DEPRESSIONI ECONOMICHE

Depressioni Economiche
Risultato dello sfruttamento

 

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P.R. Sarkar, analizza le cause della Depressione Economica, affermando che la ragione primaria è lo sfruttamento dei più ricchi verso la popolazione che non ha in mano le redini del potere.

Si possono notare altri elementi che portano la speculazione e lo sfruttamento al massimo: il tracollo del tessuto economico, così come si è sviluppato negli anni, dell’economia reale. Come è successo nel 1929, si trovano anche oggi, prezzo del petrolio in salita, bolla immobiliare, diminuzione del minimo salariale. Ravi Batra dimostra, documenti alla mano, come siamo vicini per condizioni economiche al 1929. 

Vogliamo dare qui ampio respiro al pensiero e analisi di Sarkar, visto il momento storico planetario, troverete l’articolo completo nel libro “Elementi di Economica Proutista”, nella sezione Libri

… Le depressioni economiche sono in realtà il risultato netto di soppressione, repressione ed oppressione — in una parola dello sfruttamento.

Quando lo sfruttamento raggiunge il punto culminante, la mobilità e la velocità della società diventano praticamente nulle. In tale stadio, cioè in questo punto culminante, si verifica un’esplosione naturale. Nel caso del mondo fisico l’esplosione è di natura fisica, nella sfera psichica l’esplosione è di carattere psichico e così via. Le depressioni si possono presentare in ciascuna delle quattro ere – la Shu’dra, la Ks’attriya, la Vipra o la Vaeshya[1].

A causa di soppressione, repressione ed oppressione, le depressioni si possono verificare anche nella vita culturale della società. Come risultato ogni aspetto della vita culturale diventa perverso e degenerato. Ecco perché si arriva ad una letteratura, musica, danza, arte, architettura ecc., corrotte.

Sia nell’ambito sociale che in quello economico, questa depressione diventa insopportabile per il singolo e per la comunità nel suo insieme. Una situazione del genere si è verificata negli anni tra il 1929 ed il 1931…

starvation_1921… Anche oggi è quasi arrivato il momento di una tale acuta reazione. L’esplosione si verificherà nel giro di due, tre o cinque anni. Sicuramente entro dieci. La differenza tra la depressione precedente e quella futura starà nel fatto che nella prima c’è stata poca inflazione, ma quella futura sarà associata ad inflazione. Di conseguenza sarà più dannosa per lo sviluppo integrato della società umana.

La depressione si verificherà nella sottosezione industriale dell’economia commerciale. Avrà conseguenze estese e devastanti per l’umanità.

E’ possibile evitare il disastro ed accelerare la velocità del movimento sociale prima di arrivare al punto limite.

Niente dovrebbe essere lasciato intentato per ridurre la durata di questa depressione economica. E’ possibile evitare il disastro ed accelerare la velocità del movimento sociale prima di arrivare al punto limite. Possiamo farlo creando un impatto socio-economico e culturale sull’intera struttura sociale attraverso la teoria PROUT. Dal momento che il mondo sta attraversando una fase molto critica, dovremmo essere più attivi e creare questo impatto. Se l’impatto positivo che creiamo coinciderà con l’esplosione, l’effetto sarà eccellente.

Si deve tenere in mente che sia l’inflazione sia la depressione derivano dal malessere della staticità. Se in un paese la produzione è abbondante e le riserve d’oro sono proporzionate alla posizione economica del paese, non c’è possibilità d’inflazione. Tuttavia, se la circolazione di capitale decresce come risultato della staticità ed anche il quantum di produzione diminuisce, allora si verificherà sicuramente il fenomeno dell’inflazione.

Anche nel caso in cui un paese abbia un deficit costante nel commercio estero c’è possibilità d’inflazione. Inoltre se il commercio estero non è condotto secondo il sistema del baratto ed il paese deve importare generi alimentari ed esportare materie prime, certamente ci sarà inflazione.

D’altro canto, se c’è sufficiente produzione ed un’adeguata offerta, ma improvvisamente il quantum di domanda cade, allora per l’acquirente il valore della moneta aumenta improvvisamente. Questo fenomeno è detto “inflazione negativa” o “deflazione”.

