POPOLAZIONE: CRESCITA E CONTROLLO di P.R. Sarkar

 popolazione: crescita e controllo 

di P.R. Sarkar


Il contesto socio-economico della società di oggi è profondamente irrequieto e turbolento. La crescita della popolazione, in questo ambiente anomalo, è stata vista come una minaccia all’esistenza della società umana, ma in realtà questo tipo di propaganda non è altro che una maligna cospirazione progettata da interessi di parte. Nessun problema è maggiore della capacità umana di risolverlo. Come tutti i problemi che si presentano all’umanità, il problema della crescita della popolazione deve essere affrontato e risolto in modo corretto.


Nel corso naturale dell’evoluzione, nascita e morte mantengono un certo parallelismo con la continuità del flusso senza fine della creazione. Ogni giorno, con la nascita di bimbi/e, i genitori e altri membri della famiglia sperimentano, naturalmente, grande felicità. Ma è materia di grande dolore il fatto che vi siano alcune persone del governo, o di altre sfere della vita pubblica, che considerano l’aumento del tasso di natalità come una maledizione sociale. Questo atteggiamento negativo è sicuramente una macchia oscura per la razza umana che ha raggiunto un certo grado di sviluppo intellettuale e di conoscenza scientifica.

 Crescita demografica 
È il problema della popolazione veramente un problema naturale? Il problema della popolazione dovrebbe essere considerato nel contesto di due fattori vitali – la disponibilità di cibo e la disponibilità di spazio. Oggi gli esseri umani hanno i mezzi sufficienti per gestire gli alimenti. La terra abbonda di risorse alimentari per nutrire molte volte di più la popolazione attuale. A causa della mancanza di collaborazione coordinata, di uno sforzo collettivo, di un’ideologia adeguata e di una buona pianificazione, la società è stata frammentata in molti gruppi e sottogruppi belligeranti, creando così nazioni ricche e povere.

Come risultato di questa tendenza fissipara, la società non è attualmente in grado di produrre cibo a sufficienza per soddisfare le esigenze umane. La tragedia è che anche se ci sono abbastanza risorse per la fornitura di cibo nutriente a tutti gli esseri umani sul pianeta, a causa dei difettosi sistemi socio-economici, non è stato ancora messo a punto un metodo efficiente per la distribuzione delle stesse.
Inoltre, non vi sarebbe carenza di spazio per vivere sul pianeta se lo spazio esistente venisse correttamente utilizzato. Poiché la terra è stata frazionata a causa di molte arbitrarie restrizioni sociali, economiche e politiche, e dell’influenza pervasiva di dogmi malevoli, le persone non sono in grado di affrontare i problemi in modo naturale. Se si fosse adottato il sistema della “massima utilizzazione e distribuzione razionale” di tutte le risorse naturali, l’eccessiva pressione dei problemi socio-economici potrebbe essere facilmente attenuata.

Che una madre sia fornita di latte materno sufficiente a nutrire il/la suo/a bambino/a appena nato/a, è una legge di natura. Allo stesso modo la natura è stata generosa nel fornire le risorse necessarie a soddisfare la domanda di cibo, e di altri requisiti essenziali, a tutti gli esseri umani. Vi è la necessità che le persone utilizzino in modo corretto queste risorse naturali. La natura stessa non può essere biasimata per la carenza di cibo o di spazio. Questi problemi sono essenzialmente il risultato di errori commessi dagli esseri umani.
E ‘un fatto che la popolazione mondiale è in rapido aumento, e di conseguenza molte persone siano spaventate. Nei paesi capitalisti ci sono ragioni sufficienti per tale timore. In questi paesi l’aumento della popolazione significa un corrispondente aumento della povertà della gente. Ma non c’è motivo per tanta paura in un sistema economico [di tipo] collettivo. In caso di carenza di alimenti e alloggio le persone collettivamente convertiranno le terre sterili in seminativi, aumenteranno la produzione agricola con metodi scientifici e produrranno cibo attraverso processi chimici che utilizzano le potenzialità della terra, acqua e aria. E se questa terra perde la sua produttività, allora gli esseri umani migreranno verso altri pianeti e satelliti e lì si stabiliranno.
Se le persone che vivono nei paesi capitalisti adotteranno volontariamente il metodi del controllo delle nascite per evitare le difficoltà economiche, forse non dovremmo criticarli. Ma va qui ricordato che l’utilizzo di metodi di controllo delle nascite che deformano i corpi di uomini e donne o distruggono le loro capacità riproduttive per sempre non può essere sostenuto, perché in qualsiasi momento ciò può causare una reazione mentale violenta.

 la soluzione del PROUT 

Nelle attuali condizioni socio-economiche, la teoria economica PROUT sostiene una politica integrata e precisa per affrontare il problema della popolazione. Secondo il PROUT, la crescita della popolazione raggiungerà automaticamente un suo livello naturale, in presenza dei seguenti quattro fattori all’interno della società:

