{"id":3503,"date":"2016-07-12T16:38:26","date_gmt":"2016-07-12T15:38:26","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?p=3503"},"modified":"2016-07-13T14:34:22","modified_gmt":"2016-07-13T13:34:22","slug":"uneuropa-di-zone-socio-economiche-autosufficienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irprout.it\/?p=3503","title":{"rendered":"Un\u2019Europa di Zone Socio-Economiche Autosufficienti?"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 24pt; color: #ffffff; background-color: #ff6600;\">\u00a0un\u2019Europa di zone-socio-economiche autosufficienti\u00a0<\/span><\/h4>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16pt; color: #333333; background-color: #99cc00;\">L\u2019Europa come unione di Zone-Socio-Economiche Autosufficienti e sviluppate allo stesso livello? Che sia necessario per questo una Ital-EXIT, per ripartire con il piede giusto?<\/span><\/h4>\n<p>Se l\u2019unione fa la forza \u00e8 anche vero che se non vi \u00e8 un obiettivo comune condiviso, e soprattutto una <strong>Costituzione, Codice Penale e Codice Civile, e procedimenti Amministrativi comuni<\/strong>, come afferma P.R. Sarkar nella sua teoria economica PROUT, il castello di sabbia cos\u00ec sviluppato per l\u2019Unione di Paesi, non regger\u00e0 alle tempeste e mareggiate del tempo. Oggi <strong>\u201ci grandi animali e i piccoli stati non possono pi\u00f9 sopravvivere\u201d<\/strong>, afferma ancora Sarkar, per cui sarebbe necessario attrezzarsi in diverso modo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea di Europa \u00e8 buona<\/strong>, diceva un britannico intervistato prima del voto, <strong>ma ci\u00f2 che non va bene \u00e8 Bruxelles<\/strong>, cio\u00e8 la sua amministrazione.<\/p>\n<p>In questa idea \u00e8 condensato il problema di un\u2019organizzazione tra gli stati, che all\u2019apparenza e secondo i manager di Bruxelles <strong>\u2018sono tutti uguali\u2019<\/strong>, \u2018tutti sullo stesso piano per capacit\u00e0 economica e forza strutturale\u2019. Ma non \u00e8 vero. La scure delle regole europee, il 3% rapporto deficit-PIL, Libera circolazione delle merci\u2026 , si \u00e8 abbattuta su paesi preparati, meno forti o debolissimi, allo stesso modo. Se questa idea, premessa di tutta l\u2019azione e progettualit\u00e0 europea fosse sbagliata, e lo vediamo, immaginiamoci le conseguenze nefaste per i cittadini europei.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; color: #333333; background-color: #99cc00;\">\u00a0Considerare tutti gli stati sullo stesso piano \u00e8 un primo problema irrisolto della UE\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><strong>Vi \u00e8 in Europa una grande variet\u00e0 di organizzazioni statali, di Codici Civili, Penali, Costituzioni, livelli di sviluppo economico, capacit\u00e0 di acquisto, livelli di vita e retributivi<\/strong>. Facciamo un esempio, Estonia, Lettonia e Lituania al momento dell\u2019ingresso in UE avevano un salario medio di 250 euro pro-capite, in Italia circa 1.000 euro. Questa differenza potrebbe non significare nulla agli occhi dei funzionari UE, ma dal punto di vista pratico ha tutte le ragioni per creare scompensi rovinosi nell\u2019equilibrio anche precario interno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3514 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/europa-differente.jpg\" alt=\"europa-differente\" width=\"507\" height=\"374\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/europa-differente.jpg 550w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/europa-differente-300x221.jpg 300w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/europa-differente-407x300.jpg 407w\" data-sizes=\"(max-width: 507px) 100vw, 507px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 507px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 507\/374;\" \/>Se un lavoratore estone viene in Italia, lavora nell\u2019edilizia e costa leggermente meno di un italiano. Incassa emolumenti mensili circa 4 volte superiori al suo salario medio e l\u2019italiano resta senza lavoro, a causa dell\u2019offerta a pi\u00f9 buon mercato. L\u2019estone porta all\u2019estero valuta italiana e se l\u2019operazione si moltiplica per le decine di migliaia di operatori esteri, la cifra dell\u2019esportazione di valuta verso l\u2019estero sale di molto e gli investimenti interni calano. Doppia fregatura.