 

 Cause delle Depressioni Economiche 

Ci sono due cause principali per le depressioni economiche

  1. prima, la concentrazione di ricchezza,
  2. seconda, il blocco nel movimento del denaro.

Se il capitale è concentrato nelle mani di pochi individui o dello stato, molta gente sarà sfruttata da un manipolo di sfruttatori. Come risultato di questo processo di duro sfruttamento, si verifica una grave esplosione. Tale esplosione è conosciuta nel mondo economico come depressione. La concentrazione di ricchezza ed in particolare la concentrazione del valore della ricchezza è la causa fondamentale di una depressione.

In secondo luogo, si può verificare una depressione quando il denaro nelle mani di capitalisti individuali o di stato smette di circolare…

… Se c’è eccedenza di manodopera e deficit di produzione, l’effetto della depressione è più acuto. Bihar, Andhra Pradesh, specialmente la regione di Telingana, e l’Orissa sono aree ad eccedenza di manodopera, così, durante una depressione, potrebbero trovarsi di fronte ad una indiscriminata chiusura delle imprese e a sospensione delle produzioni. Quando i salari crollano, quanti si trovano nelle aree con abbondanza di manodopera, e solitamente si spostano nelle aree in cui c’è scarsità di manodopera per trovare un impiego, saranno soggetti a maggiori difficoltà. Questo aggraverà il problema della disoccupazione nelle aree con eccedenza di manodopera. In situazioni simili, limitare il trasferimento di generi alimentari tra le diverse unità socio-economiche potrebbe portare ad una grave situazione di scarsità alimentare nelle aree con deficit di produzione, perciò non si dovrebbe introdurre un sistema protezionistico. Paesi e regioni con eccedenza di produzione e deficit di manodopera di solito incontrano minori difficoltà in caso di depressione.

 Effetto delle Depressioni Economiche 

Una depressione economica nei paesi capitalisti non risparmierà i paesi comunisti o cosiddetti socialisti, l’India ed il Medio Oriente. L’India esporta molte materie prime verso paesi industrialmente sviluppati e ai loro satelliti. L’India compra da altri paesi anche le materie prime, come il cotone grezzo, sebbene nel passato lo esportasse.

Perciò, nella misura in cui essa dipende da altri paesi per le sue esportazioni ed importazioni, ne sarà colpita.

L’India inoltre ha immensi debiti, e tali debiti appesantiranno la sua economia durante la depressione economica. Le scintille della depressione non risparmieranno l’India. Se verrà ridotto il commercio finanziario o monetario – o diciamo quello dipendente dal metallo prezioso – ed aumenterà invece quello di scambio, (baratto) allora l’effetto della depressione sull’India non sarà cosi’ pesante. Perciò essa dovrebbe cercare di incrementare il raggio di azione del commercio di scambio…

… In quel momento, i paesi arabi – quelli che producono petrolio – saranno i più colpiti. Neppure i paesi comunisti saranno risparmiati dall’attacco di una depressione. Questi paesi non sono stati in grado di risolvere i propri problemi alimentari. Sebbene abbiano enormi riserve alimentari, dipendono da Canada, Stati Uniti e Australia per le forniture di grano. Se questi paesi, aventi come moneta il dollaro, attraversassero un periodo di depressione, anche i paesi comunisti certamente sarebbero colpiti da una recessione, sebbene non in misura disastrosa.

La depressione non è un fenomeno naturale.

Una battuta d’arresto, una pausa, è un fenomeno naturale.

In una struttura proutista potrà verificarsi una pausa, ma mai una depressione.

Per salvare la società dalla depressione, l’approccio della teoria PROUT è di aumentare il potere d’acquisto attraverso l’incremento della produzione, ridurre le differenze nel valore del patrimonio e aumentare la circolazione del denaro, cioè mantenere il denaro in movimento. Non serviranno slogan vuoti di significato. Si dovrà prestare attenzione alla possibilità di aumentare il livello di produzione.