  • In primo luogo libertà economica in modo che le persone possano avere una dieta nutriente. In Scandinavia, ad esempio, la capacità di acquisto della popolazione è alta e le persone godono di un buon tenore di vita; grazie a questo non sono afflitti dal problema della sovrappopolazione.
  • In secondo luogo, tutti dovrebbero avere il diritto di godere di buona salute. Se le persone hanno un corpo e la mente sani il loro sistema ghiandolare resta equilibrato, e possono facilmente trasformare la propria energia fisica in energia psichica e la loro energia psichica in energia spirituale. Grazie a questo sforzo, di canalizzare la mente in una direzione spirituale, le propensioni mentali più vili sono facilmente controllabili.
  • In terzo luogo, la gente dovrebbe essere libera da preoccupazioni mentali inutili e ansie. Quando si soffre in continuazione di angustie mentali, la mente si abbandona naturalmente ai più vili godimenti fisici per sbarazzarsi di quella condizione indesiderata. Quando le agonie mentali spariscono, gli esseri umani potranno godere di pace mentale ed essere in grado di assimilare le idee più sottili.
  • In quarto luogo, dovrà essere elevato il livello intellettuale dell’umanità. Con il progresso intellettuale gli esseri umani svilupperanno a 360 gradi le proprie potenzialità psichiche e potranno facilmente evolvere il loro potenziale psico-spirituale. Attraverso un continuo impegno, gli esseri umani saranno in grado di raggiungere la posizione suprema, fondendo la loro singola esistenza unitaria nell’esistenza Cosmica.

Quindi, il problema della popolazione non è solo un problema economico – ma include anche gli aspetti economici, biologici, psicologici e intellettuali.
Oggi le persone danno più importanza alla politica rispetto agli aspetti bio-psicologici ed economici scatenanti la crescita della popolazione.
La teoria che la popolazione aumenti ad un ritmo geometrico mentre la produzione di cibo aumenta ad un tasso aritmetico è profondamente difettosa. Una tale situazione può verificarsi solo in un sistema economico squilibrato. Tale problema non esisterà in un sistema economico progressista e bilanciato.

 economia collettiva 

E’ profondamente sbagliato propagandare l’idea che una popolazione in rapido aumento influenzerà negativamente la struttura economica collettiva. Oggi i capitalisti stanno cercando di controllare la crescita della popolazione attraverso il controllo delle nascite, perché un aumento della popolazione è dannoso per il capitalismo.

In una struttura economica collettiva non ci sarà necessità di sostenere il controllo delle nascite. Piuttosto, un aumento della popolazione aiuterà nella produzione dei beni essenziali.

Buone varietà di sementi, terra fertile, nutrimento adeguato, luce, aria e acqua sono tutti essenziali per una buona riproduzione sia nel regno vegetale sia animale. In questo senso gli esseri umani non sono diversi dalle altre creature…

La scienza ha raggiunto un tale livello che può inaugurare una nuova era. Può produrre cibo sintetico in forma di compresse per aiutare a risolvere i problemi alimentari del mondo. Una singola compressa cibo può essere sufficiente a fornire sostentamento per un giorno intero, quindi non dobbiamo temere l’ aumento della popolazione. Le generazioni future potranno spendere più tempo ed energie per attività psichiche e spirituali sottili, quindi la loro domanda di cibo fisico diminuirà.

Attraverso la ricerca oceanografica sono state scoperte abbondanti risorse alimentari nel mare e sul fondo del mare. Con l’applicazione della scienza e della tecnologia possiamo sfruttare queste risorse per affrontare la sfida del problema alimentare. La crisi che la società di oggi sta affrontando indica che l’umanità non incoraggia la massima utilizzazione e la distribuzione razionale delle potenzialità del pianeta. La scienza oggi viene utilizzato per sviluppare armi da guerra sempre più distruttive, piuttosto che per scopi benevoli e costruttivi.
La società dovrà adottare un sistema economico collettivo per:

  • massimizzare la produzione e la sicurezza economica al fine di controllare l’accumulo
  • garantire la razionale distribuzione della ricchezza collettiva attraverso un sistema cooperativo affiatato
  • attuare una pianificazione socio-economico decentrata
  • e assicurare il massimo utilizzo di tutti i tipi di potenzialità: mondane, sopramondane e spirituali.

Quindi la società fino ad ora non ha adottato un approccio di questo tipo e per questa ragione non è stata in grado di risolvere il problema alimentare.

Invece, sono state promosse forzatamente alcune pratiche disumane di controllo delle nascite. Non solo, tali pratiche sono pregiudizievoli per mantenere un corpo umano e una mente sani, provocano deformità fisica, disturbi, incomprensioni nella vita familiare, disordine mentale e debolezza.
Coloro ai quali sono stati causati tali disturbi psichici perdono il coraggio di affrontare le avversità della vita e la capacità di combattere per la giustizia sociale.

