{"id":2450,"date":"2015-02-05T21:41:48","date_gmt":"2015-02-05T20:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?p=2450"},"modified":"2020-05-21T07:50:07","modified_gmt":"2020-05-21T06:50:07","slug":"una-rivoluzione-macroeconomia-una-nuova-teoria-della-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irprout.it\/?p=2450","title":{"rendered":"Rivoluzione in Macroeconomia &#8211; oltre le teorie classiche della disoccupazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3758&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221; border_color=&#8221;chino&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1586803514325{margin-top: -30px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">&nbsp; &nbsp;L&#8217;economista Ravi Batra autore di<br \/>\n&nbsp; &nbsp;&#8220;End Unemployment Now&#8221;<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584566024353{margin-left: -30px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Asap, sans-serif;\">La nostra conclusione principale \u00e8 che l&#8217;aumento del differenziale salario-produttivit\u00e0, a causa delle politiche del governo, \u00e8 la causa primaria, se non l&#8217;unica, delle recessioni, della disoccupazione, degli enormi profitti e, di conseguenza, dell&#8217;eccessiva concentrazione della ricchezza. Questo capitolo individua i maggiori difetti del pensiero convenzionale, che ha bisogno di cambiare, se il mondo vuole sfuggire al collo di bottiglia della stagnazione e della povert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;&nbsp;La Globalizzazione e il Gap Salario-Produttivit\u00e0&nbsp;&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:left&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Anton%3Aregular|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<span style=\"font-size: 12pt;\"><em><br \/>\nTratto dal nuovo libro di Ravi Batra:<br \/>\n<\/em><span style=\"color: #800000;\">&#8220;End unemployment now&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professor <strong>Robert Shiller<\/strong>, premio Nobel e best-seller, ha sottolineato in un recente articolo: <em>&#8220;E\u2019 un grande imbarazzo, per la teoria macroeconomica moderna, il non aver mai raggiunto alcun consenso sulle questioni fondamentali: ci\u00f2 che crea l&#8217;ascesa o la caduta del mercato azionario e ci\u00f2 che provoca, in ultima analisi, le recessioni. . . non siamo stati in grado di <strong>individuare in ultima analisi<\/strong>, le cause delle recessioni.&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole sono sorprendenti, ma molto credibili. <strong>Sono sorprendenti<\/strong> perch\u00e9 dopo tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato scritto in macroeconomia negli ultimi 200 anni, si potrebbe pensare che avremmo ormai compreso la causa principale della disoccupazione o delle recessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono anche credibili<\/strong> perch\u00e9 una profonda crisi iniziata in tutto il mondo nel 2007 e, ancora presente sette anni pi\u00f9 tardi, con i suoi effetti negativi di alta povert\u00e0 e disoccupazione, ha continuato ad affliggere il pianeta. Se davvero ne conoscevamo la causa ultima, la disoccupazione doveva scomparire subito dopo che il NBER<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>&nbsp;proclam\u00f2,&nbsp;nel 2010, la fine della recessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, nel 2012 il tasso di disoccupazione ufficiale negli Stati Uniti, ha superato l&#8217;8 per cento e se si includono anche i lavoratori a tempo parziale e i lavoratori scoraggiati, si supera il 16 per cento. Nel 2014 il livello di occupazione a malapena corrispondeva al livello raggiunto nel 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione non \u00e8 risultata per nulla brillante nel resto del mondo. In realt\u00e0, l&#8217;Europa era di nuovo in recessione nel 2011, anche se per un breve periodo, con un tasso di disoccupazione che superava 11 per cento, il pi\u00f9 alto record da quando \u00e8 nata, nel 1995. Nel 2014 il tasso di disoccupazione fu&nbsp;ancora pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professore <strong>Paul Krugman<\/strong>, un altro premio Nobel, altrettanto schietto come <strong>Shiller<\/strong> scrisse, <em>&#8220;Pochi economisti hanno visto arrivare la nostra attuale crisi, ma questo fallimento predittivo era l&#8217;ultimo dei problemi del settore economico. Pi\u00f9 importante era la cecit\u00e0 dei professionisti per la stessa possibilit\u00e0 di terremoti catastrofici in un&#8217;economia di mercato&#8221;.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammettiamolo: le teorie popolari di macroeconomia, sia classiche&nbsp;sia keynesiane, ci dicono molto poco su ci\u00f2 che provoca in ultima analisi, una recessione o un alto tasso di disoccupazione, altrimenti il pianeta sarebbe stato libero da questo flagello subito dopo la proclamazione della fine della recessione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, quando la produttivit\u00e0 del lavoro aumenta pi\u00f9 velocemente del salario reale per un certo periodo, si sviluppa un divario salario-produttivit\u00e0 che alla fine porta a licenziamenti e un balzo nel tasso di disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 ci\u00f2 che le teorie popolari asseriscono. In realt\u00e0 esse sostengono, a volte assumono, che in un&#8217;economia di mercato i salari reali sono proporzionali alla produttivit\u00e0, ma non \u00e8 stato cos\u00ec per la stragrande maggioranza dei lavoratori americani dal 1981.