Nei paesi capitalisti e comunisti, il metodo di produzione è imperfetto. Nei paesi capitalisti la manodopera non lavora nell’interesse della direzione e la direzione non permette la circolazione di denaro a causa della concentrazione di ricchezza. Nei paesi comunisti la manodopera non si sente un tutt’uno con il proprio lavoro e questo è il motivo per cui la produzione è lenta e ristagna.

Il modello cooperativo del PROUT è libero da entrambi questi tipi di difetti. Il PROUT è in armonia con gli ideali e i sentimenti umani. Gli altri sistemi socio-economici vanno contro l’esistenza umana e l’elevazione totale degli esseri umani.

 

 Inflazione da riserve di metalli preziosi 

Nelle economie capitaliste, la produzione è volta al profitto del capitalista ed il profitto va a singoli, a gruppi e alle casse dello stato. Nelle economie socialiste o del cosiddetto comunismo, il profitto va alle casse dello stato ed una parte microscopica del profitto va ai veri produttori. In entrambi i casi esiste capitalismo ed ogni volta che viene richiesto un nuovo investimento finanziario, si ha inflazione.

In una economia proutista la produzione sarà volta solamente al consumo. Dato che non ci sarà nessuna motivazione di profitto, non ci potrà essere nessuna nuova inflazione e quella esistente scomparirà gradualmente.

  1. Nella prima fase della produzione o consumo del sistema PROUT, il valore del denaro rimarrà costante e sarà garantito al popolo un adeguato potere d’acquisto.
  2. Nella seconda fase, quando la produzione aumenterà dopo aver rivisto l’ordine economico, il denaro recupererà il suo naturale valore di mercato. Infine, dopo la fase di consolidamento dell’economia di consumo, il denaro ritornerà al suo valore reale. L’inflazione sarà controllata e saranno garantiti alla gente il potere d’acquisto ed il fabbisogno minimo.
  3. La seconda fase durerà dai dieci ai quindici anni. Allo scadere di questo periodo, cioè nella terza fase, il fabbisogno minimo aumenterà e la gente acquisirà un maggiore potere d’acquisto. Questo potere aumenterà a ritmo accelerato.

La stampa e la messa in circolazione di banconote senza valore corrispettivo in riserve di metallo prezioso dovrà cessare immediatamente, e dovrebbero essere messe in circolazione nuove banconote con valore pari alle riserve, con colori e forme nuove. Nessuna banconota dovrebbe essere emessa dal governo da quel momento in poi senza una chiara assicurazione che è pronto a pagare la somma richiesta in oro. Queste azioni possono essere realizzate solo da un governo proutista.

N.dT. : oggi che la crisi prevista da P.R.Sarkar e’ in atto, i governi dei vari paesi del mondo (G 20) si apprestano a varare misure come ingenti prestiti di denaro a banche e grandi industrie, denaro che però non ha alcun corrispettivo in riserve auree. Ciò equivale a stampare carta moneta priva di valore. Anche se questa soluzione a breve termine potrebbe portare sollievo contro la crisi, a medio termine si rivelerà dannosa, con un effetto boomerang che potrebbe investire l’economia mondiale in maniera catastrofica.

 


 Inflazione da Produzione 

Nemmeno il problema dell’inflazione da produzione può essere ignorato. Essa può verificarsi in due modi. Primo, con l’applicazione di metodi scientifici, in particolari regioni socio-economiche la produzione di certe merci può aumentare eccedendo la domanda o le necessità. Allora sorge il problema di come commercializzare o utilizzare tale eccesso di produzione o sovrapproduzione. In secondo luogo, può anche succedere che improvvisamente in determinate circostanze la produzione di prodotti primari aumenti, diventando difficoltoso trovare un mercato per tale produzione.

A questo punto sorge il problema se tale produzione aumenterà o meno il potere d’acquisto ed eleverà lo standard di vita. In circostanze generali tale produzione non è un grosso problema, non è un problema cronico, ma se non si prende nessuna misura per trovare un mercato per tale sovrapproduzione, allora può diventarlo. Questo problema può essere contrastato attraverso tre misure precauzionali.