Imporre la paura della crescita della popolazione non è altro che una furba cospirazione realizzata da interessi particolari per sviare le persone e sfruttare la società. Le persone ottimiste di tutto il mondo dovranno unirsi e alzare la voce contro questa atroce cospirazione, e lavorare insieme per costruire una società giusta e benevola.

Agricoltura: Autosufficienza Produttiva e Unico Sindacato Agricolo

Agricoltura: Autosufficienza produttiva e un unico sindacato agricolo

dibattito in TV: di Tarcisio Bonotto


Il ‘peccato originale’ della crisi dell’agricoltura italiana è la “libera circolazione delle merci” imposta dalla globalizzazione economica e sancita dalla UE. Con la sola qualità dei prodotti non riusciremo a far ripartire l’economia italiana. E’ necessaria la AUTOSUFFICIENZA produttiva. Se ogni paese diventasse autosufficiente avremmo come risultato la massima occupazione. Se lo dicono gli economisti, perché non provarci?


Il conduttore di Notizie Oggi, canala Italia 53, Vito Monaco

L’invito era di Canale Italia 53, TV di Rubano in provincia di Padova, specializzata in dibattiti sui temi di attualità e televendite. E più attuale al momento sembra essere proprio l’agricoltura, perché da essa dipende la nostra alimentazione ed esistenza fisica…

Presenti come relatori due agricoltori, un nutrizionista, un agronomo, un sindacalista presidente del CopAgri, l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan e come pubblico una trentina di agricoltori e cultori della materia.

Il dibattito si è incentrato sui problemi che affronta oggi l’Agricoltura, da anni ormai sempre gli stessi, bassi prezzi delle materie prime alla produzione, prezzi dei prodotti alla distribuzione esorbitanti, aziende che chiudono per la concorrenza iniqua di paesi con più bassi livelli di retribuzione. Per fare un esempio importiamo dalla Cina dove la differenza salariale con l’Italia si attesta a 1 a 36.

Si è proseguito con l’elenco dei paesi da cui importiamo merci: Tunisia, l’olio a basso prezzo, ma non troppo controllato per la qualità, agrumi dal Marocco e oggi anche riso dalla Cambogia e dal Vietnam, dice la UE per aiutare quei paesi.

Vanni Stoppato, Agricoltore

Il nocciolo del problema per Vanni Stoppato, agricoltore di Nogara, è l’obbligo in Italia di produrre soia non OGM, mentre i sindacati agricoli nulla dicono sulla soia OGM importata, con la quale si alimentano gli animali. Non solo molta di quella soia transgenica è presente anche nei nostri alimenti.

Giorgio Bissoli, contoterzista agricolo, e presidente dell’Ass. Azione Rurale, ha sottolineato il fatto che nelle borse merci locali i prezzi sono ‘costruiti’ dai sindacati agricoli e non sono sempre favorevoli agli agricoltori.

Giorgio Bissoli, Agricoltore

In pratica è emersa una situazione dell’organizzazione agro-industriale a dir poco selvaggia, ci sono delle regole, anche non scritte, ma vengono regolarmente stravolte. Un esempio: gli agricoltori piantano i pomodori, materia prima per diverse aziende italiane, ma queste impongono il prezzo solo dopo qualche settimana dalla piantumazione, gli agricoltori non possono tornare indietro e devono accettare il prezzo al ribasso. Quest’anno il prezzo del pomodoro è sceso del 25% rispetto all’anno scorso.

L’Assessore all’Agricoltura Pan, ha ribadito la necessità di attuare la politica della qualità dei prodotti per essere competitivi sul mercato, anche internazionale. Ha affermato che stanno recuperando la produzione della barbabietola. Al che si è scatenata la protesta di Vanni Stoppato affermando “avete venduto le quote delle barbabietole da zucchero a Germania e Francia e adesso volete recuperarle, perché non avete fermato la vendita?”“Non sono stato io a venderle”, risponde l’assessore.

Giuseppe Pan, Assessore Agricoltura Regione Veneto

In effetti sarebbe stato opportuno, da parte della Regione Veneto, per lo meno protestare per la decisione dei sindacati agricoli di vendere le quote ed eliminare definitivamente la produzione della barbabietola da Emilia Romagna e Veneto, obbligare alla chiusura 3 zuccherifici, visto che una buona parte della produzione proveniva dal Veneto, causando perdite secche per investimenti sui macchinari e mancati guadagni.

Il sindacalista della CopAgri, Franco Verracina, ha elencato alcuni dati sulla chiusura di attività agricole, diminuzione della produzione, aumento della disoccupazione, ma ha puntato pure sulla qualità e sui controlli per salvaguardare il made in Italy.

