>\n<p>Le industrie su larga scala necessitano di un complesso sistema amministrativo, non possibile per una gestione cooperativa e dovrebbero quindi essere controllate dall&#8217;amministrazione pubblica. Le industrie sottoposte a controllo pubblico non devono comunque intendersi esenti dalla necessit\u00e0 di una amministrazione efficiente ed accorta, sempre necessaria in tutte le aziende. Il ruolo del controllo pubblico \u00e8 quello di evitare che la loro politica commerciale ed industriale produca alterazioni dannose al tessuto produttivo o sociale.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ffffff; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt; background-color: #ff6600;\">\u00a02. Industrie di medie dimensioni\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><strong>Tutte le industrie di beni essenziali devono essere gestite in forma cooperativa<\/strong>. Queste includono il tessile, i materiali da costruzione, le tecnologiche, l&#8217;industria dell&#8217;automobile e di altri beni di consumo. Queste industrie cooperative dovrebbero svilupparsi in associazione alle industrie chiave. Un esempio: attorno all&#8217;industria chiave del petrolio dovrebbero crescere in forma cooperativa le industrie petrolchimiche. In modo simile attorno all&#8217;industria dei filati dovrebbero crescere in forma cooperativa le industrie tessili. Diverse attivit\u00e0 tecnologiche potrebbero crescere attorno all&#8217;industria metallurgica.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #ffffff; background-color: #ff6600;\">\u00a03. Industrie di piccole dimensioni\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>Questo settore comprende le industri edili, l&#8217;artigianato ecc. La propriet\u00e0 di queste imprese dovr\u00e0 essere privata in quanto la capacit\u00e0 personale \u00e8 qui il fattore pi\u00f9 importante.<\/strong> La propriet\u00e0 di queste imprese potr\u00e0 essere sia individuale che societaria.<\/span><\/p>\n<p>Ci si potr\u00e0 chiedere, in quale modo potrebbe essere amministrata un&#8217;industria cooperativa, specialmente quella di grandi dimensioni come l\u2019automobilistica?. Per uno o pi\u00f9 componenti automobilistici possono essere sviluppate diverse unit\u00e0 produttive. Ognuna di queste potr\u00e0 essere amministrata come una unit\u00e0 produttiva autonoma. Le cooperative che producono ciascun componente (ad es.: carrozzeria, motore, cruscotti&#8230;) dovrebbero crescere attorno alla linea di assemblaggio, che sar\u00e0, a sua volta, un\u2019unit\u00e0 cooperativa separata. Quindi per i diversi componenti ci saranno diverse unit\u00e0 cooperative. La linea di assemblaggio potr\u00e0 fissare la quota di produzione. Ci sar\u00e0 un controllo di qualit\u00e0 e i prezzi dei componenti saranno predeterminati. <strong>Ogni unit\u00e0 guadagner\u00e0 in base alla quantit\u00e0 dei pezzi prodotta, ed ogni unit\u00e0 dovr\u00e0 contribuire a mantenere un dipartimento di ricerca<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I membri del sistema amministrativo di una cooperativa saranno eletti sulla base di &#8220;un membro, una azione, un voto&#8221;<\/strong>; alcuni saranno selezionati tra i tecnici pi\u00f9 esperti per formare il consiglio di amministrazione. Ci sar\u00e0 inoltre un comitato sociale esterno alla cooperativa, in qualit\u00e0 di supervisore delle funzioni costituzionali, ma senza il potere di intervenire nelle attivit\u00e0\u00a0 quotidiane.<\/p>\n<p>A titolo di esempio, il 50% dei profitti saranno tenuti dalla cooperativa per la tassazione e l&#8217;autofinanziamento, il rimanente sar\u00e0 diviso in due parti, delle quali una sar\u00e0 spesa in programmi sociali per la comunit\u00e0. Di questi sar\u00e0 responsabile un comitato sociale a livello comunale. L&#8217;amministrazione locale parteciper\u00e0 alla pianificazione delle attivit\u00e0 economiche del proprio comprensorio.<\/p>\n<p><strong>In questo modo si potranno porre le basi per la decentralizzazione dei siti industriali e delle amministrazioni.