Prima, dovrebbe esistere un sistema di libero scambio in modo che la sovrapproduzione possa essere assorbita da altri paesi o altre unità economiche.

Seconda, dovrebbero essere ideati ovunque piani adeguati per la conservazione dei prodotti in sovrapproduzione.

Terza, dovrebbero essere inventati nuovi e diversificati stili di utilizzo di prodotti. Cioè, la natura del consumo dovrebbe essere progressiva e lo stile dovrebbe essere diversificato. Per esempio, al momento in India si ha solo una limitata utilizzazione di semi di lino. Se all’olio estratto dal seme di lino venisse tolto l’odore, allora potrebbe essere ampiamente utilizzato come olio commestibile. Dalle piante di semi di lino, che generalmente vengono buttate, si può ricavare anche il filato di lino. In India si produce abbondante okra (lady fingers), ma è usato solo come ortaggio. Dai semi di okra si può ricavare olio, e questo può essere lavorato e inserito nel mercato come olio commestibile. Inoltre dalla sua pianta si può ricavare un ottimo filato e possono essere confezionati a partire da questo, stoffe di buona qualità.


In una struttura economica riveduta – cioè PROUT – non ci dovranno essere dazi di importazione o esportazione sui prodotti di consumo primari. Se ciò si realizza, allora questo mondo si trasformerà in una miniera d’oro.

Il sistema delle Comuni soffre del grave problema di carenza cronica di prodotti alimentari e di conseguenza i paesi comunisti li importano dai paesi capitalisti, nonostante il grido d’allarme che sollevano riguardo ai propri “ismi”. Perciò essi si oppongono al sistema del libero scambio.

L’esportazione di materie prime è indice di un’economia malata. Se la sovrapproduzione è dovuta all’applicazione scientifica di metodi avanzati nell’industria e nell’agricoltura, quali buoni fertilizzanti, allora il consumo può essere regolato attraverso metodi diversi, come è stato suggerito precedentemente. Questo aumenterà anche il potere d’acquisto della gente. A questo stadio la generosità della natura si rivelerà essere in definitiva un beneficio per la gente comune. Ne segue che in una struttura proutista l’inflazione da produzione non sarebbe considerata un problema.

 


 La Panacea 

PROUT è la panacea per il progresso integrato della società umana. Mira a portare equilibrio e bilanciamento in tutti gli aspetti della vita socio-economica attraverso una scienza economica totalmente ristrutturata. Senza il PROUT, l’emancipazione socio-economica resterebbe un’utopia. Solo il PROUT può salvare il mondo dalla depressione economica.

Inoltre, soltanto PROUT è esente dalla staticità intrinseca ed estrinseca. Nel capitalismo si ha staticità estrinseca ed intrinseca. Nel comunismo c’è un’innata staticità estensiva e intensiva. La gente soffre per le afflizioni della staticità. Queste ultime distruggeranno, in un futuro molto prossimo, tutte le forme di “ismi”. I saggi dovrebbero sfruttare questo opportuno momento.

Siamo vicini all’ultimo stadio dell’Era Vaeshya. Se si crea un impatto esso aiuterà l’umanità che soffre. E’ il momento più opportuno per avviare una rivoluzione totale. Questa è una nuova sub-teoria della teoria proutista e può essere chiamata gati vijina’na la scienza della dinamica (socio-economica) del PROUT.

Calcutta, 13 settembre 1987.

[1] Le ere Shu’dra, Ks’attriya, Vipra o Vaeshya, rispettivamente dei Lavoratori, Guerrieri, Intellettuali, Capitalisti, sono definite tali da Sarkar in base alle quattro psicologie sociali che le rappresentano. Tali psicologie dominano in modo ciclico la società: si passa ad esempio dall’era tribale, definita dei Lavoratori, all’Impero Romano, epoca dei Guerrieri, verso il predominio della Chiesa, epoca degli intellettuali e con la rivoluzione industriale, all’avvento degli Acquisitori, o capitalisti. Questa è la Teoria del Ciclo Sociale di Sarkar, ampiamente trattata in “Società Umana” parte 1 e 2.