Alcune delle soluzioni più quotate per la salvaguardia dell’agricoltura e dell’occupazione, da quanto è emerso, sarebbero la qualità, i controlli e la capacità di scelta del consumatore. Mi sono venuti parecchi dubbi su queste possibili soluzioni perché se ne parla da molti anni ma non si è vista ancora una inversione di tendenza. In questa crisi le persone pensano a sfamarsi e meno alla qualità…

Non vedendo spiragli per delle appropriate soluzioni, sono intervenuto affermando che dovremmo smetterla di pensare alla qualità dei prodotti e alle capacità di scelta del consumatore quando il ‘peccato originale’, la causa della crisi produttiva è un’altra. La Globalizzazione Economica con i suoi 3 trattati (GATT, TRIM, TRIP) stesi su 27.000 pagine introdotta in Europa dal 2001, con l’entrata dell’euro, ha aperto le frontiere ad ogni merce senza restrizioni alcuna, per il principio della ‘libera circolazione delle merci’. Ma con le merci provenienti da paesi con differenze salariali da 1-10 a 1-36 rispetto all’Italia, è impossibile competere e le nostre produzioni e aziende devono chiudere. Dal 2001 ad oggi sono sparite 270.000 imprese agricole, 114.000 solo nel 2013.

Tarcisio Bonotto, IRP

A questo punto dobbiamo delineare una via di uscita possibile e come Istituto di Ricerca PROUT la vediamo nella AUTOSUFFICIENZA produttiva italiana. Vale a dire “produrre localmente tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che possiamo produrre per garantire a tutti le necessità basilari“.

Ciò significa che “non importiamo merci e prodotti che possiamo produrre in loco” pena aumento della disoccupazione. Se produciamo pomodori per il 100% del fabbisogno italiano, non importeremo pomodori, etc.

Ma aggiungiamo che abbiamo il diritto di nascita di “boicottare o buttare fuori dal mercato le merci e prodotti che non sono prodotti in Italia”, per la nostra sopravvivenza e per favorire l’occupazione locale. Non vediamo altre strade.

Il dibattito è proseguito con la proposta di Vanni Stoppato: “Chiudiamo gli occhi per un momento e pensiamo di avere in Italia un solo sindacato agricolo, i cui dirigenti siano eletti dagli agricoltori”, invece del dividi et impera delle 3 e più Sindacati Agricoli oggi presenti che sembra non lottino più a favore degli agricoltori. Infatti il loro budget proviene per il 10% dal tesseramento degli agricoltori e per il 90% da contributi istituzionali. Troppo comodo lavorare in questo modo.

In effetti l’attenzione dovrebbe essere spostata dalla divisione e lotta di natura politica dei Sindacati ai soli problemi economici delle categorie rappresentate.

Voi sapete che se le proposte sono razionali e incontrano il sentimento collettivo, la loro realizzazione è solo questione di tempo. Il Mazzini della Giovane Italia ha piantato i semi per l’Unità Italia, ma non ha visto la sua opera realizzata.

Può darsi che non la vedremo nemmeno noi un’agricoltura autosufficiente e una sola Federazione Agricola italiana, ma per lo meno proviamo a “piantarne i semi!”

Quality Gate, nasce il gruppo di acquisto tecnologico e etico di ateneo

quality-gate, gruppo di acquisto tecnologico e etico in collaborazione con l’ateneo di verona

Prevede controlli di qualità attraverso la Risonanza Magnetica Nucleare sugli alimenti. Promosso da Istituto di Ricerca Prout.

È stato creato di recente il “Quality Gate”, gruppo di acquisto tecnologico ed etico costituito dal personale dell’ateneo. Gli iscritti ad oggi sono 53, è aperto a tutti i dipendenti nelle diverse sedi, ove sia possibile raggiungere un numero minimo di partecipanti. L’adesione al gruppo è libera e l’attività non è a scopo di lucro.

QG_bigL’idea del progetto è nata su proposta di Istituto di Ricerca Prout e del nutrizionista e dottore di ricerca Daniele Degl’Innocenti, a seguito anche di numerosi incontri pubblici sui temi della alimentazione, salute e stili di vita.

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione dei cittadini verso la qualità di ciò che si mangia, la sua provenienza e la sua sostenibilità. Nell’ambito dei dipendenti e dei lavoratori dell’università zona Borgo Roma, questa sensibilità ha trovato un terreno più fertile in conseguenza del loro percorso scientifico e culturale. Gli scandali e le notizie che periodicamente allertano sulla qualità e l’origine degli alimenti, le frequenti semplificazioni dei media e delle mode ci spaventano o disorientano come consumatori. Inoltre cercare e reperire produttori e prodotti di alta qualità del territorio si scontra con la cronica mancanza del tempo, particolarmente acuta in coloro che effettuano turni di lavoro ciclici o irregolari e trovare da soli le soluzioni diventa arduo e quasi impossibile da realizzare nel lungo periodo.

Per questo da un po’ di tempo emerge chiaro e diffuso il desiderio di organizzarsi e costituire un Gruppo di acquisto di prodotti alimentari che rispondano ad elevati standard qualitativi e che siano controllati in modo sostanziale.