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo paesi deboli per lo scarso sviluppo industriale, agricolo, del servizi, del settore educativo, altri pi\u00f9 o meno avanzati e altri forti in alcuni settori. <\/strong><\/p>\n<p>Un esempio la Grecia dove non \u00e8 sviluppata l\u2019agricoltura in modo integrato e le industrie mancano del tutto ad eccezione della cantieristica e poche altre. Il sistema di tassazione non \u00e8 sviluppato e il paese, cos\u00ec debole e non strutturato, una volta sottoposto alle regole europee \u00e8 praticamente collassato.<\/p>\n<p>La Germania \u00e8 forte dal punto di vista agricolo e industriale, ma soprattutto sa fare i propri affari, cogliendo con una certa caparbiet\u00e0 le migliori occasioni sia nel campo agricolo che industriale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia era pronta per entrare nella UE?<\/strong> Il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 MES, una specie di tritacarne che mette a nudo debolezze strutturali di ogni paese, \u00e8 stato un banco di prova temporaneo. L\u2019Italia nel periodo di adesione al MES, ha visto la propria produzione industriale calare ai minimi storici. Una volta uscita dal MES si \u00e8 ripresa ai valori standard.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3506 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/MES-Ungheria.gif\" alt=\"MES-Ungheria\" width=\"884\" height=\"527\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 884px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 884\/527;\" \/><\/p>\n<p>A questo proposito la produzione industriale dell\u2019Ungheria, una volta entrata nel MES UE, ha cominciato a calare fino a diventare negativa. Nel momento in cui si \u00e8 svincolata dal Meccanismo ES, la sua produzione \u00e8 salita in un anno del 5-7%.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; color: #333333; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Povert\u00e0 ed EURO\u00a0<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>L\u2019Italia, dall\u2019entrata in vigore dell\u2019Euro nel 2001, della globalizzazione nel 2004 e con l\u2019avvento della crisi del 2008, che l\u2019ha trovata indebolita, ha perso 600.000 aziende produttive e commerciali e 270.000 aziende agricole. Il cambio Lira\/Euro, accettato da Prodi, \u00e8 stato tragico, quasi due mila lire per 1 Euro, mentre il Marco \u00e8 stato cambiato 1 a 1. Abbiamo perso da subito quasi il 50% del potere di acquisto. Oggi ci troviamo a non potere pi\u00f9 far fronte alle spese familiari correnti, molti non arrivano a fine mese, i poveri sono aumentati alla cifra di 14 milioni.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #333333; font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Produzione Industriale e agricoltura\u00a0<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><strong>La nostra struttura produttiva industriale e agricola \u00e8 stata quasi del tutto demolita<\/strong>, per la concorrenza SLEALE di molti paesi a seguito della globalizzazione. Molte aziende ancora chiudono, il prezzo delle materie prime crolla, la grande distribuzione si prende anche l\u201980% del prezzo finale dei prodotti. Il lavoro latita.<\/p>\n<p>Ci si chiede a che cosa serve aderire a questo sistema europeo, se questa UE non \u00e8 stata in grado di risolvere i problemi dei singoli stati e delle singole popolazioni, ma passando sopra alle pi\u00f9 disparate necessit\u00e0, come uno schiacciasassi, non \u00e8 riuscita a risolvere i problemi di quasi nessun paese. In effetti il paese pi\u00f9 forte mangia ancora il pi\u00f9 debole e l\u2019abbiamo visto nel singolar tenzone tra Germania e Grecia.<\/p>\n<p>Questa Europa cos\u00ec, non s\u2019ha da fare\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; background-color: #ff9900;\"><strong>\u00a0La nostra idea di Europa\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Europa, unione di paesi sviluppati e forti allo stesso livello di sviluppo socio-economico\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Solo a queste condizioni, essendo tutti forti, nessuno sfrutta o sopprime pi\u00f9 l\u2019altro. Un\u2019Europa di PARI. Se questa fosse la vocazione dello statuto e delle azioni della UE allora li sposeremo in pieno. Monti invece ha voluto \u201cammazzare la domanda interna, in attesa delle locomotiva tedesca\u201d. Non possiamo accettare una tale dipendenza, nonostante la legge di Ricardo del \u201cvantaggio competitivo\u201d teoricamente lo affermi, ma praticamente abbia fallito in ogni dove.<\/p>\n<p><strong>Obiettivo primario del sistema economico di un paese, dovrebbe essere la \u201cgaranzia delle necessit\u00e0 basilari all\u2019esistenza\u201d per ogni cittadino. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Economia, scienza, educazione, etc. sono al servizio dello sviluppo umano, non al servizio di interessi di pochi. L\u2019Autosufficienza economica<\/strong> \u00e8 il presupposto per la piena occupazione necessaria per ottenere un potere di acquisto sufficiente. Qui le Multinazionali e i lobbisti di Bruxelles avrebbero poco spazio. In Italia in particolare la manifattura, una rivoluzione industriale e una riforma agricola potrebbero essere necessarie per favorire una ripresa sostanziale. Dobbiamo scegliere.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: 14pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Ma come fare per far sviluppare ogni paese allo stesso livello, prima di aderire ad una unione di paesi?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Lo spirito del nazionalismo, afferma P.R. Sarkar, sta gradualmente scomparendo dall\u2019orizzonte mentale e le popolazioni di tutto il mondo si sentono unite in una unica grande famiglia umana.<\/p>\n<p>Restano comunque problemi di sviluppo locali che abbisognano di un approccio locale, a fronte di un ideale pur universale.<\/p>\n<p><strong>Un progetto di sviluppo richiede una popolazione unita, con obiettivi comuni.<\/strong> L\u2019unit\u00e0 della popolazione si pu\u00f2 realizzare attraverso un sentimento comune, che di solito si sviluppo da diversi fattori: medesime potenzialit\u00e0 economiche, medesimo sistema di sviluppo, medesima lingua, religione, etnia, storia, letteratura, territorio,\u2026<\/p>\n<p>Solo una popolazione unita pu\u00f2 realizzare un progetto di sviluppo comune, forze centrifughe invece possono impedire la realizzazione di tale progetto.<\/p>\n<h4><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt; color: #333333; background-color: #99cc00;\"><strong>La divisione politica degli stati e delle nazioni oggi non ha pi\u00f9 senso.<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Sarkar propone invece la costituzione di <strong>Zone Socio-Economiche Autosufficienti<\/strong> che tengano conto di questi fattori. Facciamo un esempio. L\u2019Italia potrebbe diventare una zona socio-economica autosufficiente ad eccezione di Sicilia e Sardegna che sarebbero a loro volta altre ZSEA confederate all\u2019Italia. Se zone socio economiche autosufficienti non verrebbero pi\u00f9 sfruttate dal \u201cNord\u201d\u2026 e potrebbero crescere con le proprie gambe, \u2026 in un coordinamento solidale tra le aree federate.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec ogni paese europeo, potrebbe strutturarsi come Zona Socio-Economica Autosufficiente. Quando ogni paese si sar\u00e0 sviluppato allo stesso livello di performances socio-economiche allora si potr\u00e0 unire agli altri senza avere i problemi presenti nella UE di oggi, dove il pesce pi\u00f9 grosso mangia ancora il pesce pi\u00f9 piccolo<\/strong>. Serve un piano di intervento di sviluppo progressivo ed equilibrato tra industria, agricoltura, educazione, ricerca, infrastrutture, etc.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0L\u2019Italia potrebbe diventare una PROVINCIA dell\u2019Europa\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Ci si domanda pure: che siano in parte i fondamenti culturali di ogni paese a modellare il loro sviluppo e a creare barriere tra i popoli? Quale valenza hanno i principi religiosi in questa trasformazione? La Germania \u00e8 Calvinista dove un povero \u00e8 tale perch\u00e9 ha peccato. Il Regno Unito \u00e8 a maggioranza Calvinista, il che significa che se una persona ha successo economico \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 benvoluta da Dio. L\u2019Italia \u00e8 Cattolica e se ricevi un ceffone su una guancia dovresti rivolgere anche l\u2019altra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Beh! Allora se questi sono i fatti, per avere un sistema economico realmente comune dovremmo avere anche una visione della vita e un ideale costruttivo comuni. Che ne dite?<\/strong><\/p>\n<p>Tarcisio Bonotto<br \/>\nIRP-Istituto di Ricerca PROUT<br \/>\nVerona<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0un\u2019Europa di zone-socio-economiche autosufficienti\u00a0 L\u2019Europa come unione di Zone-Socio-Economiche Autosufficienti e sviluppate allo stesso livello? Che sia necessario per questo una Ital-EXIT, per ripartire con il piede giusto? 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