{"id":5220,"date":"2020-03-05T14:30:54","date_gmt":"2020-03-05T13:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/irprout.it\/?p=5220"},"modified":"2020-03-05T14:40:30","modified_gmt":"2020-03-05T13:40:30","slug":"5220","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irprout.it\/?p=5220","title":{"rendered":"Economia italiana in crisi: Auchan, francese, lascia l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Economia italiana in crisi: Auchan, francese, lascia l\u2019Italia&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:left|color:%230d6cbf&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<span style=\"font-size: 14pt;\"><em>3100 dei 18.000 dipendenti rischiano il posto&#8230;<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"color: #808080;\">Tarcisio Bonotto &#8211; 29\/02\/2020<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;3&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<span style=\"font-size: 14pt;\">Auchan, catena francese di supermercati e ipermercati, 126 punti vendita in 11 regioni, chiude i battenti in Italia. Saranno ridimensionati i 18.600 dipendenti, stimati al 2010. Viene chiuso un centro Auchan a Verona. Altro colpo basso all\u2019economia nostrana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La Conad, cooperativa, rileva i centri Auchan in Italia, senza spendere un euro (assieme al gruppo Mincione al quale chieder\u00e0 aiuto nella ristrutturazione societaria). Conad \u00e8 certamente una buona soluzione, ma vediamone i contorni.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;5221&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;3&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]I <strong>Collaboratori Auchan Retail Italia<\/strong> lanciano un appello:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>Auchan Retail e AFM (Associazione Familiare Mulliez) abbandonano l\u2019italia dopo 30 anni e lasciano 18.000 collaboratori al loro destino!<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u201cConsiderata la rilevanza nazionale della vertenza Auchan \u2013 BDC\/CONAD,&nbsp;chiediamo l\u2019attivazione di un&nbsp;<strong>serio processo di ricollocazione<\/strong>&nbsp;che coinvolga AFM e Conad, dando la precedenza nelle assunzioni al&nbsp;personale proveniente da Auchan Retail Italia.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>L\u2019AFM \u00e8 ancora molto presente in Italia ed \u00e8 proprietaria di aziende del calibro di&nbsp;<strong>Decathlon, Pimkie, Kiabi, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Castorama, Lillapois, Ceetrus, Zodio, Fluch, Norauto, Oney, Midas, Jules.<\/strong>&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Vogliamo invitare le altre aziende dell\u2019AFM in Italia,&nbsp;<strong>aziende che puntano sulla Responsabilit\u00e0 Sociale&nbsp;come fattore differenziante<\/strong>, a cercare una soluzione di ricollocamento per i collaboratori in esubero di Auchan Retail Italia (in particolare riguardo agli 800 collaboratori della sede centrale, dei depositi e delle sedi regionali)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo ennesimo episodio mi sovviene alla mente il mantra economico invocato pi\u00f9 di frequente da Sindacati e Governo: \u201c<strong>cerchiamo investitori per far funzionare le nostre aziende!\u201d.<\/strong> Perch\u00e9 l\u2019investitore estero viene in Italia? Perch\u00e9 qui trova il terreno fertile per guadagnare. Certo ci d\u00e0 lavoro, ma si riporta in patria gran parte degli utili, soldi degli italiani che se ne vanno oltre cortina e non vengono investiti per far crescere l\u2019economia locale. Ma non \u00e8 finita: ad un certo punto, in un momento di crisi dei guadagni, l\u2019investitore toglie il disturbo e lascia dietro di s\u00e9 solo macerie. Poi, ancora una volta, Sindacati e Governo ritentano e cercano un novello investitore per queste aziende in crisi.