In genere i Gruppi di acquisto si costituiscono per risparmiare sui costi e/o si riforniscono da produttori locali o reperiscono prodotti biologici certificati ma i controlli non si spingono oltre a qualche visita in azienda spesso effettuata senza le competenze necessarie.

La novità di questo Gruppo di acquisto consiste nel poter stabilire un piano di controllo di qualità effettuato direttamente sui prodotti utilizzando strumenti ad elevata efficienza, presenti sia nei laboratori universitari sia in strutture del territorio. Tale attività sarà orientata al controllo dell’origine del prodotto e delle qualità che attualmente sono più utili alla nostra salute (qualità sanitaria – presenza di inquinanti -, qualità funzionale – presenza di complessi e di molecole di regolazione).  Per quanto riguarda i “prodotti freschi di origine vegetale” si tratterà in massima parte di prodotti “A tempo 0”, cioè con i massimi connotati di freschezza a prescindere dai chilometri percorsi, anche se la provenienza sarà in gran parte del territorio. In questo modo si mira ad avere la massima qualità funzionale possibile.

Per ottenere la migliore qualità sanitaria possibile, saranno in larga parte alimenti biologici certificati ma i controlli strumentali permetteranno di poter includere quei produttori di qualità, solitamente di piccole dimensioni, che non hanno la certificazione in quanto non possono sostenerne i costi economici. Potranno essere presenti anche prodotti da agricoltura convenzionale con motivazioni particolari, valutate di volta in volta, come nel caso di prodotti “tradizionali” oppure di prodotti utili al nostro benessere.

I controlli strumentali saranno effettuati secondo un piano di controllo qualità progettato secondo i protocolli HACCP (Analisi dei pericoli e Controllo dei Punti Critici) applicati all’origine, alla qualità sanitaria e funzionale dei prodotti. La gestione del Sistema Qualità sarà realizzata secondo i principi della Norma ISO 9001. Poiché i controlli strumentali costituiscono un costo, i piani di controllo saranno progettati in modo da non incidere in modo apprezzabile sul costo finale, tenendo presente un principio importante: quando i fornitori sanno di essere controllati puntualmente con misurazioni strumentali, dirottano su altri clienti le forniture “ambigue”.

Sarà inoltre a disposizione un software per gli ordini on-line.

Se siete interessati/e vi preghiamo di inviare la vostra adesione a tarcisio.bonotto@univr.it indicando nome e cognome, telefono e indirizzo email.


Tarcisio Bonotto, Presidente IRP
Franco Bressanin, Direttore Sede Nazionale IRP
Daniele Degl’Innocenti, Nutrizionista e Dottore di Ricerca

Serata sulla Medicina Ayurveda con cena a buffet

Condurrà l’evento il Dott. Navanish Prasad, Rettore e primario del SKS Ayurvedic College & Hospital, Bangalore India.
Proprietà medicinali delle piante aromatiche e delle spezie. Dare salute al cibo e rimedi naturali in tavola. Erbe e spezie da tenere sempre con noi.
Un corso dedicato all’alimentazione disintossicante che vi condurrà nell’apprendimento di ricette Ayurvediche buone e depurative.

>Continua

Diabetes, Stress and Meditation


Today, the 14th November 2014, is World Diabetes Day as in previous years. The World Health Organisation reported that non communicable diseases, viz., diabetes, cardiovascular diseases (hypertension, atherosclerosis and cardiac/cerebral strokes), cancer, etc. account for more than 60% of deaths in India at present.


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Above: Bolivian police officers during a meditation session

DHojaiBy Dr. Dhruba Hojai

Today, the 14th November 2014, is World Diabetes Day as in previous years. The World Health Organisation reported that non communicable diseases, viz., diabetes, cardiovascular diseases (hypertension, atherosclerosis and cardiac/cerebral strokes), cancer, etc. account for more than 60% of deaths in India at present. The non-communicable diseases are related to stress. Although some main forms of cancer are directly related to the use of tobacco in both smoking and non smoking forms, they are also indirectly related to stress.

“Stress = diabetes”

Stress causes our bodies to release stress hormones. Hormones are normally secreted by the endocrine or the ductless glands for the biochemical function of the body. However, during stressful conditions, all the hormones of the body, except insulin (which is required for utilisation of sugar in the body), are secreted in excess. Therefore, those hormones secreted in excess amount during stressful conditions (except Insulin) are referred to as the stress hormones.

Now, how do the stress hormones change the biochemistry of the body? One molecule of stress hormone has the capacity to release one million molecules of sugar in the blood. Sugar is normally stored in the body in the form of glycogen in our muscles, liver and spleen. The stress hormones release sugar (glucose) from the stores during periods of stress and the level of sugar in blood rises very high in states of extreme stress. Therefore, extrinsic sugar is not responsible for diabetes. Our brain is the manufacturer of intrinsic sugar in the body. That is to say we don’t have to take sugar from outside our bodies to get diabetes. It’s stress which give us diabetes.