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1584558864219{margin-top: -20px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584565905269{margin-top: -20px !important;}&#8221;]<span style=\"color: #808080; font-family: 'Droid Sans', sans-serif;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">&nbsp;&#8230;I capitoli precedenti hanno gi\u00e0 dimostrato che la disoccupazione o le recessioni si verificano quando c&#8217;\u00e8 un aumento persistente del divario salario-produttivit\u00e0.&nbsp;<\/span><\/strong><\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1584558899827{margin-top: -30px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Teorie popolari e la Grande Recessione&nbsp;&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapete gi\u00e0 che la recessione americana, iniziata nel 2007, \u00e8 ora chiamata la Grande Recessione e fu la peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Milioni di lavoratori sono stati licenziati, e altri milioni hanno subito perdite salariali e povert\u00e0, e continuano a subirle. Il tasso di disoccupazione \u00e8 passato da meno del 5 per cento nel 2006 al 10 per cento nel 2009. Naturalmente, una domanda sorge spontanea: qualcuno ha previsto una tale calamit\u00e0? Dopo tutto, una crisi non avviene dal nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;erano tutti i tipi di premonizioni di cose a venire. C&#8217;era una bolla immobiliare e una bolla petrolifera, con un mercato azionario torrido tra il 2003 e il 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di vista generale, incoraggiato da politici e dal mondo accademico, \u00e8 che nessuno aveva previsto il prossimo crollo. Ma questo non \u00e8 vero. Alcuni di coloro che basano il loro pensiero su modelli e ipotesi empiriche, piuttosto che su convinzioni puramente teoriche e spesso ipotetiche relative ai fondamenti microeconomici, senza mezzi termini hanno avvertito il mondo della crisi incombente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;economista <strong>Dirk Bezemer<\/strong>, <em>&#8220;Non \u00e8 difficile trovare le previsioni di una crisi del &nbsp;credito o del debito nei mesi e negli anni precedenti ad esso, e del grave impatto sull&#8217;economia che questo avrebbe, non solo da parte di esperti e blogger, ma da seri analisti, dal mondo accademico, istituti politici, gruppi di ricerca e della finanza.&#8221;<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il professor Roubini, il professor Shiller e il sottoscritto<\/strong>, tra una dozzina di scrittori, abbiamo previsto l&#8217;inizio di una recessione ben prima del suo arrivo. In realt\u00e0, in un libro stampato alla fine del 2006 e rilasciato il 9 gennaio 2007, ho anche individuato l&#8217;anno in cui ci\u00f2 poteva accadere. Alcune delle mie parole nel libro <em>The New Golden Age<\/em> erano:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>L&#8217;economia peggiorer\u00e0 progressivamente con i prezzi delle case in calo e licenziamenti in aumento. . . (p. 173)<\/li>\n<li>La bolla immobiliare sembra essere un evento importante, che un tempo aveva una forte espansione, e ora sta iniziando a diminuire.<\/li>\n<li>Il suo punto di partenza era il 2001, quando il tasso di interesse ha iniziato una caduta da panico. E &#8216;probabile che scoppi nel 2008, anno pi\u00f9 o anno.<\/li>\n<li>Lo scoppio potrebbe iniziare nel 2007 e continuer\u00e0 fino al 2009. (p. 175) L&#8217;economia potrebbe ancora affrontare una forte recessione a causa dell&#8217;aumento dei prezzi del petrolio, ma evitare la calamit\u00e0 di una depressione.<\/li>\n<li>La disoccupazione potrebbe salire al livello del 10 percento o pi\u00f9. (p. 179)<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto \u00e8 storia. La bolla immobiliare scoppi\u00f2 a met\u00e0 del 2007, mentre, secondo il NBER, la recessione \u00e8 iniziata nel dicembre 2007 e si \u00e8 conclusa nel mese di luglio 2009. Inoltre, i mercati azionari si sono schiantati tra ottobre 2007 e marzo 2009, mentre la disoccupazione si avvicinava al 10 per cento nel novembre 2010 . Cos\u00ec, alcuni economisti hanno previsto l&#8217;arrivo della Grande Recessione, ma alcuni esperti di macroeconomia e politici non hanno prestato attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la maggior parte degli esperti non riescono a prestare attenzione alle avvisaglie anticipate che erano ovvie per alcuni? Perch\u00e9, come osserva il professor Shiller, le teorie popolari ancora <em>&#8220;non sono state in grado di individuare ci\u00f2 che in ultima analisi, provoca una recessione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concentriamoci sulla parola&#8221;<em>individuare<\/em>&#8220;, che suggerisce che ci pu\u00f2 essere solo una causa di fondo di una recessione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Una sola causa per la recessione&nbsp;&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:left|color:%23474747&#8243; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584565878805{margin-top: -20px !important;}&#8221;]<strong><span style=\"color: #808080; font-size: 14pt; font-family: 'Droid Sans', sans-serif;\">Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che ho sostenuto. Il capitalismo monopolistico, con conseguente aumento del differenziale salariale e\/o dei prezzi del petrolio, \u00e8 l&#8217;unica e la sola causa di una recessione.