<\/p>\n<p><strong>Vi ricordate la crisi finanziaria del 2008<\/strong>? Ebbene la Motorola nel novembre 2008, chiude il centro ricerche di Torino e ridimensiona le sedi di Roma e Milano, torna a Chicago, negli USA lasciando a casa 400 ingegneri italiani. Recentemente la Wirpool: avrebbe deciso di produrre all\u2019estero, dove tutto costa meno, e di lasciare a casa 500 lavoratori\/trici. Ci sono circa 350 vertenze aziendali sul tavolo del Governo, aziende che stanno chiudendo o delocalizzando. Il bollettino sembra proprio di guerra, una guerra combattuta tra proprietari delle aziende e chi alla fine fa funzionare tali aziende, i lavoratori e le lavoratrici.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma ripercorriamo la vicenda Auchan un po\u2019 pi\u00f9 da vicino.<\/strong><\/p>\n<p>I supermercati e ipermercati Auchan appartengono al gruppo <strong>Auchan<\/strong> che comprende 23 aziende partecipate all\u201984%, di propriet\u00e0 della <em>Associazione Famiglia Mulliez<\/em> (AFM). Alla medesima famiglia appartengono in totale circa 100 aziende partecipate a quote variabili dal 10% al 95% e solo 4 di propriet\u00e0 al 100%.<\/p>\n<p>Sono di propriet\u00e0 della stessa famiglia i marchi famosi a Verona, il \u201c<em>Leroy Merlin<\/em>\u201d, fondato da <em>Adolphe Leroy<\/em> e <em>Rose Merlin<\/em>, giunto in Italia nel 1979, e <em>Bricoman<\/em>, <em>Bricocenter<\/em> (Italia), raggruppati con altre 12 aziende in <strong>Adeo Group<\/strong>, la holding terzo gruppo pi\u00f9 grande nella vendita di beni di consumo per il bricolage e la decorazione. Infine anche i negozi <em>Decathlon, <\/em>societ\u00e0 francese di vendita al dettaglio di articoli sportivi e per il tempo libero, creata nel 1976 da <em>Michel Leclercq<\/em>.<\/p>\n<p>Le particolarit\u00e0 della Associazione Famiglia Mulliez, sono a dir poco sensazionali, un po\u2019 come la Ferrero italiana.<\/p>\n<p>Nel 2019, la <em>Mulliez Family Association<\/em> conta 700 membri. &nbsp;\u201cCreata nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/1955\">1955<\/a>, al fine di garantire la successione di Louis Mulliez, con l\u2019obiettivo di mantenere intatto il patrimonio di quest&#8217;ultimo e distribuire circa l&#8217;80% di tale patrimonio in modo teoricamente egualitario tra i suoi 11 eredi.&nbsp;La famiglia Mulliez ha una visione storica dell&#8217;azienda, in quanto tale \u00e8 ostile alla richiesta di finanziamenti esterni.&nbsp;Sotto la guida di G\u00e9rard Mulliez-Cavrois, fondatore di&nbsp;<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Phildar\">Phildar<\/a>, padre di G\u00e9rard Mulliez (Auchan), l&#8217;associazione sta espandendo la sua azione a finanziare progetti imprenditoriali per i familiari.&nbsp;Nessuna delle societ\u00e0 del gruppo Mulliez \u00e8 quotata in borsa.&nbsp;Quando creano una nuova societ\u00e0, l&#8217;associazione entra nel capitale per sostenerlo finanziariamente e talvolta pu\u00f2 attendere il ritorno dell&#8217;investimento solo tramite dividendi.&nbsp;Le loro societ\u00e0 sono organizzate per resistere alle crisi, come un&nbsp;<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Conglom%C3%A9rat_(%C3%A9conomie)\">conglomerato robusto di<\/a>&nbsp;distribuzione.&nbsp;I profitti vengono spesso reinvestiti per continuare il progetto di sviluppo del patrimonio\u201d. (<em>Fonte: Wikipedia<\/em>).<\/p>\n<p>Scrive <em>Emanuele Scarci:<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em>\u201c<strong>Vale 8 miliardi di euro l&#8217;impero in Italia della famiglia francese Mulliez<\/strong>, proprietaria di numerose catene nella grande distribuzione. Il dato emerge dal rapporto annuale dell&#8217;Ufficio studi di Mediobanca.<\/p>\n<p>Nel dettaglio, l&#8217;aggregato degli interessi italiani riconducibili alla famiglia Mulliez (con i marchi Auchan-Simply, Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie) ha toccato nel 2017 gli 8 miliardi di fatturato, facendone <strong>il primo gruppo estero attivo nella grande distribuzione italiana<\/strong>, al 14esimo posto nella classifica delle societ\u00e0 industriali e di servizi italiani.