{"id":3933,"date":"2018-03-09T16:49:27","date_gmt":"2018-03-09T15:49:27","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?p=3933"},"modified":"2018-03-23T18:18:21","modified_gmt":"2018-03-23T17:18:21","slug":"analisi-delloccupazione-italia-miti-e-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irprout.it\/?p=3933","title":{"rendered":"Analisi dell\u2019occupazione in Italia: miti e limiti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: #008000; color: #ffffff; font-size: 22pt; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>\u00a0analisi dell\u2019occupazione in Italia: miti e limiti\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Tarcisio Bonotto \u2013 02\/03\/2018<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Come si pu\u00f2 definire l\u2019occupazione? A che cosa dovrebbe mirare l\u2019occupazione in generale?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; background-color: #99cc00;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3961 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/lavoro2P.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"265\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/lavoro2P.jpg 420w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/lavoro2P-300x189.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 420px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 420\/265;\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Oggi \u00e8 considerato occupato chi fa un lavoro a \u201cchiamata\u201d, poche ore e variabili al giorno, un lavoro fisso di 2 ore al giorno, un lavoro a tempo pieno con uno stipendio al di sotto della linea di povert\u00e0. In questa visione c\u2019\u00e8 qualcosa che non va.<\/p>\n<p>Partiamo da un semplice principio, delineato da P.R. Sarkar nella sua teoria economica PROUT (Teoria della Utilizzazione PROgressiva \u2013 <a href=\"http:\/\/www.irprout.it\">www.irprout.it<\/a>): <span style=\"background-color: #99cc00;\">ogni essere vivente ha diritto alla garanzia delle Minime Necessit\u00e0 per l\u2019esistenza, alla soddisfazione dei cosiddetti Bisogni Primari che sono: <em>Alimenti, Vestiario, Abitazione, Cure Mediche ed Educazione<\/em>. Ci\u00f2 \u00e8 previsto anche dalla <em>Dichiarazione universale dei Diritti Umani<\/em>, del 1948.<\/span> Le Minime Necessit\u00e0 devono essere garantite attraverso un <em>lavoro<\/em> o una <em>rendita<\/em> per chi non pu\u00f2 lavorare. <strong>Ne discende che il reddito da lavoro, o la rendita, devono avere un potere di acquisto tale da potere garantire i Bisogni Primari a tutti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La natura non ha assegnato ad alcuno, n\u00e9 stato n\u00e9 societ\u00e0, la propriet\u00e0 delle risorse visibili e invisibili del pianeta, ma sembra siano a disposizione di tutti i suoi abitanti per l\u2019esistenza e lo sviluppo.<\/strong> E\u2019 il nostro sistema economico, il sistema di distribuzione della ricchezza attuale che \u00e8 fallimentare. Il 10% della popolazione mondiale detiene l\u201989% della ricchezza mondiale\u2026<\/p>\n<p><strong>Quindi punto fondamentale di un programma economico, in Italia, \u00e8 un reddito adeguato ad ogni cittadino, tale da poter acquistare i beni e servizi per l\u2019esistenza<\/strong>. Un\u2019obiezione mi \u00e8 stata fatta da un economista universitario: <em>\u201cse dovessimo calcolare il reddito per ottenere tutto quello che lei dice, ci vorrebbero 3 stipendi normali!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Consci del fatto che il livello di reddito dipende anche dallo stato economico del paese, tuttavia mettere in programma un tale obiettivo chiave, porterebbe prima o poi a dei buoni risultati. Le persone che oggi non hanno un reddito o potere di acquisto quasi sufficiente o per nulla sufficiente vedrebbero, nei prossimi anni, l\u2019aumento progressivo del potere di acquisto, per avvicinarsi grado, grado alla soddisfazione piena dei bisogni primari.<\/p>\n<p>Oggi invece tassazioni e premi vengo stabiliti a caso, scegliendo una retribuzione media quasi casuale. Di fatto il reddito medio \u00e8 di circa 25.000\u20ac anno. Ma vi sono famiglie che sopravvivono con 8.500\u20ac \/anno!<\/p>\n<p>Anche se non immediatamente raggiungibile per ragioni contabili ed organizzative dei settori produttivi, tuttavia dovremmo ammettere che l\u2019obiettivo della garanzia delle Minime Necessit\u00e0 per tutti debba essere l\u2019obiettivo primario di ogni Governo di ciascun paese. Infatti ogni Governo afferma Sarkar \u00e8 responsabile della povert\u00e0 e della ricchezza dei propri cittadini. Non vi \u00e8 altra entit\u00e0 che lo possa fare, nessun abitante proveniente da Giove o da Marte che possa risolvere questo problema.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; background-color: #99cc00;\"><strong>\u00a0Occupazione sostenibile che possa garantire i bisogni primari\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L\u2019<strong>occupazione lavorativa vera<\/strong> e propria dovremmo vederla in questi termini, nella sua facolt\u00e0 di assicurare una adeguata capacit\u00e0 di acquisto tale da garantire le Minime Necessit\u00e0 esistenziali. Le occupazioni precarie non dovrebbero essere considerate vera occupazione.<\/p>\n<p>Dove l\u2019occupazione non rispecchia gli orari canonici (le 8 ore per il privato e 7,16 ore per il pubblico) c\u2019\u00e8 il rischio che la persona che lavora rimanga povera, vale a dire non riesca a coprire le spese per la sua vita quotidiana: affitto, bollette, alimenti, vestiario, cure mediche ed educazione, come minimo. Non parliamo di vacanze o distrazioni legittime.<\/p>\n<p>Questa non pu\u00f2 essere considerata \u2018occupazione\u2019 nella vulgata normale, ma semi-occupazione, che le statistiche devono tenere in debita considerazione. Non vorremo che la statistica di Trilussa sul pollo che ogni italiano si mangia all\u2019anno, potesse trovarci discordi sulla sua distribuzione.