<\/span><\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1584565205951{margin-top: -30px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584566103007{margin-top: -20px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre non vi \u00e8 una sola causa principale, ci sono un sacco di sintomi che mascherano le cause nei modelli macroeconomici diffusi. I teorici classici e neoclassici sostengono che la <strong>rigidit\u00e0 dei salari reali<em>,<\/em><\/strong> indotta da potenti sindacati o <strong>la legislazione sul salario minimo<\/strong>, ha come risultato una disoccupazione di lunga durata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi politici prendono questa idea sul serio, supportata anche da molti economisti. Inoltre, gli esperti classici sostengono che il salario reale \u00e8 uguale al prodotto marginale del lavoro, che \u00e8 il prodotto dell&#8217;ultimo lavoratore assunto. Tuttavia, \u00e8 la media del prodotto, vale a dire, la produttivit\u00e0 del lavoro, che, in relazione al salario reale, spiega che cosa provoca recessione e disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 che, anche se il salario reale \u00e8 flessibile, come ipotizzato dai classicisti, ed \u00e8 uguale al prodotto marginale del lavoro, cosa che non si verifica nei mercati oligopolistici, i licenziamenti comunque aumentano se il salario reale non cresce velocemente come la media del lavoro prodotto, a meno che, naturalmente, il debito dell&#8217;economia salga sufficientemente per assorbire le merci invendute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la crescita del debito non garantisce la prosperit\u00e0 per il grande pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall&#8217;altra parte dello spettro, l\u2019economia keynesiana, nella sua teoria della disoccupazione, soffre dello stesso difetto, perch\u00e9 ritiene, inoltre, che il salario reale \u00e8 determinato dal prodotto marginale del lavoro e presta poca attenzione al ruolo della media del prodotto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E &#8216;vero che vi \u00e8 normalmente un legame positivo tra il prodotto medio e marginale, e il loro collegamento \u00e8 esatto nei termini della funzione di produzione Cobb-Douglas. Ma allora dobbiamo presumere l&#8217;esistenza di una funzione di produzione, e alcuni economisti, in particolare la mitica <strong>Joan Robinson<\/strong><span style=\"color: #000000;\"> della Gran Bretagna, hanno messo in dubbio questa ipotesi.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1584558899827{margin-top: -30px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584565931404{margin-top: -20px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: 'Droid Sans', sans-serif; color: #808080;\">La teoria del gap-salariale, non riguarda la questione di ci\u00f2 che determina il salario reale negli equilibri del mercato del lavoro; si concentra solo sul motivo per cui il tasso salariale segue la crescita della produttivit\u00e0 e di come questo provoca inevitabilmente licenziamenti nel lungo periodo, quando il debito non sale a sufficienza per aumentare la domanda aggregata a livello di offerta aggregata.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1584558899827{margin-top: -30px !important;}&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584566113060{margin-top: -20px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria ha anche bisogno di alcune funzioni di produzione per la sua validit\u00e0. Inoltre, anche se i prodotti marginali e medi si muovono in stretta collaborazione, nel capitalismo monopolistico il salario reale \u00e8 inferiore al prodotto marginale del lavoro.