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tutto oro per\u00f2. Nella galassia Mulliez si allarga la voragine nel business del largo consumo: nel 2017 Auchan a fronte di ricavi per 1,99 miliardi perde 201 milioni (-65,8 l&#8217;esercizio precedente) mentre Simply con fatturato di 2,09 miliardi accusa una perdita netta di 187 milioni (-108). In tutto sono 388 milioni di perdite. Molto parzialmente compensate da Decathlon Italia che su 1,3 miliardi di ricavi realizza profitti per 43 milioni.<\/p>\n<p>Dello stesso valore circa le attivit\u00e0 italiane di un&#8217;altra famiglia francese, i <strong>Besnier, proprietari di Parmalat<\/strong>: gli asset italiani del gruppo Lactalis hanno toccato nel 2017 i 7,9 miliardi, facendone <strong>il secondo gruppo alimentare dietro Ferrero<\/strong>\u201d. (<em>25 ottobre 2018 &#8211; Emanuele Scarci &#8211; e.scarci709@gmail.com<\/em>)<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Massa e Carrara: un caso eclatante di spogliazione finanziaria<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019altra simile situazione di progressivo impoverimento della societ\u00e0 locale ad opera di gruppi esteri \u00e8 Massa e Carrara. Un tempo il marmo estratto veniva lavorato da circa 100 famiglie locali, creava reddito ed entrate fiscali. Oggi i blocchi di marmo bianco estratto a prezzi stracciati da circa 80 aziende, molte estere, in 200 cantieri, viene spedito all\u2019estero senza venire lavorato. Inoltre i danni ambientali arrecati, sono a spese dei Comuni che risultano essere tra i pi\u00f9 poveri d\u2019Italia, nonostante le risorse naturali.<\/p>\n<p>Il principio economico pi\u00f9 adeguato in questa situazione dovrebbe essere \u201c<strong>le materie prime non devono essere esportate<\/strong>\u201d direttamente, ma devono essere <strong>lavorate in loco per produrre lavoro, reddito ed entrate fiscali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Italia Colonia di Aziende Estere<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto una domanda \u00e8 d\u2019obbligo: <strong>Come mai abbiamo cos\u00ec tante aziende di propriet\u00e0 estera sul nostro territorio? <\/strong>Le vediamo arrivare nei momenti di benessere economico. Promettono occupazione e prosperit\u00e0. Poi quando meno te lo aspetti, in un momento di congiuntura economica sfavorevole, tolgono il disturbo. Nel frattempo hanno portato in patria molti soldi racimolati e non reinvestiti in Italia. Un danno enorme per l\u2019economia locale. Questa situazione di depauperamento continuativo dell\u2019economia italiana, deve finire se vogliamo una ripresa economica e il benessere delle famiglie italiane.<\/p>\n<p><strong>Sono passati in mani estere 12 marchi italiani, tra gli ultimi: <\/strong>PIZZA: PizzaBo, Start UP, DOLCIUMI: Pernigotti, GELATI: Grom (C. Petrini), BIRRA: Birra del Borgo. PASTA e RISO: Garofalo e Scotti, ALCOLICI: Stock 84, CIOCCOLATO ARTIGIANALE: Amedei, BIO: Fattorie Scaldasole, VINO: Chianti classico, PASTICCERIA: Cova Milano, SPUMANTI: Gancia, INSACCATI: Salumificio Rigamonti.<\/p>\n<p><strong>Sono pi\u00f9 di 60 le aziende italiane passate al controllo estero o compartecipate<\/strong>: non vogliamo arrecarvi disturbo qui e rimandiamo alle note in calce l\u2019elenco straordinario dei fiori all\u2019occhiello che hanno fatto la storia italiana.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vi \u00e8 un problema nel sistema liberista. <\/strong><\/p>\n<p>La crisi del sistema produttivo e distributivo attualmente in voga, nel sistema economico liberista, sembra sia dovuta a due fattori chiave: <strong>l\u2019eccessiva concentrazione della ricchezza prodotta in mano a poche persone<\/strong> (e questo alla lunga genera depressioni economiche), <strong>l\u2019aumento del GAP-Salariale<\/strong>, vale a dire il differenziale tra profitti e salari, per il quale l\u2019eccesso di liquidit\u00e0 aziendale viene investito in Borsa, generando di tanto in tanto delle Bolle Speculative e Crack finanziari.