<\/strong> Il sistema con cui grosse aziende, detenendo il know how, estendono il loro controllo su molte altre pi\u00f9 piccole dovrebbe essere abolito ed anche il controllo centralizzato delle industrie.<\/p>\n<p><strong>Attraverso un programma educativo di massa<\/strong>, si potranno mettere milioni di persone, nelle condizioni di poter sviluppare un\u2019attitudine psicologica e delle capacit\u00e0 tecniche adeguate, spirito di iniziativa e di imprenditorialit\u00e0. <strong>Solo allora, attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione, si potr\u00e0 raggiungere l\u2019obiettivo della democrazia economica<\/strong>.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff; font-size: 14pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff6600;\">\u00a0Cinque\u00a0principi della\u00a0<b>Decentralizzazione Economica\u00a0<\/b><\/span><\/h3>\n<table class=\"c4\" border=\"0\" summary=\"Definizione di Democrazia Economica\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"piccolo\" style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt; background-color: #99cc00;\">Le materie prime non devono essere esportate, ma lavorate in loco per produrre reddito per la popolazione locale.<\/span> <span style=\"color: #000000;\">Un esempio: <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Il comune di Massa Carrara ha circa 200 cave di estrazione di Marmo Bianco e circa 100 aziende che vi lavorano. Estraggono i blocchi di marmo che esportano direttamente, (il comune prende circa 17 euro\/ton) mentre una volta il marmo veniva lavorato in loco e dava un\u00a0reddito\u00a0alla popolazione. Massa Carrara \u00e8 un povero, nonostante la materia prima pregiata: il marmo bianco, anche se vi sono circa 5000 addetti nell&#8217;indotto della lavorazione del marmo, produzione di macchinari. \u00a0<a href=\"http:\/\/www.assindustriams.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/AI_I_settoreLapideoMSnov2012.pdf\" target=\"_blank\"><em>Il marmo di Massa Carrara <\/em><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"piccolo\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #000000; background-color: #99cc00;\"><strong>Garantire a tutti la disponibilit\u00e0 delle minime necessit\u00e0 compresi cibo, vestiti, case, sanit\u00e0, istruzione.<\/strong><\/span> Il diritto al lavoro \u00e8 un requisito fondamentale per la garanzia delle minime necessit\u00e0. Lo stato deve sostenere chi non \u00e8 in grado di essere autosufficiente. Questo non \u00e8 solo un diritto individuale, ma anche una necessit\u00e0 per lo sviluppo collettivo.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"piccolo\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>Incrementare costantemente il potere d&#8217;acquisto<\/strong><\/span> delle persone ridistribuendo la ricchezza. Sviluppare l&#8217;utilizzo delle risorse locali e sostenere la produzione di beni essenziali per soddisfare il consumo dell&#8217;intera popolazione.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"piccolo\"><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; background-color: #99cc00;\"><strong>La popolazione locale\u00a0ha il diritto di decidere dell&#8217;economia locale<\/strong><\/span>, quindi le imprese devono essere il pi\u00f9 possibile gestite da cooperative o da sistemi aziendali che permettano ad ogni lavoratore di essere imprenditore dell&#8217;azienda per cui lavora, partecipando agli utili, ai rischi e alle decisioni.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"piccolo\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>Le persone che non vivono in una zona economica o che non intendono viverci stabilmente, non devono interferire nel controllo dell&#8217;economia locale.<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>alcuni aspetti della decentralizzazione economica Non si tratta di Decentralizzazione\u00a0dei poteri\u00a0dal livello centrale a quello locale, ma di distribuzione locale delle attivit\u00e0 economiche in base alla presenza di materie prime, personale e condizioni territoriali adeguate \u00a0di Ac. 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