“Meditation will teach us to sublimate stress into it’s natural course out of our minds”

Now how to deal with stress? Acharya Haratmananda Avt., Proutist, during one of his discourses at Haflong, India a few years back gave wonderful demonstrations of the ways of dealing stress. Everybody has stress. However, stress is required for our development. But, the problem is that we absorb stress. Even, the sanyasis/sanyasinis (the moncs and nuns) have stress but they know how to play with stress. Therefore, the science of spiritual sadhana (meditation) or yoga is the only cure for stress. Medicines can only supplement in the cure of diabetes but the cure lies in practising spiritual sadhana.

Sadhana will teach us to sublimate stress into it’s natural course out of our minds. Moreover, meditation will help in the secretion of ‘melatonin’ from the pineal gland situated in front of the brain in the position at level between the two eyebrows. Melatonin is an over the counter drug in the United States and other western countries but abuse of the drug can be very harmful. Therefore, it’s much better to generate melaton in the natural way. All day animals and birds including humans secrete melatonin when dusk and darkness set in. That’s why birds and animals return to their homes and nests during dusk by instinct. But, humans have practically lost this instinct because of the impact of overload of work for survival in the mundane world, we are presently living in.

Shrii Prabhat Rainjan Sarkar described “Ego”, referred to as one of the ten ‘vrittis’ or ‘tendency’ that human beings have in the mundane mind, as one of the main stumbling blocks in one’s spiritual progress. Ego is the result of negative microvita [life force] just like a rotten apple is a result of negative microvita. P.R. Sarkar advised his disciples to form the habit of doing sadhana (meditation) at least twice a day.

From: PROUTGLOBE.ORG

Dr Dhruba Hojai,
Director of Health Services, Assam.(Retd.)
House # 24(Prashantika),
Sankar Nagar,
Lakhami Path,
Beltola Tiniali,
Guwahati-781028.

Progetto Salute, Alimenti e Territorio della Provincia di Verona

Dott. Daniele Degl’Innocenti.
Università degli Studi di Verona 

Dott. Daniele Degli Innocenti

Dott. Daniele Degli Innocenti

La nostra specie, separatasi dalle scimmie da circa 6 milioni di anni, ha iniziato a cibarsi di carne in modo consistente circa 2,5 milioni di anni fa. L’utilizzo del fuoco diretto per la cottura della carne risale “soltanto” a 200.000 – 150.000 anni fa, mentre l’agricoltura e l’allevamento hanno circa 10.000 anni.

Il risultato è facilmente identificabile con la nostra dentatura, data da incisivi a paletta perfetti per incidere la frutta e la verdura, da canini fatti non per uccidere ma per incidere cibi coriacei, da molari che funzionano da macine come negli erbivori, e da un apparato digerente che, in proporzione alla lunghezza de corpo, è più lungo di quello di un carnivoro ma più corto di quelle di un erbivoro.

Le prime innovazioni di reale rilevanza tecnologica in agricoltura, vengono applicate in modo consistente alla fine del 1800.  Quindi, osservando la cronologia evolutiva e la nostra anatomia, non è pensabile che gli alimenti e le abitudini alimentari degli ultimi 150 anni, abbiamo modificato in misura sostanziale la nostra genetica. Il confronto tra le alimentazioni occidentali e quelle dei nostri avi indica chiaramente le macro diversità.

Tabella Alimentazione comparata: tra Paleolitico e Occidentale attuale.

Tabella Alimentazione comparata: tra Paleolitico e Occidentale attuale.

Tali tecnologie procurano all’umanità un’abbondante disponibilità di cibi che, nei Paesi industrializzati, ha permesso di superare l’incubo della fame. Purtroppo oggi, questo incubo è rimpiazzato dalla paura dell’obesità e delle patologie ad essa correlate, che nel complesso formano il “gruppo delle malattie occidentali” o “western disease cluster” (diabete di tipo 2, tumori, ipertensione e malattie cardio-circolatorie, Alzheimer e Parkinson).

Tabella Obesità-Sovrappeso

Tabella Obesità-Sovrappeso

L’affermazione di Michael Pollan “L’essere umano è perfettamente adattato ai regimi alimentari più diversi, con l’unica eccezione della dieta occidentale”, è crudelmente testimoniata dal fatto che popolazioni umane in salute, trasferite nei Paesi occidentali, sviluppano malattie cronico degenerative, sottolineando l’enorme importanza del cibo sulla salute nel lungo periodo. Purtroppo tutto ciò accade in qualsiasi parte del mondo quando gruppi umani raggiungono un certo livello di “benessere” economico. E’ in questo contesto che vengono acquisite abitudini alimentari “occidentali” e sono introdotti alimenti “convezionali” non più rispondenti alle capacità biologiche del nostro organismo. Così come è successo in Italia dove ci siamo lasciati alle spalle la “dieta mediterranea” e dove,a partire dal 2003, l’aspettativa di vita in buona salute è drasticamente diminuita (dati Eurostat): queste sono le prime generazioni che avranno uno stato di salute inferiore a quello dei propri genitori.