<\/p>\n<p><strong>Vi \u00e8 una proposta sensata e razionale nella teoria economica PROUT (Teoria della Utilizzazione Progressiva). <\/strong>Si dice che per escludere l\u2019eccessiva concentrazione di ricchezza in mano a poche famiglie o persone, tutte le attivit\u00e0 che hanno attinenza con i beni primari (alimenti, vestiario, abitazione, educazione, etc), che vanno a toccare direttamente il livello di sussistenza della popolazione, debbano essere gestite in modo COOPERATIVO. Circa 370 aziende in Italia si stanno orientando in questa direzione, i lavoratori\/trici si ricomprano l\u2019azienda in crisi e questa nella maggior parte risorge, si sviluppa e si consolida. Il lavoro a responsabilit\u00e0 collettivo sembra funzionare. Il reinvestimento degli utili in azienda \u00e8 maggiore che nelle aziende private e la distribuzione degli utili \u00e8 pi\u00f9 omogenea e socialmente rilevante.<\/p>\n<p>Certo con la CONAD Cooperativa il passaggio dalle attivit\u00e0 dalla multinazionale al sistema distributivo a responsabilit\u00e0 condivisa (cooperativa) \u00e8 un buon passo. Rimane l\u2019incognita di quanto le COOP italiane siano delle vere e proprie cooperative e quando siano invece delle aziende private mascherate da Coop. Infatti con l\u2019attuale statuto italiano delle cooperative nato nel 1948, dalla legge Basevi, non si possono distribuire gli utili. Per le cooperative Mondragon dei Paesi Baschi, nate nel 1954 ad opera di un prete, Arizmendarieta, lo scopo primario \u00e8 dare lavoro a tutti, secondo, un salario adeguato, terzo una adeguata redistribuzione degli utili come incentivo. Vi son 40 studi che affermano come le Coop Mondragon siano pi\u00f9 efficienti in molti aspetti delle parallele aziende private.<\/p>\n<p>Per questa ragione dovremmo cambiare lo statuto delle Cooperative Italiane, legge Basevi del 1947-48.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una buona notizia: <em>Ce la facciamo a gestirle noi le nostre aziende<\/em>? Yes.<\/strong><\/p>\n<p>A questo proposito mi ha molto toccato il processo di riconversione di un\u2019azienda di legatoria editoriale, la Zanardi di Padova, sommersa dai debiti e sull\u2019orlo del fallimento. In un\u2019accesa discussione sul futuro della azienda che contava 100 persone, la Commissaria chiede: \u201c<em>Ma chi rilegava i libri in Azienda?<\/em>\u201d, \u201c<em>Noi<\/em>\u201d, risposero i\/le lavoratori\/trici. \u201c<em>Allora perch\u00e9 non continuate a produrli voi?<\/em>\u201d. E cos\u00ec inizi\u00f2 l\u2019avventura del \u201cworker buyout\u201d, l\u2019azienda gestita dai lavoratori\/trici. \u201c<em>Uniti si pu\u00f2 fare, oggi saremmo tutti disoccupati<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Per non dover rivedere gli stessi scenari di crisi,<strong> le aziende di produzione e distribuzione dei beni primari, agricole e industriali, devono essere gestite da cooperative<\/strong>, per una pi\u00f9 proficua cooperazione, migliore distribuzione della ricchezza, maggiore coesione e stabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p><strong>Il nostro sistema liberista di propriet\u00e0 privata delle medie e grandi attivit\u00e0 economiche sta facendo acqua da molte parti, e sembra sulla via del tramonto<\/strong>, non rispondendo pi\u00f9 alle necessit\u00e0 della popolazione. E\u2019 d\u2019obbligo perci\u00f2 proporre un nuovo assetto della nostra produzione e distribuzione che vada a beneficio dell\u2019intera societ\u00e0 italiana. Il Governo e i sindacati dovrebbero aiutare in questa riconversione.