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La scuola keynesiana&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:left|color:%23444444&#8243; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I keynesiani e neo-keynesiani danno la colpa delle recessioni<\/strong>, alla domanda aggregata insufficiente e vedono le politiche monetarie e fiscali espansive come panacee per la crisi. Tali politiche hanno davvero successo per lungo tempo nel porre fine recessione, ma, come avete visto, hanno rinviato solo i problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le nuove recessioni di solito richiedono un dosaggio maggiore di misure espansive. Ora i rimedi keynesiani o non funzionano o funzionano molto lentamente, nonostante la massiccia dose somministrata al paziente malato chiamato Economia Globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi possono stabilizzare la malattia del paziente, ma non lo faranno, e non possono ripristinare il paziente al suo stato di robusta e sana costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il modello keynesiano non riesce a spiegare il motivo per cui la domanda aggregata pu\u00f2 rimanere bassa per lungo tempo, come \u00e8 avvenuto durante la Grande Depressione e ora fin dal 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 un grande difetto, perch\u00e9 senza una comprensione della ragione di una carenza di domanda<\/strong>, la creazione di debito diventa l&#8217;unica opzione politica della teoria keynesiana. Tuttavia, la tesi del gap salariale, sviluppata qui, offre una variet\u00e0 di opzioni per aumentare consumi e, di conseguenza, la spesa per gli investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La generazione di debito diventa allora una soluzione minore e temporanea per aumentare la domanda nazionale, da utilizzare solo come ultima risorsa.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La scuola austriaca&nbsp;&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:left|color:%23494949&#8243; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un&#8217;altra teoria popolare \u00e8 offerta dalla scuola austriaca<\/strong>, che incolpa delle recessioni l\u2019eccessiva espansione della moneta e del credito da parte delle istituzioni finanziarie e il pesante debito dei consumatori prima della crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questo punto di vista si concentra sui sintomi. La grande domanda \u00e8: perch\u00e9 i consumatori vengono enormemente indebitati prima del crollo?.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 dubbio che i prestiti bancari e il debito dei consumatori siano saliti vertiginosamente negli Stati Uniti durante gli anni che hanno preceduto la recessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>Ma la domanda \u00e8: perch\u00e9? La mia risposta sta nel divario salariale in aumento e, infine, nel capitalismo di monopolio.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro difetto principale delle vedute convenzionali \u00e8 che non si \u00e8 in grado di spiegare l&#8217;ascesa delle bolle del mercato azionario e del loro scoppio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Robert Hall<\/strong>, un professore della Stanford University e presidente della American Economic Association nel 2010, una volta disse: <em>&#8220;Gli economisti sono perplessi, come chiunque, dal comportamento del mercato azionario&#8221;.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli \u00e8 un economista di macroeconomia, il suo popolare libro di testo riconosce un grave difetto delle idee tradizionali. Questo difetto \u00e8 pi\u00f9 grave di quanto possa apparire. Dopo tutto, la stragrande maggioranza degli americani, con i loro piani pensionistici, sono collegati al mercato azionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la comprensione dei mercati azionari \u00e8 cruciale per preservare la prosperit\u00e0 di una nazione, perch\u00e9 i loro incidenti hanno spesso preceduto debilitanti recessioni e depressioni. La teoria del <strong>gap salariale,<\/strong>&nbsp;\u00e8 in grado di fornire risposte a tutte le domande che oggi lasciano perplessi gli economisti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Conclusione&nbsp;&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:left|color:%234c4c4c&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">La nostra conclusione principale \u00e8 che l&#8217;aumento del differenziale salario-produttivit\u00e0, a causa delle politiche del governo, \u00e8 la causa primaria, se non l&#8217;unica, delle recessioni, della disoccupazione, degli enormi profitti e, di conseguenza, dell&#8217;eccessiva concentrazione della ricchezza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le idee espresse sono le stesse di quelle descritte nei capitoli precedenti, ma questa appendice aggiunge chiarezza e li rafforza in termini di quello che gli economisti chiamano teoria rigorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo capitolo individua inoltre i maggiori difetti del pensiero convenzionale, che ha bisogno di cambiare, se il mondo vuole sfuggire al collo di bottiglia&nbsp;della stagnazione e della povert\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>BIBLIOGRAFIA&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Robert Shiller, \u201cThe Mystery of Economic Recessions,\u201d <em>New York Times, <\/em>February 14, 2001, p. 17.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> The National Bureau of Economic Research<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Paul Krugman, \u201cHow Did Economists Get It So Wrong?\u201d <em>New York Times, <\/em>September 2, 2009, p. 18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Dirk Bezemer, \u201c<em>No One Saw This Coming: Understanding Financial Crisis through Accounting Models<\/em>,\u201d MPRA paper, University of Groningen, Groningen, The Netherlands, 2009, p. 2.