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo molti tipi di occupazione<\/strong>. Quella odierna in Italia, secondo i criteri attuali di occupazione, considera anche chi nell\u2019<strong>ultima settimana ha lavorato solo 1 ora<\/strong>, si attesta all\u201911,1%<strong>!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vi \u00e8 stata recentemente una riformulazione da parte della UE<\/strong>. Infatti oltre agli occupati e ai disoccupati si sono aggiunte ai disoccupati anche le <em>persone part time sottoccupate<\/em> (prima tra gli occupati) e i <em>disoccupati scoraggiati<\/em>, in precedenza classificati tra la popolazione inattiva. Sono state aggiunte in conclusione <strong>al numero dei disoccupati ordinari<\/strong> i lavoratori part time sottoccupati, le <strong>persone <\/strong>inattive <strong>che hanno cercato lavoro<\/strong> anche se non sono immediatamente disponibili a cominciare l\u2019attivit\u00e0 e le persone prive di lavoro disponibili ad accettare un\u2019occupazione ma che <strong>non hanno svolto attivit\u00e0 di ricerca<\/strong> di un\u2019occupazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_3936\" style=\"width: 429px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3936\" class=\"size-full wp-image-3936 lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/GRAF_DISOC1.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"253\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/GRAF_DISOC1.jpg 419w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/GRAF_DISOC1-300x181.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 419px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 419\/253;\" \/><p id=\"caption-attachment-3936\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><em>http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/lavoro-e-sindacato\/quanti-disoccupati-ci-sono-in-italia\/<\/em><\/span><\/p><\/div>\n<p>Ebbene la disoccupazione in UE si attesta al 18% circa e in Italia, si desume dal grafico, al 23% circa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/lavoro-e-sindacato\/quanti-disoccupati-ci-sono-in-italia\/\">sito di economica e politica<\/a><\/p>\n<p>Occupazione sostenibile, occupazione precaria, occupazione sotto la soglia di povert\u00e0, dove gli introiti sono minori delle eventuali uscite e queste si coprono con l\u2019aiuto di familiari o non si pagano le bollette e l\u2019affitto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe ancora meglio una pi\u00f9 dettagliata classificazione, pi\u00f9 vicina al vero:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Occupati a tempo pieno<\/strong><\/li>\n<li><strong>Occupati part time<\/strong><\/li>\n<li><strong>Occupati a progetto<\/strong><\/li>\n<li><strong>Occupati a chiamata<\/strong><\/li>\n<li>\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con particolare riferimento al fatto se queste ultime 3 categorie siano in grado o meno di fare fronte alle necessit\u00e0 primarie, come descritto. Allora si dovrebbe stilare una classifica di questo tipo, (un esempio):<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3935 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_OCC1.jpg\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"181\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_OCC1.jpg 636w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_OCC1-300x85.jpg 300w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_OCC1-600x171.jpg 600w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_OCC1-500x142.jpg 500w\" data-sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 636px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 636\/181;\" \/><\/p>\n<p><strong>Fig. 1: <\/strong><em>Per gli occupati a tempo pieno: alcuni vivono nell\u2019abbondanza mentre altri rasentano la soglia di povert\u00e0, per cui dovremmo essere in grado di creare una ulteriore classificazione. Altrimenti si potrebbe pensare seriamente che le attuali statistiche abbiano copiato in toto da La Statistica, del \u2018pollo\u2019 di Trilussa.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3934 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_MN1.jpg\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"136\" data-srcset=\"https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_MN1.jpg 643w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_MN1-300x63.jpg 300w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_MN1-600x127.jpg 600w, https:\/\/irprout.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Graf_MN1-500x106.jpg 500w\" data-sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 643px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 643\/136;\" \/><\/p>\n<p><strong>Fig. 2:\u00a0 <\/strong>I livelli di sostenibilit\u00e0 potrebbero essere molti, una scala con 50 livelli come suggerito da un esperto di Statistica veronese, che fissi al 30mo posto l\u2019avvenuta garanzia delle Necessit\u00e0 Minime o reddito sostenibile. Sotto il 30mo posto \u2018reddito non sostenibile\u2019 e carenza delle MN, sopra la 30ma posizione distribuzione delle cosiddette \u201cAmenit\u00e0\u201d, beni e servizi che vanno a migliorare la qualit\u00e0 della vita: oggi qualcuno non riesce a fare le vacanze, non viaggia, non pu\u00f2 andar a mangiarsi una pizza con gli\/le amici\/che, etc.<\/p>\n<p><span style=\"background-color: #99cc00;\"><strong>L\u2019impegno del Governo perci\u00f2 sar\u00e0 di portare tutti,\u00a0attraverso un piano economico di 5-10 anni, al livello minimo di sostenibilit\u00e0, al livello minimo di approvvigionamento delle Minime Necessit\u00e0.<\/strong><\/span> E programmare per un continuo aumento della capacit\u00e0 di acquisto e di distribuzione di beni voluttuari e servizi utili ma non essenziali, definiti sa Sarkar \u2018amenit\u00e0\u2019, che vanno oltre le Necessit\u00e0 Minime.<\/p>\n<p><em>Tarcisio Bonotto<\/em> \u2013 Istituto di Ricerca PROUT<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0analisi dell\u2019occupazione in Italia: miti e limiti\u00a0 Tarcisio Bonotto \u2013 02\/03\/2018 \u00a0Come si pu\u00f2 definire l\u2019occupazione? 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