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/12\/25\/padova-lazienda-che-rilega-libri-rinasce-grazie-agli-operai-che-lhanno-rilevata-uniti-si-puo-fare-oggi-saremmo-tutti-disoccupati\/5634627\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/12\/25\/padova-lazienda-che-rilega-libri-rinasce-grazie-agli-operai-che-lhanno-rilevata-uniti-si-puo-fare-oggi-saremmo-tutti-disoccupati\/5634627\/<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Societ\u00e0 e marchi italiani passati all\u2019estero:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Fiorucci, Maison di moda (Edwin International)<\/li>\n<li>Ferretti, gli Yacht (Shandong Heavy Industry-Weichai Group)<\/li>\n<li>Krizia, passata a Marisfrolg Fashion Co.<\/li>\n<li>Lvmh, titolare di Loro Piana (nel 2013) e di Bulgari (fondo francese Kering proprietario anche di Gucci a Bottega Veneta, Pomellato, Dodo, Sergio Rossi, Brioni, Richard Ginori)<\/li>\n<li>Valentino (Mayhoola Investments (Qatar))<\/li>\n<li>Gianfranco Ferr\u00e8 &#8211; Paris Group (Dubai)<\/li>\n<li>La Rinascente &#8211; (Central Group of Companies &#8211; Thailandia)<\/li>\n<li>Poltrona Frau, (Haworth &#8211; USA)<\/li>\n<li>Versace (stilista Michael Kors)<\/li>\n<li>La giapponese Itochu Corporation ha acquistato: Mila Schon, Conbipel, Sergio Tacchini, Belfe e Lario, Mandarina Duck, Coccinelle, Safilo, Ferr\u00e8 , Miss Sixty-Energie, Lumberjack e Valentino S.p.A.<\/li>\n<li>Vivendi diventa primo azionista di Telecom Italia<\/li>\n<li>Wind, nelle mani della russa VimpelCom<\/li>\n<li>Alla Nestl\u00e8: Marchio Italgel (Gelati Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti), Acqua minerale Sanpellegrino e controllate (Levissima, Recoaro, Vera, San Bernardo e Panna)<\/li>\n<li>Galbani, Locatelli, Invernizzi e Cademartori sono propriet\u00e0 di Lactalis, il Re del Camembert che si \u00e8 comprato Parmalat, poi Eridania Italia.<\/li>\n<li>Gli oli Cirio-Bertolli-De Rica alla spagnola Deoleo, gi\u00e0 titolare di Carapelli, Sasso e Friol.<\/li>\n<li>Caramelle Sperlari, Saila, Dietorelle, Dietor e Galatine (gruppo tedesco Katjes)<\/li>\n<li>Birra Peroni, con marchi Peroni e Nastro Azzurro (colosso sudafricano SABMiller)<\/li>\n<li>Star, proprietaria di diversi marchi come Pummar\u00f2, Sogni d&#8217;oro, GranRag\u00f9 Star, Orzo Bimbo, Risochef, Mellin (spagnola Gallina Blanca del Gruppo Agrolimen)<\/li>\n<li>Italcementi (HeidelbergCement)<\/li>\n<li>Pirelli parla cinese: ChemChina<\/li>\n<li>Merloni \u00e8 uscita definitivamente dalla scena degli elettrodomestici: Whirlpool ha di fatto acquisito il 56% del gruppo di Fabriano salendo al 60,4%.<\/li>\n<li>Utility romana Acea (23% a francese SUEZ)<\/li>\n<li>Magneti Marelli passa ai giapponesi di Calsonic Kansei<\/li>\n<li>Edison (Edf)<\/li>\n<li>Saras, controllata dai Moratti dai russi di Rosneft<\/li>\n<li>Terna e Snam controllate al 35% da State Grid of China<\/li>\n<li>Ansaldo Energia di Shanghai Electric al 40%<\/li>\n<li>Fiat Ferroviaria \u00e8 controllata da Alstom<\/li>\n<li>Tecnomasio-Brown Boveri sotto la canadese Bombardier<\/li>\n<li>AnsaldoBreda e il 40% di Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi<\/li>\n<li>Piaggio Aerospace al fondo sovrano arabo Mubadalae<\/li>\n<li>Ducati Motor Holding S.p.A. (Audi AG del Gruppo tedesco Volkswagen)<\/li>\n<li>Lamborghini (Audi AG del Gruppo tedesco Volkswagen)<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Economia italiana in crisi: Auchan, francese, lascia l\u2019Italia&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:left|color:%230d6cbf&#8221; google_fonts=&#8221;font_family:Asap%3Aregular%2Citalic%2C700%2C700italic|font_style:700%20bold%20regular%3A700%3Anormal&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]3100 dei 18.000 dipendenti rischiano il posto&#8230; Tarcisio Bonotto &#8211; 29\/02\/2020[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;chino&#8221; border_width=&#8221;3&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Auchan, catena francese di supermercati e ipermercati, 126 punti vendita in 11 regioni, chiude i battenti in Italia. 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