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ravi Batra, <em>The New Golden Age: The Coming Revolution against PoliticalCorruption and Economic Chaos <\/em>(New York: Palgrave Macmillan, 2007), pp. 173\u2013179; Emma Brockes, \u201cNouriel Roubini, The Economist Who Predicted a Worldwide Recession,\u201d <em>The Guardian, <\/em>Friday 23 January 2009; A. Pierce, \u201cThe Queen Asks Why No One Saw The Credit Crunch Coming,\u201d <em>The Telegraph, <\/em>November, 5, 2008.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Robert Hall, \u201cStruggling to Understand the Stock Market,\u201d <em>American Economic Review Papers and Proceedings, <\/em>91 (2): 1\u201311.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<span style=\"font-size: 12pt; color: #000000; background-color: #99cc00;\">&nbsp;Downloads&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; color: #993300;\"><strong><a style=\"color: #993300;\" href=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Le-cause-della-disoccupazione_2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Scarica l&#8217;articolo che spiega in modo semplice il GAP-SALARIALE<\/span>&nbsp;<\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\"><a style=\"color: #993300;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=M9XSELr2GFs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Intervista di Andrew Mazzone a Ravi Batra sul GAP-Salariale&nbsp;<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\"><a style=\"color: #993300;\" href=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Lo-stato-dell-economia-globale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Recensione del libro di Ravi Batra, di Apek Mulay<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/irprout.it\/?p=2465\">Ravi Batra: &#8220;Le cause della Disoccupazione&#8221;<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-tS4eFcvJEE\">Intervista a Ravi Batra: L&#8217;Economia Americana e la Sua Rinascita.<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/irprout.it\/?p=1415\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">A new Theory of Unemployment: Globalisazion and the wage-productivity gap<\/a><\/span><\/strong><\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3758&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221; border_color=&#8221;chino&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584566335225{padding-top: 10px !important;padding-right: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 10px !important;background-color: #f7e68f !important;}&#8221;]Dr. Ravi Batra, professore di economia presso la Southern Methodist University, Dallas, \u00e8 l&#8217;autore di cinque best seller internazionali. E &#8216;stato Direttore&nbsp;del suo dipartimento dal 1977 al 1980. Nel mese di ottobre del 1978, a seguito&nbsp;di decine di pubblicazioni nelle migliori riviste come l&#8217;American Economic Review, Journal of Political Economy, Econometrica, Journal of Economic Theory, Review of Economic Studies, tra gli altri, Batra \u00e8 risultato terzo nella classifica di un gruppo di economisti &#8220;superstar&#8221;, selezionati tra tutte le universit\u00e0 americane e canadesi inserita in un articolo della rinomata rivista Economic Enquiry. Nel 1990, il primo ministro italiano gli ha conferito la Medaglia del Senato italiano per un libro che correttamente ha previsto il crollo del comunismo sovietico, quindici anni prima che accadesse, ed altre 18 previsioni avveratesi.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator border_width=&#8221;4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3758&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221; border_color=&#8221;chino&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1586803514325{margin-top: -30px !important;}&#8221;] &nbsp; &nbsp;L&#8217;economista Ravi Batra autore di &nbsp; &nbsp;&#8220;End Unemployment Now&#8221; [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1584566024353{margin-left: -30px !important;}&#8221;] La nostra conclusione principale \u00e8 che l&#8217;aumento del differenziale salario-produttivit\u00e0, a causa delle politiche del governo, \u00e8 la causa primaria, se non l&#8217;unica, delle recessioni, della <span class=\"excerpt-dots\">&hellip;<\/span> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/irprout.it\/?p=2450\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[27,7,5,6,4,19],"tags":[],"class_list":["post-2450","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-economia","category-italia","category-mondo","category-ravi-batra","category-ricerca_economica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Rivoluzione in Macroeconomia - oltre le teorie classiche della disoccupazione - Istituto di Ricerca Prout<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/irprout.it\/?p=2450\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rivoluzione in Macroeconomia - oltre le teorie classiche della disoccupazione - Istituto di Ricerca Prout\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3758&#8243; 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