Tabella Aspettativa di Vita: diminuita dal 2003

Tabella Aspettativa di Vita: diminuita dal 2003

Questi dati assumono ancora più importanza in una popolazione che invecchia e deve farlo in buono stato di salute, sia per il singolo individuo sia per la collettività e la sua sostenibilità economica. Ciò è confermato anche dalle tendenze risultanti dai dati di consumo dei farmici nelle varie categorie di età, in cui si nota il differente andamento per i bambini da 0 a 14 anni in cui, ragionevolmente, le malattie cronico degenerative non hanno avuto il tempo di manifestarsi con decisione.

Tabella utilizzo farmaci per fasce di età: 0-14, 15-24, 45-54 anni.

Tabella utilizzo farmaci per fasce di età: 0-14, 15-24, 45-54 anni.

La scaduta qualità nutrizionale delle diete (troppo zucchero, troppo sale, pochissima fibra, ecc.), guidata dal vuoto culturale che si è creato in conseguenza al mancato passaggio generazionale delle tradizioni alimentari, è stata accompagnata da un’agricoltura industriale focalizzata sulle rese e l’aspetto visivo dei prodotti dimenticandosi completamente, negli ultimi 60 anni, della qualità funzionale, sanitaria ed etica degli alimenti.

Il questo contesto il riduzionismo della ricerca ha permesso di effettuare enormi progressi nella conoscenza della nutrizione ma contemporaneamente, ha creato un equivoco dagli effetti tragici: dal punto di vista biologico, nel bene e nel male, gli alimenti non sono la semplice somma dei loro componenti chimici. Inoltre il nostro organismo, con le sue “istruzioni” vecchie di migliaia di anni, non interagisce soltanto con il cibo, ma con tutte le infinite variabili esterne, sia buone sia cattive.

Le predisposizioni dell’individuo e lo stile di vita sono molto importanti ma è soprattutto l’alimentazione a svolgere un ruolo fondamentale per lo stato di salute diventando, nel lungo periodo, un vero e proprio investimento per la prevenzione delle malattie cronico degenerative e la qualità della vita di tutti. Il nostro organismo è “progettato” per ricevere con il cibo, non solo i nutrienti ma anche tutti quei fattori funzionali o nutraceutici che ci hanno accompagnato durante la nostra evoluzione. Si tratta di antiossidanti, protettivi del microcircolo, anticolesterolici, anticancerogeni, acidi grassi polinsaturi omega 3, ecc.. che negli alimenti ottenuti in modo sostenibile, sono presenti nelle combinazioni più adatte. Con un sistema produttivo molto spinto e una distribuzione caratterizzata da lunghe catene alimentari e lunghe conservazioni, in pratica, al cittadino arrivano alimenti con un inadeguato apporto di tali molecole.

Le indagini sulla composizione degli alimenti documentano ampiamente quanto e come sia cambiata la loro composizione chimica negli ultimi decenni e l’epidemiologia, insieme ad una letteratura scientifica sempre più ampia, come sia decaduta la loro protettiva qualità funzionale. Allo stesso tempo, la globalizzazione spinge la filiera ad approvvigionarsi in quelle parti del mondo dove il processo di industrializzazione dell’agricoltura è più spinto. Purtroppo questi alimenti, tra cui in modo particolare quelli d’importazione, portano con sé sostanze che l’uomo non ha mai incontrato nella sua storia evolutiva oppure altre note, ma in quantità superiori rispetto al passato. Alla fine l’organismo o non è in grado di renderle innocue o di smaltirle completamente e, lentamente, le accumula. Si tratta di piombo, mercurio, pesticidi, PCB, ecc.. Tutte sostanze dotate di attività sfavorevoli che, nelle donne gestanti, raggiungono anche il bambino nel grembo materno,  ben più vulnerabile alla loro azione. Quindi si può comprendere come lo stato di salute di un individuo si costruisca non soltanto durante tutta la vita, ma addirittura ancor prima di nascere. Non solo, ma gli effetti sul funzionamento dell’organismo possono essere trasmessi anche alla generazione successiva. E’ la presenza di queste sostanze che determina la qualità sanitaria di un alimento.

La conclusione di Michael Pollan: “Osservando le popolazioni di tutto il mondo, il comune denominatore di una buona salute, è un’alimentazione tradizionale a base di cibi freschi ricavati da animali e piante cresciuti su terreni anch’essi ricchi di nutrienti” può fare da linea guida che si traduce nella necessità di alimentarsi con frutta e verdura di stagione, maturata in pianta senza forzature produttive, in modo sostenibile, in carni di animali cresciuti al pascolo e una filiera necessariamente rapida, se non corta.

Importanza del cibo nella prevenzione delle malattie cronico degenerative

Quanto descritto serve a dare un peso all’importanza del cibo nella prevenzione delle malattie cronico degenerative ma suggerisce anche il ruolo che può svolgere nell’aiutare i medici e le strutture sanitarie nel loro compito. Uno studio del 2008 indica che una migliore alimentazione ospedaliera comporterebbe una riduzione delle giornate di degenza con un risparmio tra i 780.000 e i 3.700.000 euro per un ospedale di circa 1.000 posti letto (Lucchin, 2008).

Importanza dei prodotti locali e della sostenibilità ambientare 

Riscoprire l’importanza dei prodotti locali e della sostenibilità ambientare della loro produzione e, se si vuole, anche la riscoperta di varietà locali non è più soltanto un atto culturale, ma trova nuove e più concrete motivazioni nella prevenzione delle malattie cronico degenerative, nella sintonia delle produzioni con le condizioni ambientali del territorio, con la resistenza delle piante e degli animali alle malattie e, per questo, una ridotta necessità di presidi chimici, come pesticidi e antibiotici.

Possibiità di sviluppo del commercio locale

Inoltre l’attuale sistema distributivo agroalimentare, per circa il 70% effettuato dalla Grande Distribuzione Organizzata, lascia aperto uno spazio anche di ordine economico, permettendo alle produzioni locali di giungere sulla tavola dei cittadini a prezzi accettabili, se non concorrenziali, anche in virtù delle loro maggiori rese nella preparazione delle pietanze.

A questo può conseguire un dignitoso sostentamento di chi opera localmente in agricoltura con conseguenze rese ancora più vitali nella crisi attuale di sistema in quanto si possono recuperare posti di lavoro, un’economia locale che produce beni reali, non si esasperano le iniquità sociali, si mantiene il territorio e si accresce il suo valore complessivo. Infine, date le caratteristiche del territorio italiano, si possono realizzare in chiave moderna, aziende “di scopo” in cui introdurre attività socialmente utili, mantenendo viva l’attenzione degli individui su valori collettivamente importanti. In sintesi si recupererebbe anche la qualità etica degli alimenti.

La Sezione di Anatomia ed Istologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Verona effettua da alcuni anni una ricerca scientifica rivolta al recupero, alla salvaguardia ed alla valorizzazione di prodotti della tradizione e/o di un particolare territorio, indagando, con le metodologie proprie del settore farmaceutico, sulle loro qualità funzionali e sanitarie, a difesa della salute dei cittadino, delle produzioni locali e delle colture tradizionali, alla loro promozione e diffusione. L’utilizzo di tecnologie innovative integrate, ha lo scopo di valutare oggettivamente l’impatto dei prodotti della tradizione e/o di un particolare territorio sulla salute dell’uomo coprendo l’area che collega due competenze: quella agronomica e quella medica. Mediante la definizione di specifiche innovative con cui controllare in modo misurabile l’origine e le qualità di un prodotto, si tutela sia il consumatore, sempre più deluso dalle certificazioni e insicuro e timoroso sui cibi che acquista, sia il produttore locale, che vedrà valorizzate in modo nuovo le proprie produzioni, senza nulla togliere ai rapporti diretti tra produttore e consumatore. Infine, con tali metodologie, si affiancano i responsabili pubblici e privati nell’attività di controllo e nel mantenere alta la qualità etica di un intero sistema territoriale.

Fondazione Via dei Locavori: sito web

Fondazione Via dei Locavori: sito web

Poiché la Sezione di Anatomia ed Istologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Verona ha compiti istituzionali, nel 2008 è stata costituita la Fondazione Via dei Locavori Onlus che ne affianca l’attività, allo scopo di creare un sistema integrato di qualità e salute, facendo informazione scientifica e culturale,  formazione, attività didattiche lungo tutta la filiera fino ai cittadini, per incrementare la capacità dei consumatori di fare scelte consapevoli dal punto di vista agro alimentare, bio sanitario, ambientale e sociale. La Fondazione Via dei Locavori Onlus coadiuva persone fisiche e giuridiche allo scopo di condividere i metodi scientifici e i risultati delle attività di ricerca messe in atto.

 

Dott. Daniele Degl’Innocenti
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Curriculum Vitae Breve

Dal 01/01/2008 a oggi:
Datore di lavoro: Università degli Studi di Verona, Facoltà di Medicina e Chirurgia (Strada Le Grazie 8, Verona);

Incarichi: borsa e assegno di ricerca;
Attività: attività di ricerca finalizzata allo studio del rapporto tra alimenti e salute e ad attività divulgativa ed educativa;impiego di strumenti di indagine ad alta efficienza quali NMR (risonanza magnetica nucleare) per l’acquisizione ed elaborazione di spettri ed analisi chemio metriche, microscopia elettronica a scansione, microscopia elettronica a trasmissione, microscopia ottica, biologia molecolare.

Scarica la presentazione:

 PRODOTTI INDUSTRIALI VS ARTIGIANALI Dott. DEGL’INNOCENTI 

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dal sito: www.ricercaitalia.org